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CONCACAF Gold Cup 2013 Preview
Scritto il 2013-07-07 da Franco Spicciariello su Concacaf

Prende il via nella notte di domenica, con il match tra Canada e Martinica al Rose Bowl di Pasadena - stadio della finale persa dall'Italia nel 1994 - la Concacaf Gold Cup 2013.

Si parte con il Messico alla ricerca della sua settima Gold Cup, ma Jurgen Klinsmann e gli USA - col rientrante Landon Donvan - sono convinti di poter impedire a El Tri di portare a casa la terza vittoria consecutiva dopo quelle del 2009 e 2011, sempre in finale contro gli americani.

Il campionato centro-nordamericano si gioca ogni due anni, e quest'anno vedrà 12 squadre divise in tre gironi. Ai quarti vanno le prime due di ogni giorne e le due migliori terze. Si gioca negli USA.

"Ci aspettiamo un torneo molto eccitante. Abbiamo potuto vedere nelle qualificazioni mondiali quanto sia competitivo il livello di gioco della nostra regione, e ci aspettiamo di vedere lo stesso in Gold Cup," ha detto il presidente della CONCACAF Jeffrey Webb.

Novità di questa edizione è che la vincitrice affronterà l'eventuale altra vincitrice della Gold Cup 2015 in uno spareggio per partecipare alla  Confederations Cup che si giocherà in Russia nel 2017.

La competizione quest'anno arriva dopo un'intensa serie di match di qualificazione nell'Hexagonal CONCACAF, ora guidato dagli USA, e che vede il Messico un po' in difficoltà e reduce anche dalla Confederations Cup in Brasile, motivo per il quale entrambe le nazionali top della regione hanno deciso di presentarsi con una rosa "sperimentale".

Gli USA saranno infatti privi delle "stelle" europee Michael Bradley (AS Roma), Jozy Altidore (appena passato al Sunderland) e Clint Dempsey (Tottenham Hotspur), ma l'esperienza in campo non mancherà grazie al riento di Donvan, - rimasto fuori squadra dopo alcuni mesi di semi-ritiro dal calcio - del difensore centrale del Malaga (ed ex Milan) Oguchi Onyewu, e del centrocampista del Bolton Stuart Holden. Aggiunta dell'ultimo momento l'ala dello Stoke City Brek Shea (ex FC Dallas) in sostituzione del centrocampista dei norvegesi del Molde, Josh Gatt, infortunato.

Per tutti sarà l'occasione di cercare di conquistarsi un posto in vista dei Mondiali 2014. "Per me è solo un'opportunità, e volgio far bene", ha dichiarato il 31enne attaccante dei Los Angeles Galaxy. "Voglio vincere qui. Per me è la cosa più importante. Se faccio del mio meglio e non è abbastanza, allora non va bene. Speriamo di poter alzare il trofeo a fine mese".

Gli USA scenderanno in campo per la prima martedì al Jeld-Wen Field di Portland contro il Belize, mentre stanotte il messico se la vedrà con Panama dopo lo scontro tra Canada e Martinica sempre al Rose Bowl.

Group A - Canada (88), Martinique (non presente nel ranking FIFA), Messico (20), Panama (51)
Il gruppo A è il più interessante dei tre. Il Messico - che presenta un trio di giovanotti interessanti  e campioni olimpici quali Marco Fabian, Jorge Enriquez e Miguel Ponce - terzino sinistro con passaporto USA - tutti del Chivas Guadalajara) - ha avuto alcuni problemi negli ultimi mesi, e anche in Confederations Cup ha fatto vedere poco. Sulla carta è la Nazionale più forte. Panama nel 2011 ha giocato un'ottima edizione raggiungendo le semifinali, ed è a soli due punti dal Messico nell'Hexagonal.

Sarà quindi dura per il Canada, guidato dal CT ad interim lo scozzese Colin Miller, che ha portato negli Stati Uniti una squadra priva di alcuni "vecchi" come Dwayne DeRosario (DC United) per puntare su un gruppo giovane in vista della ripartenza verso Russia 2018, che sarà guidata dallo spagnolo Benito Floro. Tra i prospect canadesi, da seguire il centrocampista ventenne Russell Teibert, dei Vancouver Whitecaps, e Keven Aleman, stesso ruolo, 19 anni, che milita nel Real Valladolid.

