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USA, l'analisi tecnico-tattica: Bradley alla Perrotta
Scritto il 2014-06-17 da SoccerItalia su Nazionale USA

La prima è andata. Si apre come meglio non poteva per gli Stati Uniti l'esperienza nella Coppa del Mondo 2014. Nel pomeriggio, la Germania travolge il Portogallo mentre nella partita in notturna, ora italiana, gli USA sconfiggono lo spauracchio Ghana per 2-1, ponendosi alle spalle dei tedeschi nel proprio gruppo mondiale. Non è comunque stata una partita agevole per gli uomini di Jurgen Klinsmann e non poteva essere altrimenti.

(Michele Tossani) La tensione dell'esordio, le polemiche che hanno accompagnato lo USMNT in Brasile, riguardo l'esclusione di Landon Donovan, l'avversario di tutto rispetto... eppure alla fine gli Yankee sono usciti con tre preziosissimi punti dalla partita inaugurale della loro avventura in Brasile. Come ampiamente previsto alla vigilia, Klinsmann è rimasto fedele al centrocampo a rombo sperimentato durante le ultime amichevoli in preparazione al torneo. Kyle Beckerman è stato schierato alla Andrea Pirlo, davanti alla difesa, affiancato dagli interni Jermaine Jones a sinistra e Alejandro Bedoya a destra. Michael Bradley, ancora una volta, è stato posizionato come 'falso dieci', alle spalle degli attaccanti Jozy Altidore e Clint Dempsey.

In quella posizione, non nuova per Bradley, dato che è quasi la stessa nella quale viene impiegato abitualmente dai Toronto FC, l'ex romanista ha sfoderato un'altra buona prestazione. La stampa americana ha criticato la prestazione del centrocampista americano, contestandone soprattutto la scarsa precisione nella gestione offensiva del pallone. In realtà, Bradley è vittima di un equivoco tattico. Come recuperatore di palloni, posizionato nella posizione di No. 10, il compito èprimario di Bradley è quello di inserirsi in zona tiro in fase offensiva e di contrastare sul nascere l'azione avversaria qualora gli Americani decidano di giocare un pressing ultra- offensivo. Il suo ruolo è quindi quello di guastatore, simile a quello svolto egregiamente per anni da Simone Perrotta nella Roma di Luciano Spalletti. Per questo definiamo Bradley un 'falso dieci'. Se si pretendono da Bradley le giocate illuminati ed i passaggi filtranti tipici di una mezza punta classica, allora si è sbagliato giocatore e molto meglio sarebbe inserire Brad Davis o Mix Diskerud in quel ruolo. Mqa il valore di Bradley è dato dal fatto che, diversamente da quello che può offrire un No. 10 tradizionale, lui può tornare indietro per posizionarsi al fianco dell'altro centrocampista centrale, trasformando il 4-3-1-2 americano in un compatto 4-4-1-1 in fase difensiva.

Questo è quello che è accaduto contro il Ghana, dove Bradley ha svolto con efficacia il lavoro difensivo, andandosi a posizionare al fianco di Beckerman nei ripiegamenti difensivi, con gli interni Jones and Bedoya che si allargavano sugli esterni per tamponare gli africani. Proprio gli esterni sono invece risultati un punto debole della nazionale americana. Sia DaMarcus Beasley che Fabian Johnson, i due terzini, sono stati infatti spesso superati dai diretti avversari. Fortuna per gli USA che i Ghanesi si sono limitati a produrre dei cross una voltvinti i duelli in fascia, con il risultato di favorire i centrali Matt Besler e Geoff Cameron. Specialmente Beasley ha sofferto sulla sua fascia di competenza, dove spesso è mancato l'aiuto di Jones, almeno nel primo tempo.

Nella ripresa invece, complice anche un calo del suo diretto avversario, Christian Atsu, gli aiuti di Jones sono stati migliori e la pericolosità del Ghana si è ridotta da quella parte. In sofferenza è invece rimasto Johnson.

Nonostante la vittoria, restano comunque delle preoccupazioni, soprattutto di natura fisica. Il duro training camp cui Klinsmann ha sottoposto i suoi in preparazione al Mondiale ha già prodotto alcuni effetti: non soltanto la squadra è vistosamente calata nel secondo tempo, cosa che non dovrà ripetersi contro i più quotati, sulla carta, i portoghesi, ma ci sono stati tutta una serie di problemi muscolari che, via via, hanno afflitto prima Altidore, poi Besler, infine Cameron. Klinsmann dovrà cercare di recuperarli prima della prossima gara.

La situazione più difficile appare quella di Altidore: fra l'altro, il suo precoce infortunio ha impedito a Klinsmann di inserire un centorcampista in più a partita in corso al posto del giocatore del Sunderland, forzando invece il tecnico tedesco ad immmettere immediatamente un'altra punta in Aron Johannsson, la cui prova è stata opaca. Se Besler non dovesse recuperare, è probabile che Klinsmann si affidi ancora a John Brooks, il match winner contro il Ghana. Tuttavia anche qui ci sono delle perplessità, visto che Brooks è andato spesso in difficoltà, risollevando la sua prestazione con il goal vittoria. Altra opzione sarebbe Omar Gonzalez. Ma il fatto che, al momento della sotituzione di Besler, Klinsmann abbia optato per l'ultimo arrivato Brooks non fa pendere la bilancia dalla parte del difensore dei Los Angeles Galaxy.

