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USA, 40 anni senza Mondiali
Scritto il 2014-06-11 da Franco Spicciariello su History

Gli Stati Uniti shockarono il mondo con la loro vittoria sui "Maestri inglesi" nel 1950. Ma allora nessuno pensava probabilmente che quella in Brasile sarebbe stata l'ultima partecipazione ai Mondiali per 40 anni. Ma cos'è successo nel periodo più oscuro del soccer?

1954: Niente qualificazione causa doppia sconfitta 4-0 e 3-1 col Messico.

1958: Gli USA perdono 6-0 col Messico, mentre al ritorno in casa ne prendono addirittura 7 (a 2), E, incredibilmente, quando ancora una speranza di qualificazione era ancora viva, la federazione invece di convocare i migliori per il doppio confronto col Canada preferisce far scendere in campo come "Nazionale" i vincitori della US Open Cup e della National Amateur Cup, i St. Louis Kutis, sconfitti 5-1 e 3-2.

1962: Bellissima rimonta da 0-3 a 3-3 all'andata al Wrigley Field di Los Angeles contro il Messico, ma al ritorno non c'è nulla da fare, ed è di nuovo 0-3, stavolta senza rimonta.

1966: Prima di affrontare gli USA, il Messico avva già  superato l'Honduras due volte. Nel doppio confront USA vs. Messico invece 2-2 all'andata al Memorial Coliseum e 2-0 per ElTri al ritorno. Inutili quindi i due match in Honduras per gli USA, vinto 1-0 il primo e pari 1-1 il secondo, con gli USA costretti in Honduras a trovarsi da soli I mezzi di trasporto dall'aeroporto all'hotel e a giocare in uno stadio senza spogliatoi.

1970: Con il Messico paese ospite gli USA si ritrovano finalmente senza la propria nemesi per la prima volta dal 1934. E sembra la volta buona per qualificarsi. Ma ecco subito una sconfitta per 4-2 in Canada cui segue un 1-0 casalingo. Arrivano un 6-2 e un 2-0 su Bermuda, ma poi arriva una perdita noitevole. Lascia infatti il CT gallese Phil Woosnam, che diventa direttore della NASL. Ai playoff con però arriva una sconfitta per 2-0 ad Haiti (inutile l'1-0 al ritorno) e addio qualificazione. Dall'altra parte invece si affrontano El Salvador e Honduras, scontro che darà  vita alla prima "Guerra calcistica" della storia.

1974: Sconfitta 3-2 in Canada e pari 2-2 al ritorno, cui si aggiunge una doppia sconfitta col Messico 3-1 fuori e 2-1 in casa. E addio Germania.

1978: Le qualificazioni si giocano negli anni in cui la NASL raggiunge l'apice della popolarità , ma lo spazio per I giocatori americani è minimo, e I risultati si vedono. Gli USA iniziano con un 1-1 fuori casa col Canada, seguito da un 0-0 casalingo col Messico, che al ritorno vince di nuovo per 3-0, ma almeno gli americani superano il Canada.. La CONCACAF stavolta qualifica due Nazionali, ma lo spreggio col Canada sul neutro di Haiti vede gli americani uscire sconfitti 3-0.

1982: Ultimo Mondiale con la NASL ancora "viva". Gli USA possono qualificarsi anche arrivando secondi. Ma le sconfitte col Messico e in Canada sono fatali, anche se a fine campagna arriva la prima vittoria con El Tri dal 1934.

1986: Mondiali di nuovo in Messico a causa della rinuncia della Colombia, e quindi spazio agli USA, che però non ne sanno approfittare. Cosa che invece fa il Canada, grazie alla sua miglior generazione di calciatori cresciuta negli anni della NASL (tra cui i vari ex NY Cosmos Bruce Wilson e Bob Iarusci, o l'attuale VP dei Vancouver Whitecaps Bob Lenarduzzi). Gli USA arrivano ad un passo dalla qualificazione, gettata alle ortiche però da una sconfitta per 1-0 col Costarica.