Squadra materasso la Martinica, nemmeno presente nel ranking FIFA, che ha convocato il centravanti dei Portland Timbers  Frédéric Piquionne, 35enne ex West Ham, Lione e Monaco tra gli altri.

Group B - El Salvador (94), Haiti (69), Honduras (55), Trinidad &  Tobago (87)
Unico gruppo senza un favorito chiaro. L' Honduras di Luis Fernando Suarez è certamente più forte degli altri, essendo anche l'unica delle quattro presente nell'Hexagonal. ma, come Messico e USA, arriva alla Gold Cup senza mezza squadra con base in Europa: Maynor Figueroa, Wilson Palacios, Roger Espinoza, Emilio Izaguirre e Jerry Bengtson (New England). L'attenzione quindi sarà tutta per l'ex ala del DC United, oggi all'Anderlecht, il folletto Andy Najar. Ma la forza sarà in difesa, nel duo composto da Mario Martinez e Marvin Chavez, oltre al terzino degli scozzesi dell'Hibernian Jorge Claros.

El Salvador ha mancato l'Hexagonal di poco, mentre nel 2011 è arrivato ai quarti in Gold Cup. La squadra è poco esperta, composta principalmente da club nazionali quali C.D. FAS e Alianza. Punti forti sono il difensore del Chivas USA Steve Purdy, una minaccia di testa, il centrocampista Jaime Alas, e gli attaccanti Rodolfo Zelaya, che con l'Alania Vladikavkaz in Russia ha messo a segno 13 gol in 33 partite, e Rafael Burgos, che milita con gli ungheresi del Kecskeméti

Haiti ha fatto vedere buone cose - con gran partita dell'ala Wilde-Donald Guerrier ora cercato in Europa - contro una pessima Italia nell'amichevole pre-Confederations, e punta sull'interno/ala del PSG Jean Eudes Maurice, e sull'attaccante del Nancy Jeff Louis. Trinidad & Tobago vede ormai lontani gli anni d'oro di Dwight Yorke e Russel Latapy, nonostante sia stato richiamato l'olandese Leo Beenhakker (in panchina con T&T ai Mondiali 2006) ad affiancare Stephen Hart.

Group C - Belize (130), Costarica (39), Cuba (82), Stati Uniti d'America (22)
I padroni di casa, gli USA, sono gli inevitabili favoriti del gruppo, specie dopo aver visto la demolizione del Guatemala 6-0 pochi giorni fa. Il Costarica è stato sinora la sorpresa delle qualificazioni, è secondo nell'Hexagonal davanti al Messico, e non dovrà essere sottovalutato dagli americani, nonostante tre assenze pesanti: il playmaker del Fulham Bryan Ruiz, il mediano dell'Arsenal  Joel Campbell e quello dell'Everton Bryan Oviedo. Il CT Jorge Luis Pinto si affiderà quindi ai difensori il giovane Júnior Díaz, che gioca in Bundesliga nel Mainz, l'esperto Celso Borges (AIK Stoccolma), e al centravanti del Real Salt Lake Álvaro Saborío. E dopo la tempesta di neve di Columbus, Los Ticos vogliono la rivincita con gli USA.

Reduce dalla vittoria in Caribbean Cup, Cuba sino ad oggi ha vinto una sola delle 16 partite giocate nelle precedenti Gold Cup. Tra i suoi giocatori, tutti rigorosamente dilettanti (e ancora una volta ci sarà il rischio di vederne qualcuno scappare negli USA), in evidenza  Ariel Martinez, 27, che ha impessionato alla Caribbean Cup con due gol; Yoel Colomé, miglior difensore tra i suoi, e suo fratello l'attaccante Jaime (50 partite e 10 gol) entrambi del club La Habana. Infine ecco il Belize, all'esordio assoluto in Gold Cup. La squadra è composta tutta da giocatori di casa, eccetto per Elroy Smith e Harrison Róchez, che giocano in Honduras, mentre il centravanti Deon McCaulay a febbraio è stato vicino al passaggio ai Portland Timbers, con cui ha sostenuto un provino. Stella della squadra è il capitano Dalton Eiley, che milita coi campioni del belize del Placencia Assassins. Buona la difesa, che ha subito solo tre gol nella Copa Centroamericana di qualificazione.

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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