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Al-Jazeera: Sarà dura per il NYC FC conquistare l'America
Scritto il 2013-11-03 da SoccerItalia su MLS

Fonte: Michael Appleton/New York Times/Redux

Al Fort Greene Park di Brooklyn, nelle ore prima del tramonto, c'è sempre un gruppo di giocatori tra  i 14 e i 50 pronti a darsi battaglia su più campi da cacio. Gente di tutte le nazionalità: ispanici, giamaicani, ecc. Quasi tutti indossano maglie replica di Manchester United, Barcellona, Hertha Berlino, Anderlecht, e club di Colombia, Costa d'Avorio, Inghilterra, Mozambico, Sudafrica e Svezia.

Nessuno indossa maglie di squadre della Major League Soccer (MLS), ma forse un giorno lo faranno.

Il New York City F.C., franchigia calcistica nata dall'unione delle volontà del Manchester City, la cui proprietà ha base ad Abu Dhabi, e dei New York Yankees, scenderà in campo in città nel 2015. La franchigia è stata avviata formalmente lo scorso maggio, quando le due parti hanno trovato un accordo con la MLS per un investimento da $100 milioni per l'acquisto di quella che la lega aveva chiamato NY2 — e cioè i diritti sulla seconda franchigia nell'area di New York

Ferran Sorriano, il chief executive catalano del Manchester City, club inglese fondato 133 anni fa con lo scopo di "dare alle persone sollievo nella vita" e oggi sovvenzionato dalla famiglia reale di Abu Dhabi, ha volato sopra l'Atlantico per stringere la mano col presidente degli Yankees, Randy Levine.

Ad oggi si sa poco del NYCFC, squadra numero 20 della MLS, club con un sito e una data di lancio, ma ancora senza giocatori, simbolo e campo dove giocare. Su quest'ultimo si sono sentite notizie contrastanti su un possibile nuovo stadio da costruire nel Queens, a Flushing Meadows, oppure nel Bronx, mentre ad inizio agosto si è parlato di un possibile adattamento della struttura del Pier 40 a Manhattan.

I potenti proprietari del NYCFC hanno ingaggiato l'ex centrocampista del Manchester City Claudio Reyna quale frontman del progetto, ed è probabile che il nuovo team giochi in biancoceleste, incoraggiando l'idea di essere u  satellite transatlantico del club inglese.

Don Garber, il commissioner della Major League Soccer, ha descritto il lancio del NYCFC come "uno sviluppo che trasformerà" il calcio negli Stati uniti, e ha dichiarato di sperare nella nascita di una rivalità intensa con i NY Red Bulls, l'altra squadra di NY.

Dalla sua nascita, che data 1993, la MLS è cresciuta da 10 a 19 squadra, con altre cinque da aggiungere entro il 2020. La Nazionale USA ha partecipato agli ultimi sei Mondiali ed ha vinto quattro delle ultime sette Gold Cup. Le presenze alo stadio sono cresciute continuamente, e due anni fa la MLS ha firmato un contratto triennale con la NBC da $10-12 milioni a stagione.

Certo, l'idea che il calcio top non abbia ancora raggiunto gli USA è assai diffusa. 1ualche mese fa è stato chiesto a José Mourinho, manager del Chelsea e forse l'allenatore più famoso al mondo, cosa avesse detto al centrocampista Frank Lampard quando questi stava considerando la possibilità di un trasferimento in MLS, dove avrebbe ricevuto un trattamento da stella. "Non andare a giocare in America", Mourinho dice di avergli detto. "Tu sei un giocatore che ha bisogno di competere ogni settimana ai massimi livelli. Sei un giocatore che ha bisogno di competizione vera".

Il pubblico calcistico americano è così infatuato della Premier League che la NBC ha deciso di spendere $250 milioni in tre anni per trasmetterne le partite. La paura della MLS è che nonostante il lancio del NYCFC offra la possibilità di incanalare questo amore americano per il calcio inglese nel tentativo di attirare nuovi fans, il rischio è che la MLS possa venire sommersa dall'alluvione di storie e notizie in arrivo dalla Premier League.

Jon Miller, presidente della programmazione della NBC Sports, insiste sul fatto che il pacchetto Premier League si implementerà con quello MLS, presentando una sempre maggior offerta di calcio, e dando la possibilità di promuovere la MLS all'interno dei match inglesi. Inoltre, ha aggiunto Miller, "la NBC è molto contenta della relazione con la MLS ed interessata ad allungare l'attuale contratto, che termina nel 2014".

