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Gli USA dopo il disastro: la vetta è lontana
Scritto il 2012-03-28 da Franco Spicciariello su MLS

Per quanto il calcio negli Stati Uniti stia ormai vivendo un boom senza soluzioni di continuità, i risultati della Nazionale, almeno nelle rappresentive giovanili, iniziano a preoccupare.

L'anno scorso per la prima volta dopo sette edizioni gli USA non sono riusciti a qualificarsi per i Mondiali Under 20. E' invece di lunedì scorso la mancata qualificazione alle Olimpiadi 2012, oltretutto uscendo già nel girone di qualificazione, ed è la seconda volta nelle ultime tre edizioni.

Certo, gli USA ormai sono un serio competitor internazionale, come dimostrato anhe in occasione della vittoria in quel di Genoa contro l'Italia, ma gli ultimi risultati di quelli che dovrebbero essere il futuro della Nazionale che succederà alla generazione dei Landon Donovan e Clint Dempsey iniziano a preoccupare.

L'eliminazione è stata però una botta notevole. Uscire in quel modo contro El Salvador, subendo il gol del 3-3 praticamente all'ultimo secondo per una papera del portiere su un tiro da lontano, è stato un colpo che lascerà strascichi.

Non è infatti facile accettare un'eliminazione arrivata oltre tutto sul terreno di casa, non riuscendo nemmeno a superare il girone di qualificazione, cosa avvenuta solo nel 1976 e nel 2004.

E' molto chiaro e senza peli sulla lingua Bruce Arena, ex CT della Nazionale ai Mondiali 2006 e 2010, e coach dei Los Angeles Galaxy vincitori della MLS Cup 2010. “Abbiamo bisogno di una nuova leadership, un modo fresco di fare le cose,”. “Di solito la novità sarebbe un nuovo allenatore, ma forse è il momento di una nuova guida, di nuovi concetti. Chi lo sa? In ogni caso stiamo facendo progressi, nonostante questo brutto risultato”.

Ovviamente ciò che è accaduto lunedì sera è stato spiacevole ad ogni livello e per tutti coloro coinvolti in questa avventura”, ha detto il presidente della U.S. Soccer Federation Sunil Gulati. “Abbiamo avuto molti successi negli ultimi 36 anni presenziando alla gran parte delle Olimpiadi, e quindi consideriamo questa eliminazione un passo indietro”.

Gulati, professore di Economia alla Columbia University, è stato una dele forze dietro la crescita del calcio negli USA negli ultimi 25 anni. Quando negli 1990 gli americani si qualificarono per i Mondiali italiani, erano passati 40 anni dalla volta precedente, quando in Brasile sconfissero i "maestri" inglesi per poi sparire dallas cena internazionale. Ma dal 1990 hanno partecipato a tutti e sei i Mondiali, un qualcosa riuscito solo ad Argentina, Brasile, Germania, Italia, Spagna e Corea del Sud.

Gulati è diventato presidente della USSF nel 2006, silurando l'allora CT Arena dopo i Mondiali vinti dall'Italia e l'eliminazione degli USA nella fase a gironi. Anche quello era stato un passo indietro dopo i quarti di finale raggiunti nel 2002.

Nel calcio che va alle Olimpiadi, le Nazionali possono schierare solo Under 23 più tre fuori quota in occasione dei Giochi. Ma molti club, non essendo obbligati dalla FIFA, sono riluttanti a far andare i propri giocatori, specialmente in questo periodo della stagione, cruciale ai fini del posizionamento finale.

E così gli USA hanno dovuto rinunciare a gente come il centravanti Jozy Altidore (AZ 67), il terzino destro Timmy Chandler (Norimberga) e il centrocampista Danny Williams (Hoffenheim), mentre il CT Caleb Porter ha dovuto contare principalmente su un gruppo di ragazzi provenienti dalla MLS, dal Messico o dalle giovanili di qualche club (come ad es. il centravanti Terrance Boyd, che gioca nel Borussia Dortmund II). Ma l'impresa era assolutamente alla portata degli americani, visti gli avversari non certo di livello top (El Salvador, canada e Cuba).

Ma dopo un 6-0 contro Cuba in apertura, è arrivata l'inaspettata sconfitta per 2-0 col Canada, forzando gli USA a dover vincere per forza con El Salvador, Nazionale di un paese di soli 6 milioni di abitanti, meno di New York City.

A condannare gli USA è stato un tiraccio di Jaime Alas su cui il portiere dei Chicago Fire Sean Johnson, entrato al posto dell'infortunato Bill Hamid, ha sbagliato l'intervento.

Andare alle Olimpiadi avrebbe sicuramente aiutato questi giocatori. Guardiamo però il lato positivo. Forse qualche giocatore che pensavamo avesse del vero talento si è rivelato inferiore a quanto pensassimo", ha detto Lalas. “Invece per quelli che arriveranno in Nazionale, il ricordo di quella sera sarà una spinta e una lezione a non sprecare le opportunità e a saper riconoscere i momenti fondamentali”.

A guidare la flotta USA finita sugli scogli di El Salvador è Caleb Porter, coach giovane con alle spalle la sola esperienza (vincente) alla guida della Akron University, ingaggiato lo scorso ottobre a seguito dell'arrivo di Jurgen Klinsmann sulla panchina della Nazionale maggiore, mentre all'ex MetroStars Tab Ramos è toccata la Nazionale Under 20.

