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MLS a 24 squadre nel 2020
Scritto il 2013-08-11 da Americo Costi su

Quella sull’expansion è una discussione che si ripresenta periodicamente quando si parla di MLS (c'è addirittura una voce specifica su Wikipedia). Ma stavolta si parte da una notizia. La Major League Soccer è pronta ad aggiungere quattro nuove squadre entro il 2020, raggiungendo quindi quota 24 totali, essendo infatti già previsto l’ingresso della franchigia numero 20 nel 2015, il New York City FC.

La notizia è stata confermata dal Commissioner MLS Don Garber in occasione del recente All-Star Gme che ha visto le “stelle” della MLS venire sconfitte per 3-1 dalla AS Roma. Ci si aspettava a breve da parte di Garber un’apertura sul futuro, ma probabilmente nessuno pensava che la lega avrebbe “azzardato” in questo modo, puntando a raggiungere quelle 24 franchigie, un numero che l’inizio della fine della NASL, nel 1978, con la differenza che la MLS ha deciso che questa expansion arriverà nel corso dei prossimi 7 anni.

Attualmente la MLS è ferma a quota 19 dopo l’ingresso di Montreal nel 2012 e in attesa del NYFC nel 2015. Un’ascesa continua iniziata dopo la contrazione del 2002, che vide l’esclusione di Miami Fusion e Tampa Bay Mutiny per motive legati a scarsità di pubblico e alla mancanza di un investitore, cui fece seguito l’avvio di una politica di costruzione di soccer specific stadium da circa 20.000 posti. Una decisione che si è rivelata vincente. Ma dopo un’expansion continua, si è deciso di attendere qualche anno per raggiungere la franchigia numero 20, avendo la lega puntata ad un secondo club a NY e ad alla costruzione di uno stadio nel Queens o forse anche a Manhattan (ma nel frattempo il nuovo team giocherà allo Yankee Stadium). E per ottenere l’ingresso la proprietà del Manchester City e quella dei NY Yankees hanno pagato la cifra monstre di $100 milioni.

Nel frattempo sono state molte le città ad agitarsi ed a spingere per ottenere  un posto al tavolo di una MLS che sembra destinata a diventare una gallina dalle uova d’oro. Ma, più importante, è probabilmente la lega stessa e i suoi investitori ad avere la necessità di espandersi progressivamente in quei mercati degli USA dove un pubblico ormai demograficamente sempre più calcistico non aspetta altro che una squadra da tifare e di un proprio stadio dove andare a vedere una partita e a bersi una birra.

La Florida e il Sud

La prima area cui la MLS punta è certamente il Sud. Al momento la squadra alla latitudine più meridionale è addirittura il DC United di Washington. Ed ecco allora in prima fila l’Orlando City, team della USL Pro (la terza divisione) guidato dall’ex Everton Adrian Heath e seguito già da un ottimo pubblico (erano in 15mila i presenti al Citrus Bowl nella finale 2011), assai vicino a chiudere l’accordo con le autorità locali per la costruzione di uno stadio da 20mila posti, condizione essenziale per l’ingresso nella lega insieme al pagamento di una fee intorno ai $40 milioni.

Sempre in Florida, a Miami sembra si stia preparando a far partire la sua proposta David Beckham (in accoppiata col miliardario boliviano Marcelo Claure, già coinvolto nel 2008 nel tentativo del Barcellona), che nel suo contratto con la lega firmato nel 2006 aveva una clausola che gli consente di acquistare una franchigia al prezzo di “soli” $10 milioni. Lo stadio poi ci sarebbe già: quello della Florida International University, 23mila posti, già utilizzato in alcune amichevoli da club e Nazionali. Tutto da vedere se anche la notorietà di Beckham possa bastare a lanciare il calcio in un mercato assai complicato e già pieno di club di alter leghe. E il fallimento del Miami Fusion pesa in questa valutazione.

Ma per gli americani la Florida non è il “vero” Sud, rappresentato più da aree come la Georgia, dove da anni la MLS è in discussione con il proprietario degli Atlanta Falcons di baseball, Arthur Blake. Al momento ad Atlanta giocano i Silverbacks della NASL, ma il vero interesse per la lega è per la città in sé, il maggior mercato TV degli USA senza una franchigia MLS. Sempre al Sud, l’attenzione è anche per il North Carolina, dove già giocano i Carolina Railhawks (NASL), che già anno uno stadio solo per il calcio.

ll Midwest

Un’altra in cui la MLS potrebbe trovare grande spazio di crescita è certamente il Midwest, dove St Louis – culla del soccer USA – sarebbe la rivale ideale per Sporting Kansas City e Chicago Fire, anche se è ancora vivo il ricordo del fallimento della franchigia di USL Div. II qualche anno fa a seguito proprio del mancato salto in MLS derivante dallo scarso convincimento – giusto, visto a posteriori - di Garber e soci delle possibilità economiche del gruppo di St. Louis.

