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Sigi Schmid, il mentore di Klinsmann: Vuole portare sempre qualcosa di nuovo
Scritto il 2014-06-11 da SoccerItalia su Nazionale USA

Non è certo un nome familiare per il pubblico tedesco, ma certo da tedesco ha avuto un ruolo importante nel calcio degli Stati Uniti: si tratta di Sigi Schmid, 61 anni, allenatore dei Seattle Sounders, in precedenza due volte campione USA con i Los Angeles Galaxy - e da allora confidente di Jürgen Klinsmann, che ha iniziato la sua carriera di allenatore da assistente di Schmid ai Galaxy.

Schmid emigrato nel 1950 con la sua famiglia da Trillfingen und Weildorf alla Southern California. Ciò che gli rimane del tedesco è un dialetto misto svevo-inglese. Schmid non dice "respect", ma "Reschpekt"; ha ripetutamente detto "You know, I mean".

SZ.de: signor Schmid, il 26 giugno la Germania incontrerà gli USA nella partita finale del gruppo G. per chi tifa?

Sigi Schmid: Tifo per gli Stati Uniti. Sono nato in Germania, ma sono cresciuto negli Stati Uniti, ho lavorato qui per decenni come allenatore. Solo quando la Germania gioca contro qualcun altro, allora tifo per la Germania.

Quanto grandi sono le aspettative mondiali negli Stati Uniti?

Sappiamo tutti che è difficile superare il gruppo. La prima partita contro il Ghana è la più importante. Se gli Stati Uniti non otterranno punti, allora probabilmente sarà impossibile entrare negli ottavi. Speriamo di avere abbastanza punti per giocarcela con la Germania. Aiuta che Jurgen (Klinsmann, ndr) sia l'allenatore. Conosce la Nazionale tedesca molto bene. Il rispetto per i tedeschi c'è. Ma non la paura.

Jurgen Klinsmann ha avuto la sua prima esperienza da allenatore da voi. Qual è stata la tua prima impressione?

Ho subito notato che eravamo dalla stessa zona in Germania, la Svevia. In quel periodo abbiamo vissuto vicino. Gli ho detto che il mio figlio più giovane è suo grande fan e che nella stanza aveva appeso la maglia con il numero 18. Poi siamo diventati amici (ride).

Come descriverebbe questo collegamento svevo?

Suo padre era un fornaio, mia madre aveva precedentemente un negozio di gastronomia nel sud della California. Siamo così. Il motto svevo "Creare, gestire, costruire la casetta" non era un cliché. Ci sono alcune virtù sveve che ci sono state trasmesse, che abbiamo interiorizzato. Che ci portano a trattare le persone onestamente, lavorando sodo. E il fatto che parliamo la stessa lingua. Una volta ci siamo incontrati in un centro commerciale quando Jürgen era CT della Germania: c'erano lui, Joachim Löw, Andreas Köpke ed io. Abbiamo parlato Schwäbisch (dialetto svevo, NdT), e alla fine Andreas Kopke se n'è andato perché non ha capito niente.

Come è andato lo stage di Klinsmann ai LA Galaxy?

Lui era sempre molto attento. Era presente ad ogni sessione di allenamento. E presto le ha anche dirette. Ha giocato anche un paio di volte nella nostra squadra riserve. Una volta l'ho sostituito poco prima della fine della partita col nostro magazziniere gioco. Quella è stata un'esperienza interessante (ride). La cosa più importante era che lui era sempre aperto a imparare cose nuove da provare poi con le sue squadre. Durante la sua permanenza a Los Angeles, abbiamo fatto un sacco di cose lontano dal campo di calcio: passeggiate sulla spiaggia o go-kart. Quando ho dopo i Mondiali 2006 ho visto il film "Germania, un'estate da favola", ad un certo è apparsa improvvisamente una scena con Jürgen sulla piste da kart con la nazionale, e sono scoppiato a ridere.Ha copiato molto di quanto ha vissuto insieme a noi, ma anche da altri sport.

Per esempio?

