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Sport Uno riparte con calcio USA e Valeria Ciardiello, prima direttrice donna
Scritto il 2013-11-14 da Amerindo Gazzini su Soccer Business

Sono partite da pochi giorni, ancora in via "sperimentale", le trasmissioni di Sport Uno, Sport Due e Sport Tre, in onda sui canali del digitale terrestre 60, 61 e 62 e sulla piattaforma Tv Sat ai canali satellitari 44, 45 e 46.

I tre canali sostituiscono la "vecchia" SportItalia a seguito del subentro da parte del gruppo di Valter La Tona (editore dei canali Alice, Arturo, Leonardo, Marcopolo e Nuvolari). La sfida di LT Sport Multimedia è quella di continuare a fornire una vasta offerta  di sport free-to-air, dando anche spazio a partite, sport ed eventi magari minori in termini assoluti ma comunque di grande interesse per gli appassionati.

Il palinsesto dei nuovi canali sarà suddiviso in tre grandi categorie. Sport Uno sarà un canale di solo calcio h24. A parte gli eventi, il pallone avrà il taglio del racconto a la Sfide. Ma si potranno presto vedere le partite di campionati e coppe di prima divisione americani, asiatici e africani. E poi interviste ai protagonisti di ieri e di oggi, biografie, amarcord, eventi particolari come l'esordio di Pelé con la maglia dei New York Cosmos, le partite storiche, i derby italiani più intensi e anche quelli internazionali come quello di Buenos Aires tra Boca Juniors e River Plate o quello di Glasgow tra i cattolici del Celtic e i protestanti Rangers. Confermati i focus di mercato di Michele Criscitiello, che condurrà la trasmissione "Football Clan".

Sport Due è dedicato a sport come atletica, basket, ciclismo, equitazione, rugby, nuoto, pallanuoto, pallavolo, sport invernali e in primo piano, ma non è escluso il polo e qualche altro sport di nicchia. Su Sport Tre infine, spazio agli sport estremi: dai motori al wrestling e - soprattutto - boxe.

Ma quella che qui interessa maggiormente è sicuramente LT Sport Uno, il canale interamente dedicato al calcio dove, secondo quanto risulta a SportItalia, nei prossimi mesi potremmo probabilmente vedere in onda i match di US Open Cup, NASL, USL e anche il calcio indoor della MISL, che tanto successo ebbe su Telemontecarlo nel 1990. Il calcio USA non sarebbe una novità sui canali ex SportItalia, che nel 2011 trasmise i match della MLS.

Valeria Ciardiello a capo di Sport Uno

A dirigere il canale, la notizia è di oggi, la prima donna direttore di una testata sportiva. Si tratta di Valeria Ciardiello, nominata responsabile del nuovo canale Sport Uno, visibile al canale 60 del digitale terrestre e al 44 di Tivusat. Classe 1977, giornalista professionista con laurea in Scienze Ambientali, è figlia della prima donna cicilista italiana e vincitrice di quattro titoli italiani e la partecipazione ai mondial sia su strada che su pista.

Prima di di entrare nel gruppo LT Sport Multimedia ha lavorato a ESPN Classic, dove conduceva i due format “Protagonisti” e “More than a game”; approda poi a Sky Sport in occasione dei Campionati mondiali di Calcio in Germania con il programma “100% Mondiale” e per ben cinque anni, dal 2007 al 2012, diventa il volto femminile di Juventus Channel (è tifosa juventina per "eredità familiare"). Nel 2011 è a LA7, dove conduce un format di economia: “Mi metto in proprio”. Pochi mesi dopo inizia la sua esperienza professionale in Rai, a RAISPORT 1, con “Mattina Sport”, accanto a Marco Mazzocchi, e con “Mattina Sport Europei” accanto a Mario Mattioli. Insieme a Enrico Varriale conduce la stagione 2012/2013 di “Novanta minuti”, sempre su RaiSport 1.

