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FIFA, Blatter attacca la MLS
Scritto il 2012-12-31 da Franco Spicciariello su MLS

In una lunga intervista rilasciata ad Al Jazeera, il presidente della FIFA  Sepp Blatter ha attaccato duramente la Major League Soccer (MLS), prima divisione del clacio professionistico americano.

Blatter ha parlato con Marwan Bishara, reporter di Al Jazeera, affrontando una serie di questioni controverse, quali ad esempio il prossimo campionato UEFA U21 in Israele, l'impedimento ai giocatori di muoversi dai territori dell'Autorità, e l'approvazione di norme per impedie il traffico di giovani calciatori minorenni. Nell'intervista i commenti sulla MLS erano solo un'appendice, ma proprio per il contesto in cui sono stati fatti lasciano a dir poco stupefatti. Ecco le parole di Blatter:

“Il problema con gli Stati Uniti è un po'  diverso. Il soccer, come chiamano il football lì, è il gioco più popolare tra i giovani, più del football americano e del baseball. Ma non c'è una vera, forte, lega professionistica, c'è solo la MLS. Non hanno una lega professionistica riconosciuta come tale dalla società americana. E' una questione di tempo, pensavo quando organizzammo i Mondiali del 1994. Ma sono passati 18 anni, e l'obiettivo dovrebbe essere stato raggiunto, mentre invece hanno ancora dei problemi”.

Per chi ha tempo di guardarsi l'intera intervista, Blatter definisce la FIFA un ente no-profit (sic!), dichiara che l'organizzazione che guida non tollera il razzismo e si arroga il merito del boom del calcio femminile.

Non è la prima volta che Blatter se la prende con la MLS. Già inpassato il presidente svizzero della FIFA aveva attaccato la lega USA sulla questione del calendario. La MLS infatti gioca da febbraio a novembre, sia per problemi di clima al nord che per evitare la coincidenza con la stagione NFL, cui i network televisivi danno inevitabilmente preferenza. Un problema questo degli stadi che era in passato più diffuso, ma che anche oggi vede ancora due squadre (Seattle Sounders e New England Revolution) condividere il proprio stadio con la squadra di football locale.

Certo poi ci sono altri aspetti che limitano la crescita della lega, a cominciare dal salary cap, - a parte i mega investimenti di LA Galaxy, NY Red Bulls e Seattle - che chiaramente impedisce di attrarre talenti dall'estero e spinge i migliori a volare verso l'Europa. D'altra parte è vero che il modello messo in piedi dai dirigenti MLS, con in testa il presidente Mark Abbott, insieme all'attuale CEO dell'Arsenal Ivan Gazidis e al commissioner Don Garber - ha assicurato alla lega una crescita continua in questi anni, e nel 2014 saranno 18 squadre (su 19) a giocare in uno stadio di proprietà, cui si aggiunge una media presenze allo stadio che da due anni è superiore a quella di NBA e NHL.

E po ci sono i settori giovanili delle squadre, prima volta nella storia del calcio USA, una Nazionale sempre qualificatasi ai Mondiali dal 1990, tanti giovani in crescita in Europa. Sicuramente un paese grande e ricco come gli USA potrebbe fare meglio, ma accusare la MLS di scarsa legittimità dopo soli 17 anni di vita, quando le altre leghe americane esistono da 50 e più anni, non solo è errato, ma anche stupido.

La MLS non ha risposto alle affermazioni di Blatter, come anche la USSF, la federazione americana, che in realtà dovrebbe spiegare perché ha appoggiato Blatter ad ogni elezione presidenziale FIFA.

