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Passione, rigore e managerialità. Ecco i segreti della MLS da importare in Italia
Scritto il 2014-06-27 da SoccerItalia su MLS

«Gentile maestra, la prego di giustificare l’assenza di(spazio per il nome) dalle lezioni. L’ha fatto per una buona causa: la nazionale degli Stati Uniti giocava una gara decisiva per passare il turno ai campionati del mondo e avevamo bisogno del sostegno di tutti». Firmato: Jurgen Klinsmann.

C’è del genio nella giustificazione, scaricabile dal sito della Federcalcio, che ha trasformato tutti i bambini in tifosi. C’è programmazione del futuro. C’è managerialità. Il calcio Usa ha molto da insegnare a quello italiano. Niente succede per caso e, se la loro nazionale è agli ottavi di finale e la nostra è a casa, c’è un motivo: la rinascita del campionato nazionale, la MLS, Major League Soccer. Proprio come il declino della Serie A si rispecchia nel crollo degli azzurri.

La Lega C’è un uomo forte al comando, che risponde dell’andamento economico del campionato. Si chiama Don Garber ed è in carica dal 1999, dopo l’esperienza da executive della NFL Europe. Squadre e cartellini dei giocatori sono di proprietà della Lega, in modo da avere una direzione unica. I proprietari comprano la franchigia e hanno lo sfruttamento di incassi al botteghino, indotto (un parcheggio allo stadio costa in media 10 dollari), diritti tv per le trasmissioni locali, sponsorizzazioni (Herbalife dà 4,4 milioni l’anno ai Los Angeles Galaxy e X-Box ne versa 4 ai Seattle Sounders), merchandising. I Galaxy si sono ripagati il primo anno di Beckham (6,5 milioni di dollari) con la vendita delle magliette, ma anche Beckham ci ha guadagnato, avendo messo nel suo contratto una percentuale su quell’introito, più la possibilità di comprare una franchigia a prezzo di favore: 25 milioni per riportare il calcio a Miami. New York ha pagato la sua franchigia 100 milioni, Orlando 70. Toronto, che aveva comprato in tempo di crisi, solo 10.

Gli stadi Partita nel 1996 con un solo stadio per il calcio, la Mls ha costretto le franchigie a costruire impianti dedicati solo al soccer. Gli spettatori sono cresciuti esponenzialmente. La concessione della franchigia a Miami e a Beckham, nel 2017, è vincolata alla realizzazione del nuovo stadio.

Il profitto Forbes, nel 2013, ha certificato che 10 club su 19 sono in attivo, due in pari e sette in perdita. Il boom l’ha fatto Seattle: pagata 30 milioni, ora ne vale 175. Il valore medio dei club è passato da 37 milioni (2008) a 103. Con il calcio si può guadagnare.

Gli stipendi Esiste un salary cap, fissato nel 2010 in 2,55 milioni per squadra, con un aumento automatico del 5% a ogni stagione. Per attirare campioni e far rientrare i migliori giocatori americani in patria, si è pensato alla formula dei «designated player». Sono giocatori fuori dal salary cap: la Lega paga 300 mila dollari del loro ingaggio, al resto ci pensa l’investitore/proprietario. Michael Bradley guadagna 6 milioni e mezzo a Toronto, Clint Dempsey quasi 7 a Seattle. I «DP» sono due per squadra, più un under 21. Controllo dei salari, insomma, ma anche possibilità di sforare. C’è un campionato riserve, per utilizzare tutta la rosa.

Il contratto tv I diritti tv sono «spacchettati» e comprendono tutte le possibili piattaforme. Il valore è passato da 18 a 93 milioni di dollari l’anno. Poco? Forse. Ma è un valore quasi quintuplicato. Particolare importante: la Lega vende insieme i diritti del campionato e della nazionale. Stati Uniti-Ghana è stata vista da 19 milioni di telespettatori, così divisi: 11,1 su Espn, 4,8 su Univision (in spagnolo), 1,7 sul digitale di Univision e 1,4 su WatchEspn (streaming online). Più dell’audience di gara 5 delle finali Nba.

La nazionale La lettera di Klinsmann alle maestre è la dimostrazione di un rapporto di enorme empatia tra nazionale e nazione. Il presidente Obama, dopo gli auguri alla squadra su Vine, ieri ha guardato la partita contro la Germania a bordo dell’Air Force One. Tutti adesso sono tifosi. Proprio come in Italia.

Fonte: Luca Valdiserri - Corriere della sera

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Il livello di calcio che si vede in campo non sarà forse al pari delle top leagues europee, ma quando si parla di social media, i team MLS non conosco rivali. Un esempio? LA Galaxy e Portland Timbers si sono affrontate domenica notte allo StubHub Center di Carson (California), col team guidato da Caleb Porter uscito vittorioso 1-0 in trasferta. Ad un certo punto del match è accaduto che il difensore dei LA Galaxy Jelle Van Damme abbia provato ad intervenire su un pallone conteso con il colombiano Diego Chara. Da quanto si è potuto vedere in TV, tra i due non c'è stato alcun contatto, nonostante un notevole volo in terra di Chara. Simulazione quindi, ma l'arbitro ha deciso di presentare a Van Damme il primo cartellino giallo, cui tre minuti dopo ne è seguito un altro (stavolta colpa sua) lasciando così LA in 10. A quel punto, il social media team dei Galaxyy è... entrato in campo. are we doing this right? ☄️ #shootingstars #memes pic.twitter.com/8wds3Wnop8 — LA Galaxy (@LAGalaxy) March 13, 2017 Non male anche la reazione di Van Damme via Twitter ✌

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L'Atlanta United che ha distrutto il Minnseota United per 6-1 è chiaramente la squadra più rappresentata di questo Week 2 MLS Team of the Week. Sono infatti tre i rappresentanti dell'ATLUTD nel top 11 della settimana, a partire dall'ex torinista Josef Martinez autore di una tripletta, seguito dal regista Miguel Almiron e dal terzino sinistro della Nazionale USA Greg Garza, cui si aggiunge "Tata" Martino in panchina. Due invece i calciatori del Chicago Fire, vittorioso sabato sul Real Salt Lake, e sono: Dax McCarty e Johan Kappelhof. Riassumendo: il rientrante Tim Howard (Colorado Rapids) in porta. Linea di difesa a tre con Garza, Johan Kappelhof e Matt Hedges (FC Dallas, cresciuto nel Reading in Inghilterra). Centrocampo con Ignacio Piatti a costruire e Dax McCarty a distruggere, Anibal Godoy e Miguel Almiron (autore anche di una doppietta contro MInnesota). Attacco a tre con lo spagnolo David Villa - doppietta per lui contro il D.C. United - Martinez, e il messicano della Houston Dynamo Erick "Cubo" Torres, al secondo gol stagionale in due partite. In panchina: Jake Gleeson, POR; Nick Lima, SJ; Alex, HOU; Felipe, NY; Sebastian Lletget, LA; Maxi Moralez, NYC; Alberth Elis, HOU. Allenatore: Gerardo "Tata" Martino (ATL)

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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