Una novità potrebbe essere Indianapolis, che nel 2014 entrerà nella NASL. Se il pubblico locale dovesse confermare la passione di queste prime fasi (sono oltre 3000 gli abbonati con un anno di anticipo) potrebbe seriamente attirare l’interesse della MLS. Da seguire anche Detroit (nonostantela recente bancarotta della città) dove il Triple Group dell’imprenditore Andreas Apostolopoulos continua a parlare di uno stadio da costruire all’interno del Pontiac Silverdome (dove negli anni '70 giocavano i Detroit Express di Trevor Francis, nell'allora NASL) o in un’area più vicina a downtown. Nel frattempo il Detroit City della NPSL risulta la squadra col maggior pubblico di quella lega amatoriale.

Un poco più a ovest c’è invece un candidate possible molto forte. A Minneapolis infatti i Minnesota Vikings (NFL) stanno per ottenere l’ok dall’assemblea dello Stato per la costruzione di un nuovo stadio da inaugurare nel 2016. Stadio che dovrà essere pensato anche per il calcio, replicando una situazione simile a quella di Seattle, dove l’insieme di un bellissimo e moderno stadio NFL e il marketing dei Seattle Seahawks si è dimostrato una combinazione di successo.

Il West

La West Coast sembra l’area da cui è più improbabile che possa arrivare un nuovo team MLS. In lista ci sarebbe Sacramento, che ha appena lanciato un team in USL Pro e ha identificato l’area di Elk Grove per la costruzione di uno stadio. La MLS dovrebbe invece forse ragionare su una relocation del disastrato Chivas USA, un club che sta dando una pessima immagine a tutta la lega tra disorganizzazione, scarso pubblico e persino una causa per discriminazione contro dipendenti non ispanici. Difficile che i Goats possano spostarsi a San Diego, di cui si era parlato in passato, in quanto diventata ormai terra di conquista del neonato club di Tijuana, città posta appena oltre il confine col Messico. Per adesso però la situazione è congelata, anche perché il proprietario del Chivas USA (e del messicano Guadalajara) non ha alcuna intenzione di cedere la franchigia.

Una area dove invece la MLS ha gettato lo sguardo è il Texas. Nello Stato della stella solitaria giocano già Houston Dynamo e FC Dallas (che qualche problema di pubblico ce l’ha a causa dell’area sbagliata in cui è stato costruito lo stadio). E un terzo team potrebbe sbarcare a San Antonio, dove gli Scorpions della NASL giocano con successo in uno stadio di proprietà da 8.000 posti, spesso esauriti, espandibili sino a 18.000.

East Coast

E la East Coast? Dopo l’ingresso del NYCFC le vera emergenza più che l’expansion è in realtà il nuovo stadio del DC United, squadra da sempre al top per risultati e pubblico e da anni in crisi proprio a causa dell’impossibilità di giocare in un stadio proprio. Ma la soluzione sembra vicina, sì da scongiurare una relocation per il club più vincente della MLS. Discorso simile per il New England Revolution, costretto da anni nel cavernoso Gillette Stadium di Foxboro, casa dei Patriots della NFL. Da anni la famiglia Kraft dice di essere alla ricerca di un’area adeguata più vicina a downtown per uno stadio da 20mila posti circa.

Ma la vera sorpresa all’est potrebbe chiamarsi New York Cosmos. Se infatti il club rilanciato recentemente nella NASL, con alle spalle un gruppo forte, sponsor importanti come Nike (che però è un problema vista l’esclusiva della MLS con l’adidas) e Emirates, e in mano un piano per uno stadio da 24mila posti a Long Island, si dimostrasse in grado di reggere alcuni anni continuando ad attirare l’interesse dei media di tutto il mondo grazie ad un brand dall’incredibile fascino, cissà che nel 2020 New York non possa trovarsi con un derby a tre piazze: New York Red Bulls, New York City FC e New York Cosmos.

E in ogni caso solo il cielo è il limite per lo sport col maggior numero di praticanti e in maggiore crescita negli USA.

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Il livello di calcio che si vede in campo non sarà forse al pari delle top leagues europee, ma quando si parla di social media, i team MLS non conosco rivali. Un esempio? LA Galaxy e Portland Timbers si sono affrontate domenica notte allo StubHub Center di Carson (California), col team guidato da Caleb Porter uscito vittorioso 1-0 in trasferta. Ad un certo punto del match è accaduto che il difensore dei LA Galaxy Jelle Van Damme abbia provato ad intervenire su un pallone conteso con il colombiano Diego Chara. Da quanto si è potuto vedere in TV, tra i due non c'è stato alcun contatto, nonostante un notevole volo in terra di Chara. Simulazione quindi, ma l'arbitro ha deciso di presentare a Van Damme il primo cartellino giallo, cui tre minuti dopo ne è seguito un altro (stavolta colpa sua) lasciando così LA in 10. A quel punto, il social media team dei Galaxyy è... entrato in campo. are we doing this right? ☄️ #shootingstars #memes pic.twitter.com/8wds3Wnop8 — LA Galaxy (@LAGalaxy) March 13, 2017 Non male anche la reazione di Van Damme via Twitter ✌

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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