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La MLS 2019 è arrivata alla metà della Regular Season, ma guarda già al futuro. Dalla prossima stagione, le franchigie che partecipano al campionato passeranno da 24 a 26, con il debutto dell’Inter Miami di David Beckham e del Nashville SC, poi dal 2021 il numero dovrebbe salire fino a 27 (con l’ingresso di un club di Austin, Texas). L’obiettivo per i prossimi anni è arrivare a 30 squadre iscritte, ma il commissioner Don Garber ha spiegato che l’espansione potrebbe andare oltre i confini degli Stati Uniti. «Solo pochi anni fa», ha spiegato Garber, «la comunità calcistica internazionale riconosceva a stento l’esistenza della Mls. Ora portiamo 22mila persone allo stadio in media per ogni partita, l’ultima nuovo stadio, il Providence Park di Portland, è un fantastico esempio di ciò che la MLS può offrire. Il nostro viaggio continuerà, e dobbiamo essere pronti a cambiare per restare competitivi nel calcio professionistico. Una possibilità potrebbe essere quella di rendere più stretto il rapporto con la Liga MX, il campionato professionistico del Messico. Se fossimo in grado di creare un torneo che metta insieme le due leghe, una sorta di versione nordamericana della Premier League su scala continentale, sarebbe davvero bello». Al di là degli aspetti politici della possibile fusione (quale sarebbe l’eventuale posizione di Trump su questo campionato transnazionale?), l’idea di alimentare il legame tra MLS e lega messicana è già in stadio avanzato: pochi giorni fa, è stata annunciata la creazione della Leagues Cup, una nuova competizione che (a luglio) metterà di fronte quattro squadre della MLS e altrettante della Liga MX in un tabellone tennistico a eliminazione diretta. La prima edizione è stata concepita ad invito, dall’anno prossimo l’accesso sarà stabilito attraverso criteri di merito sportivo. La Leagues Cup è un’evoluzione di un’altra manifestazione che si tiene annualmente, la Campeones Cup, che vede affrontarsi nel mese di settembre i campioni della precedente stagione della Major League Soccer e il vincitore del Campeón de Campeones della Liga MX. Da non dimenticare poi la SuperLiga, torneo andato avanti dal 2007 al 2011 e poi cancellato. In passato, c’è stato un ulteriore - fallimentare - esperimento : il Chivas di Guadalajara aveva iscritto alla MLS il Chivas Usa, “succursale” statunitense del club, con sede a Los Angeles. La squadra si sciolse nel 2014, dopo 10 anni di attività nella MLS e pessimi risultati in campo e sugli spalti.

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Zlatan Ibrahimovic diventa il calciatore più pagato della Major League Soccer, il massimo campionato di calcio statunitense. Secondo i dati pubblicati dalla associazione dei giocatori della MLS, l’ingaggio base del bomber svedese dei Los Angeles Galaxy è pari a circa 6,3 milioni di euro, ovverosia 7,2 milioni di dollari senza altri bonus. Sul podio sale l’ex Roma Michael Bradley, oggi ai Toronto Fc, con uno stipendio base di 5,3 milioni di euro (6 milioni di dollari) che sale a 5,7 milioni di euro (6,5 miloni di dollari) grazie ai bonus garantiti (se ad esempio ha un bonus di 10mila euro alla firma, questo, nel calcolo, viene spalmato sugli anni di contratto). Soldi garantiti dalla stessa MLS, visto che i contratti in questione sono firmati con la Lega e non direttamente con le squadre come avviene in Europa. Tanto che sul terzino gradino del podio c’è Giovani dos Santos, attualmente svincolato dopo l’addio ai LA Galaxy, ma con uno stipendio garantito dalla MLS per 5,7 milioni di euro (6,5 milioni di dollari). Nelle prime cinque posizioi anche Jozy Altidore (Toronto Fc, 5,6 milioni di euro) e Carlos Vela (LAFC, 5,5 milioni di euro). Completano la top 10 Bastian Schweinsteiger (Chicago Fire, 4,9 milioni di euro), Alejandro Pozuelo Merelo (Toronto Fc, 3,3 milioni), Wayne Rooney (DC United, 3,1 milioni), Josef Martinez (Atlanta United, 2,7 milioni) e Nani (Orlando City, 2,1 milioni). Dopo l’addio di Sebastian Giovinco, l’unico italiano nella MLS è ora Vito Mannone: l’ex portiere di Atalanta e Arsenal è infatti in prestito al Minnesota dal Reading, con uno stipendio garantito di circa 525mila euro. Lo stipendio medio per i giocatori non designati è salito a 345.867 dollari nel 2019, in crescita del 13,3% rispetto al 2018 e del 150% rispetto al 2014. Right place. Right time. @Ibra_official scores goal No. 1 for the season ???? pic.twitter.com/QE3KYjs7pf— ESPN FC (@ESPNFC) March 3, 2019 Fonte: Calcio & Finanza

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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