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Mondiali, la CONCACAF vuole un posto in più
Scritto il 2014-06-28 da Franco Spicciariello su Concacaf

Costa Rica, Messico e Stati Uniti si sono qualificate per gli ottavi di finale dei Mondiali, la prima volta che tre squadre CONCACAF ce la fanno. Il solo Honduras è rimasto fuori. "Fenomenale per la nostra confederazione", ha dichiarato il presidente Jeffrey Webb.

Per gran parte del torneo addirittura le squadre CONCACAF erano seconde per media punti, dietro solo a quelle del CONMEBOL, ma dopo le sconfitte di USA e Honduras contro Nazionali UEFA, il continente europeo è risalito al secondo posto con la fine della fase a gironi.

Ma l'ultima giornata non sposta la questione della crescita della CONCACAF, la confederazione centro-nordamericana, che ora chiede un quarto slot garantito in vista dei Mondiali del 2018 in Russia. E sulle 31 partecipanti (cui vanno aggiunti i padroni di casa) la FIFA deciderà a breve. "Questi risultati ci mettono in un'ottima posizione per confermare il quarto posto. La discussione sul tema si terrà tra settembre e dicembre in occasione del FIFA [executive committee]", ha spiegato Webb ala ESPN.

Altro grande obiettivo della CONCACAF è ospitare i Mondiali, che mancano dalla Confederazione dal 1994, quando toccò agli USA. "Tutti sanno del nostro desiderio di ospitare i Mondiali 2026", ha detto Webb.

Sia il Messico - che ha avuto i Mondiali nel 1970 e 1986 - che gli Stati Uniti proporranno la propria candidatura, e probabilmente anche il Canada, con la scelta che arriverà poco prima di Russia 2018. Se la FIFA non avesse interrotto il sistema di rotazione dopo le assegnazioni a  Sudafrica e Brasile, sarebbe stato il turno della CONCACAF, che adesso ci punta.

In ogni caso le prestazione delle squadre nordamericane in Brasile stanno andando oltre le aspettative. "Avevo predetto due team negli ottavi, e uno ai quarti", ricorda Webb. Ma anche quella previsione sembrava ottimistica dopo i problemi di qualificazione del Messico - passato solo dopo lo spareggio con la Nuova Zelanda - e con l'inclusione di Costa Rica e USA in gruppi molto difficili.

La vera crescita di questi anni appartiene agli Stati Uniti, squadra sempre più vera, che nelle ultime 4 edizioni è arrivata agli ottavi in tre: allargando lo sguardo, la confederazione del Centro-Nord America può contare sempre sul Messico – cinque ottavi consecutivi da quando si gioca a 32 squadre, soltanto Brasile e Germania hanno fatto lo stesso – e ora pure sul Costa Rica.

La sorpresa sono stati proprio i Ticos, che hanno battuto Uruguay e Italia e pareggiato con l'Inghilterra, vincendo agevolmente il gruppo D, e domenica affronteranno la Grecia a Recife. Gli Stati Uniti invece, dopo aver superato il Ghana che li aveva eliminati negli ultimi due Mondiali, sono arrivati a 30 secondo dal battere il Portogallo di Cristiano Ronaldo, e dal chiudere il discorso qualificazione, rinviato poi solo di qualche giorno.

Il presidente Webb ha chiaro che la CONCACAF ha dovuto combattere per ottenere rispetto, e che in passato ha avuto i suoi problemi finanziari, che hanno portato all'addio dell'ex presidente Jack Warner e del Segretario Generale Chuck Blazer (il cui vice era l'attuale CEO della AS Roma, Italo Zanzi) a seguito dello scandalo elettorale che ha colpito la FIFA nel 2011. "Penso che le nostre prestazioni oggi parlino da sole"

La bella prova della CONCACAF è coincisa col crollo della Asian Football Confederation. L'Asia, con i suoi 47 membri, ha 4 posti garantiti ai Mondiali più uno da vincere in uno spareggio con una sudamericana, mentre i 35 della CONCACAF tre più uno da giocarsi con la vincente del girone dell'Oceania. Ma in Brasile l'Asia è crollata a zero per l’incapacità di esprimere nazionali nuove: sempre Giappone e Corea, o Corea e Giappone.

"Meritiamo lo stesso trattamento del Sudamerica e dell'Europa, perché stiamo facendo un ottimo lavoro", Miguel Herrera, CT Messico

Per chi segue i tornei junior della FIFA, proprio i risultati non risultano poi così sorprendenti. Gli USA ad esempio, si sono comportati molto bene a livello giovanile, mentre il Messico è ormai una certezza. Dopo il Mondiale U17 del 2005 vinto con i vari Giovanni Dos Santos (Villarreal) e Hernandez, il successo si è ripetuto nel 2011, seguito da un terzo posto nel Mondiale U20. Nel 2013 sconfitta in finale ancora nel Mondiale U17, arrivata l'anno dopo la splendida medaglia d'oro ottenuta alle Olimpiadi di Londra contro il Brasile con una squadra quasi tutta di U23. E sei di quelli che hanno giocato la finale oggi sono ai Mondiali agli ordini di Herrera.

Webb è convinto il duro programma della CONCACAF sia stato un'ottima preparazioe ai Mondiali, a cominciare dalla Gold Cup, che si tiene ogni due anni, al contrario della quadriennale Coppa d'Asia. "Il punto è che molti pensano che la CONCACAF sia facile" spiega l'attaccante messicano del Manchester United Javier "Chicharito" Hernandez. "Stiamo crescendo, abbiamo molti giocatori CONCACAF in Europa, e questo aiuta molto".

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