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Brooks e l'America "tedesca" voluta da Klinsmann
Scritto il 2014-06-17 da SoccerItalia su Nazionale USA

C’è un motivo per cui John Brooks è praticamente svenuto dopo il gol della vittoria Usa contro il Ghana.

Non era un titolare e non era neppure americano fino a un po’ di tempo fa, è uno dei 5 nazionali [con lui ci sono Timothy Chandler, Fabian Johnson, Jermaine Jones e Julian Green], che arrivano dalla Germania senza contare il norvegese [Mix Diskerud] e l’islandese [Aron Johannsson] che completano il gruppo. Non c’ è da scandalizzarsi se all’inizio la squadra si è sentita colonizzata.

Lui in realtà non è stato solo importato, le origini Usa le ha davvero ma sapeva che avrebbe dovuto dimostrare appartenenza per la nuova patria e rispetto per quella d’origine. Ha scelto la via del tatuaggio: uno rappresenta Chicago, l’altro Berlino [dove vive ed è titolare nell'Hertha, Ndr]. Non è bastato. Brooks vive in Europa e si presenta nell’Illinois quasi solo per motivi calcistici, all’inizio ispirava poca fiducia ed era l’esempio di una nazionale in fase di innesto. Jurgen Klinsmann l’ha trasformata, ha provato a importare talento per diffondere la passione. E ci è riuscito.

Il gol di Brooks ha tagliato le gambe al Ghana che ci aveva messo l’intera partita a rimontare la rete lampo di Clint Dempsey. Subito dopo il gol, Brooks, ha preso quasi a barcollare e ha vagato così fino a che non si è buttato sul campo a faccia in giù. O era un’imitazione del volo d’angelo di van Persie o era emozione. Brooks sa che oro smetteranno di considerarlo un mercenario, sa di aver fatto la scelta giusta.

Il Ghana ha eliminato gli Usa dagli ultimi due Mondiali, era uno spettro (uno dei tanti che si aggirano per il Brasile) ed è merito di Brooks se ora l’America può costruire il passaggio del turno. Non è più importante che da ragazzino Brooks avesse un’altra maglia, nemmeno che abbia cambiato il passaporto in pratica solo perché Klinsmann l’ha convinto e non per qualche mistica rivelazione. Qualsiasi pensiero lo abbia guidato fino alla porta andrà bene agli americani che per ringraziarlo gli hanno corretto il profilo wikipedia: l’americano più importante dopo Abraham Lincoln.

Fonte: Giulia Zonca - LaStampa.it

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