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Bradley: La mia scelta simile a quella di Yaya Touré dal Barça al City
Scritto il 2014-01-15 da Franco Spicciariello su Calciomercato

La conferenza stampa di presentazione di Jermain Defoe e Michael Bradley è stata un avvenimento per la città di Toronto, con i due giocatori immortalati in gardne sulla prima pagina del giornale cittadino, il Toronto Star.

Un affare enorme, è stato definito da tifosi e media. E sia Bradley che Defoe non hanno potuto che confermare. Entrambi avevano l'opportunità di rimanere in Europa, ma hanno ammesso di non aver potuto rifiutare l'opportunità di far parte di un qualcosa percepito co,e “molto speciale, qualcosa di unico e diverso”, come Bradley ha definito il progetto portato avanti dal CEO del Toronto FC Tim Leiweke (colui che portò David Beckham a LA), dal general manager Tim Bezbatchenko e dall'allenatore il neozelandese Ryan Nelsen.

“Da giocatore vuoi far parte di qualcosa così, in un posto dove le persone condividono la tua ambizione, i tuoi obiettivi e la tua voglia”, ha dichiarato Bradley, il cui ingaggio è stato annunciato giovedì scorso. “Mi ci sono voluti due secondi per capire che stavo arrivando in un posto dove sarei stato circondato da persone con quella motivazione e impegno”.

E' stata un decisione non facile lasciarsi la AS Roma dietro, ha ammesso Bradley, Stesso sentimento per Defoe, nativo di Londra, nel lasciare il Tottenham, dove ha speso gran parte della sua carriera.

Non è stato facile [cambiare club] a causa del rapporto che ho col Tottenham,” ha detto il 31enne attaccante. "Avevo ancora un anno di contratto, ma Leiweke mi ha detto 'Voglio che tu sia parte di qualcosa di speciale’. E quando qualcuno ti dice qualcosa del genere, è difficile rifiutare. E normale voler arrivare a fine carriera e poter dire ‘Sono andato in questo club e ho fatto la differenza, ho aiutato il club a fare qualcosa di speciale, qualcosa mai successo prima. L'ambizione di Leiweke è molto simile alla mia. Sono un vincente e per me è sempre stato così".

Inevitabile per Bradley la domanda relativ alle perplessità di molti tifosi americani sul suo passaggio dalla AS Roma ad un TFC con una storia disastrosa. Per rispondere Bradley ha fatto un parallelo con un altro trasferimento che qualche anno fa fece molto rumore.

La vita non segue sempre un copione. E' il progetto speciale che mi ha attirato. Quando ero sull'aereo ho pensato  quando uno Yaya Touré ha lasciato il Barcellona per andare al Manchester City [all'epoca non ancora quello di oggi, Ndr], con molta gente pronta a chiedersi 'Ma che sta facendo?', 'Sta lasciando la miglior squadra del mondo per per un Man City che all'epoca non vinceva da anni”.

Il TFC invece non ha mai vinto, e arriva da un'altra pessima stagione, chiusa senza qualificazione ai playoff, per il settimo anno consecutivo. Sia Defoe che Bradley conoscono bene la situazione, ma puntano sul potenziale di una città (la quarta per popolazione in Nordamerica dietro Città del Messico, LA, e NY) e un club che ha tutto per arrivare allo stesso lievllo dei LA Galaxy. Ed entrambi puntano a cambiare la storia del TFC, uno dei club più ambiziosi della MLS, ma allo stesso tempo tra i peggiori in assoluto per risultati.

Bradley ha chiuso parlando della Nazionale USA. “Ho sentito Jurgen alla fine della scorsa settimana: Abbiamo avuto sempre una rapporto onesto. Quando stavo per chiudere volevo sentire la sua opinione. Lui vuole ragazzi in situazioni in cui possano sfidare sé stessi e in ruoli di leadership. Ed è esattamente quello che troverò a Toronto". L'ex centrocampista della AS Roma raggiungerà probabilmente la Nazionale USA in ritiro nei prossimi giorni in vista dell'amichevole con la Corea del Sud dell'1 febbraio.

Il GM Tim Bezbatchenko, considerato l'astro nascente tra i manager MLS, ha sottolineato l'opportunità per Bradley e Defoe.

Non è stata tanto una questione di comprare o vendere, ma in primo piano c'è la collaborazione su un progetto che punta a cambiare la storia dello sport in Nordamerica. Ci piacciono le sfide e la pressione, e ora tutto è sulle nostre spalle. Michael ci ha detto una cosa interessante, 'Sto tornando con una gran voglia di rivalsa'. Nella sua testa c'è la volontà di provare ancora tanto e diventare uno dei più grandi calciatori della storia del calcio USA. E lo può fare a Toronto".

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