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La MLS 2019 è arrivata alla metà della Regular Season, ma guarda già al futuro. Dalla prossima stagione, le franchigie che partecipano al campionato passeranno da 24 a 26, con il debutto dell’Inter Miami di David Beckham e del Nashville SC, poi dal 2021 il numero dovrebbe salire fino a 27 (con l’ingresso di un club di Austin, Texas). L’obiettivo per i prossimi anni è arrivare a 30 squadre iscritte, ma il commissioner Don Garber ha spiegato che l’espansione potrebbe andare oltre i confini degli Stati Uniti. «Solo pochi anni fa», ha spiegato Garber, «la comunità calcistica internazionale riconosceva a stento l’esistenza della Mls. Ora portiamo 22mila persone allo stadio in media per ogni partita, l’ultima nuovo stadio, il Providence Park di Portland, è un fantastico esempio di ciò che la MLS può offrire. Il nostro viaggio continuerà, e dobbiamo essere pronti a cambiare per restare competitivi nel calcio professionistico. Una possibilità potrebbe essere quella di rendere più stretto il rapporto con la Liga MX, il campionato professionistico del Messico. Se fossimo in grado di creare un torneo che metta insieme le due leghe, una sorta di versione nordamericana della Premier League su scala continentale, sarebbe davvero bello». Al di là degli aspetti politici della possibile fusione (quale sarebbe l’eventuale posizione di Trump su questo campionato transnazionale?), l’idea di alimentare il legame tra MLS e lega messicana è già in stadio avanzato: pochi giorni fa, è stata annunciata la creazione della Leagues Cup, una nuova competizione che (a luglio) metterà di fronte quattro squadre della MLS e altrettante della Liga MX in un tabellone tennistico a eliminazione diretta. La prima edizione è stata concepita ad invito, dall’anno prossimo l’accesso sarà stabilito attraverso criteri di merito sportivo. La Leagues Cup è un’evoluzione di un’altra manifestazione che si tiene annualmente, la Campeones Cup, che vede affrontarsi nel mese di settembre i campioni della precedente stagione della Major League Soccer e il vincitore del Campeón de Campeones della Liga MX. Da non dimenticare poi la SuperLiga, torneo andato avanti dal 2007 al 2011 e poi cancellato. In passato, c’è stato un ulteriore - fallimentare - esperimento : il Chivas di Guadalajara aveva iscritto alla MLS il Chivas Usa, “succursale” statunitense del club, con sede a Los Angeles. La squadra si sciolse nel 2014, dopo 10 anni di attività nella MLS e pessimi risultati in campo e sugli spalti.

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Zlatan Ibrahimovic diventa il calciatore più pagato della Major League Soccer, il massimo campionato di calcio statunitense. Secondo i dati pubblicati dalla associazione dei giocatori della MLS, l’ingaggio base del bomber svedese dei Los Angeles Galaxy è pari a circa 6,3 milioni di euro, ovverosia 7,2 milioni di dollari senza altri bonus. Sul podio sale l’ex Roma Michael Bradley, oggi ai Toronto Fc, con uno stipendio base di 5,3 milioni di euro (6 milioni di dollari) che sale a 5,7 milioni di euro (6,5 miloni di dollari) grazie ai bonus garantiti (se ad esempio ha un bonus di 10mila euro alla firma, questo, nel calcolo, viene spalmato sugli anni di contratto). Soldi garantiti dalla stessa MLS, visto che i contratti in questione sono firmati con la Lega e non direttamente con le squadre come avviene in Europa. Tanto che sul terzino gradino del podio c’è Giovani dos Santos, attualmente svincolato dopo l’addio ai LA Galaxy, ma con uno stipendio garantito dalla MLS per 5,7 milioni di euro (6,5 milioni di dollari). Nelle prime cinque posizioi anche Jozy Altidore (Toronto Fc, 5,6 milioni di euro) e Carlos Vela (LAFC, 5,5 milioni di euro). Completano la top 10 Bastian Schweinsteiger (Chicago Fire, 4,9 milioni di euro), Alejandro Pozuelo Merelo (Toronto Fc, 3,3 milioni), Wayne Rooney (DC United, 3,1 milioni), Josef Martinez (Atlanta United, 2,7 milioni) e Nani (Orlando City, 2,1 milioni). Dopo l’addio di Sebastian Giovinco, l’unico italiano nella MLS è ora Vito Mannone: l’ex portiere di Atalanta e Arsenal è infatti in prestito al Minnesota dal Reading, con uno stipendio garantito di circa 525mila euro. Lo stipendio medio per i giocatori non designati è salito a 345.867 dollari nel 2019, in crescita del 13,3% rispetto al 2018 e del 150% rispetto al 2014. Right place. Right time. @Ibra_official scores goal No. 1 for the season ???? pic.twitter.com/QE3KYjs7pf— ESPN FC (@ESPNFC) March 3, 2019 Fonte: Calcio & Finanza

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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