La cosa più esotica vista nel soccer rimane sicuramente, nella stagione 1977 (sua prima e ultima) l'ingresso del Team Hawaii nella NASL dei tempi di Pelé, Franz Beckenbauer e George Best. Quello hawaiano era un team fatto di carneadi americani, vecchi arnesi inglesi e come unica stella l'ala portoghese del Benfica degli anni d'oro, Diamantino Costa. #OnThisDay 1977 | Team Hawaii wins its inaugural #NASL game after topping the visiting @SoundersFC in a shootout. pic.twitter.com/3X0z0xqUOt— NASL Insider (@NASLInsider) April 8, 2015 Un qualcosa di altrettanto esotico, anzi di più, potrebbe invece sbarcare nel calcio pro USA entro il 2019, seppur non i prima divisione. Dalle Bahamas arriva infatti la notizia che un gruppo guidato dall'imprenditore del settore real estate Burton Rodgers stia lavorando per portare un club locale nella United Soccer League (USL), da poco diventata Division II della piramide del soccer nordamericano. In caso di ammissione, il club giocherebbe nel Thomas A. Robinson Stadium (finanziato dal governo cinese alcuni anni fa) e sarebbe il primo della storia a fare un salto di questo tipo. A rafforzare la serietà del progetto c'è il coinvolgimento dell'Anschutz Entertainment Group (AEG), maggior gruppo mondiale nello sport entertainment e proprietario dei Los Angeles Galaxy della MLS, e che ha un contratto col governo delle Bahamas dal 2015. La USL è dallo scorso gennaio la Division II. Fondata nel 2011, vede in campo dal 2011 team di Stati Uniti e Canada, 20 dei quali hanno partnership o sono controllati da club MLS (come ad es. i Real Monarchs per il Real Salt Lake, o i LA Galaxy II), fungendo di fatto anche da campionato riserve.

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Se sia la fine oppure l'ennesima crisi da cui risollevarsi più forti di prima ancora non è dato sapersi. Per ora quel che è certo è che i New York Cosmos, storica franchigia che ha portato negli Usa nomi come Pelé, Beckenbauer, Chinaglia, Raul e che in estate cullava il sogno Totti, stanno attraversando uno dei momenti più difficili della loro storia. Il fallimento è alle porte tanto che la società avrebbe rescisso tutti i contratti dei propri tesserati, al momento liberi di accasarsi altrove a parametro zero. Tra questi anche Andrea Mancini, il figlio giramondo del Mancio, che ha debuttato lo scorso 23 ottobre nella vittoria per 4-0 contro il Miami Fc di Nesta. Ma non è tutto, stando a indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, con i Cosmos rischia di sparire anche l'intera North American Soccer League, la seconda lega del calcio Usa alle spalle della MLS; in quanto ad oggi solo 4 squadre prenderebbero parte alla prossima stagione. MOTIVI — La crisi della franchigia newyorkese deriva da un passivo di circa 30 milioni di dollari che per una lega, con un seguito e delle entrate decisamente inferiori rispetto a quelle europee, risulta essere ingentissima. Il presidente O'Brien starebbe cercando nuovi investitori per cercare di rilanciare il progetto ma al momento nessuna proposta si è rivelata concreta. Per questo ai calciatori saranno pagati gli stipendi fino a fine novembre e i bonus annuali ma non il mese di dicembre. Sui social poi sono arrivati i messaggi del portiere Jimmy Maurer e del centrocampista Ruben Bover a confermare il momento di incertezza. #ForeverGreen⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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La novità è negativa per la NASL, ma non per la città di San Antonio, che vede il suo futuro calcistico pieno di prospettiva. La North American Soccer League, Division II del calcio USA, ha annunciato l'addio della franchigia dei San Antonio Scorpions a seguito dell'accordo che ha portato il proprietario a cedere squadra e stadio all'organizzazione sportiva dei San Antonio Spurs in cambio di una donazione da $3 milioni al Morgan’s Wonderland, il parco divertimenti per ragazzi disabili messo in piedi da Hartman. Il Toyota Field, 8.000 posti facilmente espandibili a 18.000, diventerà il fulcro su cui gli Spurs intendono costruire la scalata alla MLS, che passerà per l'ingresso nella USL PRO, Division III della piramide calcistica americana che già da due anni lavora in cooperazione con la Major League Soccer, che vi schiera anche alcune squadre "B". La Spurs Sports & Entertainment (SS&E), cioè la società proprietaria degli Spurs, in accorso con la Contea di Bexar ha ottenuto la gestione dello stadio per 20 anni, e al più presto conta di portare in città una franchigia di MLS, possibilità apertasi dopo che recentemente il Board of Directors della lega ha ufficializzato l'obiettivo di arrivare a quota 28 squadre entro il 2025. LEGGI: I San Antonio Spurs puntano alla MLS La USL dai 24 teams nel 2015 salirà a 29 nel 2016, con San Antonio che va ad aggiungersi alle nuove entranti Swope Park Rangers di Kansas City (squadra B dello Sporting), Orlando, la texana Rio Grande Valley e dalla Pennsylvania Lehigh Valley, oltre a Cincinnati. San Antonio era in lista già da oltre 10 anni tra le candidate all'ingresso nella lega, ma non aveva mai trovato una proprietà con le risorse adeguate per poter sfruttare la forte ispanizzazione dell'area metropolitana della città, sempre più calciofila. Sino ad oggi almeno.

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