SPORT
L'Honduras sbaglia tutto e Benzema lo affonda
Scritto il 2014-06-16 da Americo Costi su Concacaf

E alla fine arrivò anche l'esordio della tecnologia nel calcio, con il «goalcontrol-4D» di Blatter, sul 2-0 di Benzema (in realtà autogol di Valladare). E la tecnologia non delude. Mentre lo fa  l'Honduras, che rimane in cerca di una vittoria ai Mondiali, improbabile però con prestazioni come quella di ieri sera di fronte ad una Francia brillante, concreta e minacciosa, che rifila un secco 3-0 al piccolo, cattivo e supponente Honduras.

Nella Francia il fenomeno è Karim Benzema, molto cresciuto tatticamente negli anni al Real Madrid con Jose Mourinho prima e Carlo Ancelotti poi. E' lui a firmare il rigore dell’1-0 (45’ p.t.); obbliga Valladares all’autogol del 2-0 con uno splendido incrocio su lancio di Cabaye (3’ s.t.); infine chiude con una botta da gran centravanti (3-0). Ma attorno a lui c’è una Francia aggressiva schierata 3-4-3 con Cabaye a insinuarsi tra i centrali difensivi e gli esterni (Debuchy ed Evra) ad aggiungersi sulle ali. In mediana Matuidi è un incursore terribile e Pogba prende tutti i palloni. E davanti Valbuena e Griezmann completano Benzema. 

L'Honduras sbaglia completamente l'approccio alla sfida, convinto di poter reggere alla pari il confronto, e finisce in dieci senza capirci niente. Il gruppo di Luis Suarez si presenta con una discreta organizzazione di gioco, ma il nervosismo e la durezza nei tackle alla fine prevalgono sulla manovra. L’illusione di far male  con le ripartenze non dura neanche un quarto d’ora: falliscono tutti i singoli più attesi (Najar, Espinoza, Bengtson) e poi la doppia follia di Palacios
costringe i suoi a rimanere un tempo in dieci. Ma, anche in parità, difficilmente l’Honduras avrebbe retto il confronto, troppo lungo e troppo inferiore
nell’uno contro uno.

Valladares migliore in campo nonostante tre gol subiti e una sfortunata autorete. Almeno tre parate importantissime: non perfetto stilisticamente ma sempore efficace. Dietro, Victor Bernárdez - difensore dei San Jose Earthquakes, in MLS - tiene bene nella prima frazione, ma poi viene coinvolto nel crollo causato dall'espulsione di Wilson Palacios, protagonista in negativo della sfida. Al suo posto nel secondo tempo entra il difensore dei cinesi del Qingdao Jonoon FC, Osman Chávez , che però si perde subito Benzema sul gol del 2-0. Serata difficile anche per il terzino sinistro del Celtic Glasgow, Izaguirre, con Valbuena che si allarga spesso sulla sua corsia e Debuchy che spinge a oltranza.

Delude molto Andy Nájar - Andrelecht, ma cresciuto nel DC United - uno dei pochi talenti della squadra, e la cui mancanza di esperienza internazionale a questi livelli si è vista. A parte qualche giocata iniziale, ben presto si eclissa dalla partita, venendo sostituito al 62' da Claros. Anche l'ex Sporting KC Roger Espinoza (Wigan Athletic) si vede poco in fase di spinta, non riuscendo nemmeno ad aiutare la difesa.  alla difesa. Esordio tutt'altro che positivo. Davanti Jerry Bengtson ha ricordato perché fa spesso panchina nel New England Revolution: sempre fuori dal gioco, Luis Suarez lo sostituisce a fine primo tempo con l'ala della Houston Dynamo Boniek Garcia, ma a quel punto è solo la Francia a fare la partita.

Con l'Ecuador per l'Honduras ora la vittoria è obbligatoria.