Una delle ragioni principali dei pessimi risultati degli USA nelle qualificazioni Mondiali era dovuta a quella che oggi si chiama (dal 1974) US Soccer Federation, nata nel 1913 come United States of America Foot Ball Association (poi dal 1945 United States Soccer Football Association). Per buona parte della sua storia la Federazione è stata l'anello più debole del movimento, priva di mezzi, strutture e volontà  persino per imporre le regole della FIFA. Basti pensare che per anni la USSF è stata ospite a NY della società  tessile Tuttle Brothers. La mancanza di soldi voleva dire anche scarse possibilità  di allenamento per le Nazionali in vista di appuntamenti internazionali. Una visione miope che ha rallentato, se non impedito, il diffondersi del calcio in Nordamerica.

Le ristrettezze finanziarie poi ponevano grossi limiti per i giocatori da selezionare. Alla fine infatti si preferivani giocatori della East Coast e del Midwest per evitare di pagare le spese di viaggio dalla West Coast. Per non parlare del fatto che a volte la Nazionale riusciva a partecipare alle qualificazioni solo grazie a donazioni private!

A tutto ciò conseguiva anche una pessima organizzazione, con convocazioni fatte all'ultimo e partite giocate quasi senza allenamento. Le cose migliorarono un minimo solo nelle qualificazioni 1970 grazie alla nomina di un CT, il gallese Phil Woosnam (scomparso nel luglio 2013), che era anche il Commissioner della NASL! Infatti fino ad allora le convocazioni erano fatte da un comitato. Quando per le qualificazioni ai Mondiali 1978 la federazione assunse Walt Chyzowych questi fu solo il secondo CT full time nella storia della federazione.

Un altro problema era la grande popolarità  delle Olimpiadi in America, considerate l'unico vero evento sportive e quindi l'unico per il quale si riuscivano a raccogliere fondi adeguati, mentre l'apporto delle deboli leghe professionistiche (USA, NASL, NPSL) chiudeva il cerchio del fallimento della Nazionale USA. E anche il tentativo di far crescere la Nazionale sul modello di una vera e propria squadra, il "Team America", si rivelò fallimentare (leggi l'articolo di SoccerItalia sul Team America).

Con la chiusura della NASL nel 1984, l'unico calcio a livello professionale rimase quello indoor, ma presto anche la MISL si trovò nei guai dal punto di vista finanziario, e con in vista i primi Mondiali su suolo Americano, la USSF decise che era giunto il momento di agire in maniera seria e professionale. E con un'organizzazione erede del successo delle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, con a capo Alan Rothenberg, la USSF nell'agosto 1988 iniziò a riunire i migliori giocatori americani ingaggiandoli direttamente, sì da poter dare loro la possibilità  di mantenersi e prepararsi in vista delle qualificazioni ai Mondiali 1990. Operazione che si dimostrò un successo il 19 novembre del 1989, il giorno del gol di Paul Caligiuri che spedì gli USA a Italia '90, di nuovo ai Mondiali per la prima volta dopo 40 anni.

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Il livello di calcio che si vede in campo non sarà forse al pari delle top leagues europee, ma quando si parla di social media, i team MLS non conosco rivali. Un esempio? LA Galaxy e Portland Timbers si sono affrontate domenica notte allo StubHub Center di Carson (California), col team guidato da Caleb Porter uscito vittorioso 1-0 in trasferta. Ad un certo punto del match è accaduto che il difensore dei LA Galaxy Jelle Van Damme abbia provato ad intervenire su un pallone conteso con il colombiano Diego Chara. Da quanto si è potuto vedere in TV, tra i due non c'è stato alcun contatto, nonostante un notevole volo in terra di Chara. Simulazione quindi, ma l'arbitro ha deciso di presentare a Van Damme il primo cartellino giallo, cui tre minuti dopo ne è seguito un altro (stavolta colpa sua) lasciando così LA in 10. A quel punto, il social media team dei Galaxyy è... entrato in campo. are we doing this right? ☄️ #shootingstars #memes pic.twitter.com/8wds3Wnop8 — LA Galaxy (@LAGalaxy) March 13, 2017 Non male anche la reazione di Van Damme via Twitter ✌

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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