Farci male in questo modo ogni cinque anni non è accettabile" ha dichiarato l'ex centravanti della Nazionale (è il secondo top scorer dopo Donovan) e dei San Jose Earthquakes Eric Wynalda, oggi commentatore di Fox Soccer. Wynalda è da tempo critico con la gestione del calcio da parte della Federazione USA e della MLS. “La verità è che Sunil [Gulati] dovrebbe assumersi la responsabilità per quanto successo. Pui incolpare i giocatori, la sfortuna, o anche il CT Caleb Porter. Ma il problema con questo è che Porter non sarebbe dovuto essere su quella panchina, e la colpa quindi è di chi lo ha assunto”.

Questo gioco a volte è brutale. E mi dispiace molto per i ragazzi e per Caleb, che ha fatto un ottimo lavoro” ha dichiarato Klinsmann. “Non hanno perso la qualificazione oggi, ma contro il Canada, quando non erano abbastanza concentrati. E il prezzo è stato pagato lunedì con un gol all'ultimo secondo. Che brucia”.

Quando nel 2004 gli USA furono eliminati, fu un pesante 4-0 col Messico a decidere l'uscita, arrivata però in un'atmosfera caldissima a Guadalajara, con migliaia di tifosi messicani pronti a fischiare l'inno nazionale americano e a gridare “Osama! Osama!”. Stavolta invece si giocava in casa, e le scusanti proprio non ci sono.

Purtroppo, più che la mancata qualificazione, quello che preoccupa è la scarsità di talenti Under 23 pronti a fare il salto per sostituire dopo i Mondiali 2014 un gruppo che si avvia inevitabilmente al declino per motivi d'età. Si pensi a Landon Donovan (30 anni), Carlos Bocanegra (33), Steve Cherundolo (33) e Oguchi Onyewu (30).

A giungo prenderanno il via le qualificazioni mondiali, e del gruppo che ha giocato il torneo preolimpico il solo Brek Shea è un frequentatore della Nazionale di Klinsmann con continuità, mentre la maggior parte dei nuovi arriva da un gruppo di tedesco-americani che militano in Bundesliga, frutto dei molti soldati stanziati da dopo l II Guerra Mondiale in Germania.

E dopo oltre vent'anni persino il ruolo di portiere inizia a preoccupare, viste le difficoltà di Hamid e Johnson, che porta alcuni a parlare persino della possibilità di richiamare il 41enne portiere del Tottenham Brad Friedel in caso di infortunio del titolare Tim Howard. "Dal punto di vista dei portieri, il futuro lascia un po' a desiderare” dice Lalas.

Futuro però su cui Gulati e Klinsmann continuano a mettere enfasi, pur focalizzandosi sul presente. E ciò grazie all'espansione a 19 squadre della MLS, con il rilancio del campionato riserve e l'avvio dei settori giovanili, che sicuramente fa spazio a sempre più giocatori americani.

Sempre più giocatori americani poi militano nei campionati d'Europa. Ma per ogni Clint Dempsey in Premier League c'è un Ricardo Clark che non riesce a scendere in campo con continuità. “Faremo tutto ciò che serve per continuare a crescere, ma molti dei progetti che abbiamo messo in piedi sono a lungo termine” ha detto Gulati. “Certe cose prendono tempo, ed è difficile giudicare nel breve”.

Sarà vero, ma nel breve rimane il pensiero di un gran quantità di errori. Innanzi tutto l'atteggiamento di Porter. Incomprensibili le dichiarazioni del CT Porter: "Qualche volta si può anche vincere meno se però si riesce a giocare in un certo modo". Cosa? Un ragionamento del genere può forse andar bene per le squadre di club giovanili che debbono formare talenti per la prima squadra, ma non certo per una Nazionale che deve vincere in un torneo internazionale.

Ma è solo la punta dell'iceberg. Del resto che Porter fosse privo di esperienza nel calcio professionistica era cosa nota, e le sue decisioni errate in termini di formazioni, sostituzioni e approccio alle partite lo hanno dimostrato una volta ancora. Incomprensibile poi la decisione di chiamare quattro soli difensori di ruolo e un solo mediano, facendo poi giocare altri completamente fuori posizione.  Ai limiti di Porter si sono aggiunte pessime prestazioni da parte dei portieri e l'incapacità di chiudere una partita, con giocatori che hanno dato l'idea di non essere completamente dediti e preda di una certa fragilità mentale, non certo l'approccio ideale contro avversari col coltello tra i denti come i salvadoregni.

Molto però dovrà cambiare col nuovo ciclo dell'Under 20 di Tab Ramos che dovrà prepararsi ai prossimi Mondiali di categoria che si giocheranno in Turchia nell'estate 2013, mentre non è chiaro ancora il futuro di Porter.

Un aspetto positivo di tutto questo disastro però c'è. La precoce eliminazione dalle qualificazioni olimpiche ha provocato reazioni molto violente da parte di media e tifosi, dando l'idea di un'attenzione al calcio, tanto più essendo comunque giovanile, senza precedenti. Un'attenzione che vuol dire come ci siano sempre più persone che veramente ci tengono alla crescita del calcio in America. E questo è il segnale più bello di un futuro che tutti auspicano radioso.

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