Articoli Correlati
La MLS 2019 è arrivata alla metà della Regular Season, ma guarda già al futuro. Dalla prossima stagione, le franchigie che partecipano al campionato passeranno da 24 a 26, con il debutto dell’Inter Miami di David Beckham e del Nashville SC, poi dal 2021 il numero dovrebbe salire fino a 27 (con l’ingresso di un club di Austin, Texas). L’obiettivo per i prossimi anni è arrivare a 30 squadre iscritte, ma il commissioner Don Garber ha spiegato che l’espansione potrebbe andare oltre i confini degli Stati Uniti. «Solo pochi anni fa», ha spiegato Garber, «la comunità calcistica internazionale riconosceva a stento l’esistenza della Mls. Ora portiamo 22mila persone allo stadio in media per ogni partita, l’ultima nuovo stadio, il Providence Park di Portland, è un fantastico esempio di ciò che la MLS può offrire. Il nostro viaggio continuerà, e dobbiamo essere pronti a cambiare per restare competitivi nel calcio professionistico. Una possibilità potrebbe essere quella di rendere più stretto il rapporto con la Liga MX, il campionato professionistico del Messico. Se fossimo in grado di creare un torneo che metta insieme le due leghe, una sorta di versione nordamericana della Premier League su scala continentale, sarebbe davvero bello». Al di là degli aspetti politici della possibile fusione (quale sarebbe l’eventuale posizione di Trump su questo campionato transnazionale?), l’idea di alimentare il legame tra MLS e lega messicana è già in stadio avanzato: pochi giorni fa, è stata annunciata la creazione della Leagues Cup, una nuova competizione che (a luglio) metterà di fronte quattro squadre della MLS e altrettante della Liga MX in un tabellone tennistico a eliminazione diretta. La prima edizione è stata concepita ad invito, dall’anno prossimo l’accesso sarà stabilito attraverso criteri di merito sportivo. La Leagues Cup è un’evoluzione di un’altra manifestazione che si tiene annualmente, la Campeones Cup, che vede affrontarsi nel mese di settembre i campioni della precedente stagione della Major League Soccer e il vincitore del Campeón de Campeones della Liga MX. Da non dimenticare poi la SuperLiga, torneo andato avanti dal 2007 al 2011 e poi cancellato. In passato, c’è stato un ulteriore - fallimentare - esperimento : il Chivas di Guadalajara aveva iscritto alla MLS il Chivas Usa, “succursale” statunitense del club, con sede a Los Angeles. La squadra si sciolse nel 2014, dopo 10 anni di attività nella MLS e pessimi risultati in campo e sugli spalti.

Calcio - Socceritalia

Zlatan Ibrahimovic diventa il calciatore più pagato della Major League Soccer, il massimo campionato di calcio statunitense. Secondo i dati pubblicati dalla associazione dei giocatori della MLS, l’ingaggio base del bomber svedese dei Los Angeles Galaxy è pari a circa 6,3 milioni di euro, ovverosia 7,2 milioni di dollari senza altri bonus. Sul podio sale l’ex Roma Michael Bradley, oggi ai Toronto Fc, con uno stipendio base di 5,3 milioni di euro (6 milioni di dollari) che sale a 5,7 milioni di euro (6,5 miloni di dollari) grazie ai bonus garantiti (se ad esempio ha un bonus di 10mila euro alla firma, questo, nel calcolo, viene spalmato sugli anni di contratto). Soldi garantiti dalla stessa MLS, visto che i contratti in questione sono firmati con la Lega e non direttamente con le squadre come avviene in Europa. Tanto che sul terzino gradino del podio c’è Giovani dos Santos, attualmente svincolato dopo l’addio ai LA Galaxy, ma con uno stipendio garantito dalla MLS per 5,7 milioni di euro (6,5 milioni di dollari). Nelle prime cinque posizioi anche Jozy Altidore (Toronto Fc, 5,6 milioni di euro) e Carlos Vela (LAFC, 5,5 milioni di euro). Completano la top 10 Bastian Schweinsteiger (Chicago Fire, 4,9 milioni di euro), Alejandro Pozuelo Merelo (Toronto Fc, 3,3 milioni), Wayne Rooney (DC United, 3,1 milioni), Josef Martinez (Atlanta United, 2,7 milioni) e Nani (Orlando City, 2,1 milioni). Dopo l’addio di Sebastian Giovinco, l’unico italiano nella MLS è ora Vito Mannone: l’ex portiere di Atalanta e Arsenal è infatti in prestito al Minnesota dal Reading, con uno stipendio garantito di circa 525mila euro. Lo stipendio medio per i giocatori non designati è salito a 345.867 dollari nel 2019, in crescita del 13,3% rispetto al 2018 e del 150% rispetto al 2014. Right place. Right time. @Ibra_official scores goal No. 1 for the season ???? pic.twitter.com/QE3KYjs7pf— ESPN FC (@ESPNFC) March 3, 2019 Fonte: Calcio & Finanza

Calcio - Socceritalia

Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

Calcio - Comunicablog

SOCCERITALIA
SPORT