La questione più pressante per il NYCFC al momento però è essere sicuro di avere dei tifosi sugli spalti quando scenderà in campo nel 2015. Il sito del club invita i newyorkesi a postare foto su Twitter dei posti preferiti per giocare a calcio con l'hashtag #OurCityOurGame. Uns egno dell'intenzione del NYCFC di connettersi con i fans del posto.

Patrick Dodd, un artista francese che gioca spesso a Fort Greene Park, dice che molto dipenderà da dove il NYCFC finirà a giocare e dal costo dei biglietti. "Se c'è uno stadio di facile accesso potrei andare, ma certo non spenderò $100 o nulla di simile". Javier Leon, studente di architettura con indosso sempre uja ,aglia del Manchester United, si dice pronto a sostenere il NYCFC, se questo giocherà un bel calcio e si dimostrerà serio nel tentativo di diventare un palcoscenico per i talenti locali. "Voglio vedere una stella partire da New York. Il talento qui c'è".

"Spero che il NYCFC realizzi quanto talento c'è qui", dice Eric Beard, capo redattore del sito A Football Report, con 275,000 seguaci su Tumblr accumulati in appena quattro anno. "Solo sfruttando il Queens, se fai crescere bene i ragazzi puoi mettere in piedi un team di gran classe in pochi anni".

Beard vuole vedere il NYCFC focalizzarsi seriamente sui giovani locali e la loro crescita invece che sull'acquisto di grandi nomi. Questa però potrebbe non essere una scelta visti gli stretti paletti posti dalla MLS per salary cap e possibilità di acquisto giocatori. Tutto molto diverso dal Manchester City.

Ma Matt Pape, uno scrittore e anche allenatore di giovani calciatori, originario del Wisconsin, ha qualche dubbio che il calcio USA possa superare quello europeo. "Molti dei ragazzi che alleno avrebbero problemi a nominare un giocatore della MLS. Conoscono Lionel Messi e la Champions League. Non vanno a vedere i Red Bulls. Il calcio in America è inteso come giocato".

Pape è un tifoso del Manchester City da quando ha passato un anno in Inghilterra negli anni'90, molto prima che il club potesse permettersi certe spese. Va sempre a vedere le partite con altri Citizens al Mad Hatter sulla Third Avenue, a Manhattan. E gioca ogni volta che può al Bushwick Inlet Park di Brooklyn, con vista sulla skyline di Manhattan, circondato da ragazzi con capigliature trendy e pettorali scolpiti. E nessuno di loro indossa maglie MLS.

Pape ha vissuto in prima persona tutta la crescita del calcio egli USA, Si ricorda dei giorni in cui guardava "Soccer Made in Germany", trasmissione della PBS - il servizio pubblico negli USA - che andava in onda la domenica sera nel periodo 1976/1988, che presentava gli highlights dei club tedesco occidentali.Poi ha iniziato a guardare vecchie cassette della grande Ajax degli anni '70 a seguito di un soccer camp in Wisconsin gestito da Bob Gansler, allenatore americano nato in Ungheria che ha guidato gli USA ai Mondiali del 1990.

Il dilemma per Pape è che mentre tifa per il Manchester City nel calcio, è anche un fan dei NY Mets nel baseball, e come ogni altro fan dei Mets odia gli Yankees. Per lo stesso motivo, sottolinea, nessun tifoso del Manchester United è possibile che possa diventare un fan del NYCFC. Eric Beard, cresciuto a Boston, è chiaro nel dichiarare di non poter tifare nulla che abbia a che fare coi NY Yankees — "Non potrei mai farlo" - aggiungendo di aver parlato con molti fan dei Mets, pronti a diventare tifosi dei  Red Bulls.

Per ora, Pape non sa se diventerà tifoso del NYCFC quanto lo è del club di Manchester. "Andrò alla prima partita e vedrò come evolve naturalmente la cosa. Vediamo che succede".

Per qunto riguarda la possibilità che il club di New York riesca ad adottare la cultura calcistica del 133enne genitore, Pape crede ci vorrà del tempo. Negli anni duri in cui il Manchester City veleggiava nelle divisioni inferiori - tra '80 e '90 - i suoi fans usavano cantare un inno di devozione per la loro squadra: "I'm City till I die! I'm City till I die! I know I am. I'm sure I am. I'm City till I die!"

Pape non crede che quel tipo di sostegno per la 20° franchigia MLS possa arrivare in breve tempo. "Chi mai potrebbe cantare 'NYCFC till I die' così, improvisamente? Sarà un processo lento".

Fonte: AlJazeera America

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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