Dal football americano, da Pete Carroll, allora allenatore della University of Southern California. Carroll ha una peculiarità. La maggior parte degli allenatori pensano che il giocatore debba concentrarsi sul suo compito, che si debbano ridurre al minimo tutte le distrazioni

Come la Nazionale tedesca nella preparazione ai Mondiali sotto Joachim Loew ...

Pete Carroll non fa così. Dirige i suoi giocatori con musica ad alto volume durante l'allenamento, per esempio. Il suo atteggiamento è: nel gioco, i giocatori potranno essere costantemente disturbati e distratti. Così devono imparare a trattare con queste distrazioni ed allo stesso tempo concentrarsi. Jürgen ha visto e provato questo metodo con le sue squadre. Lui cerca sempre di portare qualcosa di nuovo. Se pensi di sapere tutto, sei alla fine.

Il New York Times ha scritto che il calcio americano sarà europeizzato sotto di lui. Aggiungi i suoi valori svevi. Si adatterà la cultura del calcio negli Stati Uniti?

Sì. I giocatori vogliono che l'allenatore sia onesto con loro, e se non lo sei perdi la squadra. Ogni professionista vuole coerenza, vuole sapere qual'è il piano per lui. Che si può ancora raggiungere l'obiettivo, ma che si deve lavorare duro. Il motto di Jürgen è lavoro "24/7": 24 ore, sette giorni alla settimana. Ma nel calcio in America la cultura è diversa. Ci sono giocatori che non possono e non vogliono pensare al calcio "24/7". Se non sei così entusiasta di calcio è come Jürgen, a volte è difficile accettare il suo atteggiamento. [...]

Klinsmann è stato spesso criticato in Germania per i suoi metodi, e si è scontrato coi suoi giocatori per averli provati in posizioni diverse. La storia si è ripetuta negli Stati Uniti.

A volte devi provare un po 'per capire il miglior posizionamento. Se non lo avesse fatto non avrebbe messo insieme la squadra migliore. Non abbiamo molti buoni giocatori come la Germania. Ma molti dei nostri giocatori sono versatili, in grado di giocare in diverse posizioni.

Circa un anno fa ci fu quasi una rivolta contro Klinsmann. Molti giocatori si sono lamentati pubblicamente di lacune tattiche, dello stile di Klinsmann, della sua leadership. Com'è la situazione adesso?

La situazione da allora è molto migliorata. I media sono ancora scettici. Ma questo ha a che fare con il fatto che il calcio sta diventando sempre più importante, che sempre più giornalisti sono interessati ad esso e a guardare da vicino rispetto a prima. L'aver lasciato a casa Landon Donovan ha causato una tromba d'aria. Ma alla fine, per l'allenatore, i giocatori devono cercare di aiutare la squadra.

E Donovan, il monumento vivente del calcio americano, non lo avrebbe fatto?

Secondo Jürgen evidentemente no. Ha le sue opinioni, che è difficile fargli cambiare.

Recentemente un giornalista americano ha chiesto a Klinsmann di smettere di cercare di dare lezioni gli americani, e di tornarsene in Europa.L'influenza di Klinsmann sta facendo bene agli Stati Uniti?

Credo di sì. La Nazionale si sta sviluppando, il calcio americano sta migliorando. Questo ha anche un effetto positivo sul livello del campionato. Un team MLS (Major League Soccer) potrebbe ora competere in Bundesliga II e magari giocare per la promozione. Noi siamo molto meglio di cinque anni fa. I professionisti provenienti dall'estero sono sempre di più, altri sono allenatori. Ogni tanto mi scambio un'email con Joachim Löw riguardo calciatori vogliono giocare nel nostro campionato.

Quanto spesso sei in contatto con Klinsmann?

Di tanto in tanto. Recentemente mi ha chiamato perché aveva un mio giocatore. Altrimenti ci inviamo periodicamente SMS per rimanere aggiornati. Penso che il calcio in America non sia mai stato così svevo (ride).

Fonte: Sueddeutsche Zeitung

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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