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Napoli: Concina, il canadese di Mazzarri
Scritto il 2012-02-04 da Americo Costi su MLS

Quello che invece molti non sanno è che Concina è l’unico elemento cresciuto nel calcio di Toronto che abbia mai bussato alla porta della Serie A. Enzo Concina nel calcio italiano c’è stato per 12 anni. Ed è stato l’unico italo-canadese calcisticamente cresciuto nel soccer che abbia giocato stabilmente nel campionato cadetto. «La mia carriera è un cerchio iniziato e finito in C2, passando per la C1 e la serie B. Non ripiango nulla, anzi. Per un ragazzino cresciuto nel soccer ho fatto anche troppo» ha raccontato qualche tempo fa al Corriere Canadese.

Grazie al doppio passaporto (italiano e canadese), viene convocato nelle file della Nazionale nordamericana per la prima volta nel luglio 1988, in vista dell'amichevole con la Polonia, non facendo quindi intempo ad andare ai Mondiali insieme alla generazione d'oro del calcio canadese composta dai vari Bob Lenarduzzi (oggi GM dei vancouver Whitecaps), il portiere ex 'Caps e Minnesota ma nato a Bari, Tino Lettieri, Branko Segota (leggenda del soccer indoor), e Bruce Wilson, difensore centrale dei New York Cosmos.

Concina esordisce immediatamente, realizzando anche il gol della bandiera della sua Nazionale, battuta per 2-1 dai polacchi. Nell'anno successivo colleziona un'altra presenza, e non viene più convocato fino al 1993, quando torna in Nazionale in vista della Gold Cup. Durante la competizione disputa le sue due ultime partite con la maglia canadese, contro Martinica e Messico, che battendo 8-0 la Nazionale della foglia d'acero segnò la fine della sua carriera a livello internazionale.

A livello di club Concina fa tutta la gavetta.  In Emilia si impose nella squadra guidata da Giovan Battista "Titta" Rota, provvisoria capolista nel girone d'andata, conciliando marcature ferree e doti interessanti nell'altra area. Una sorta di Lorenzo Amoruso ante litteram, per citare un possibile termine di paragone.«Io ero stopper ai tempi in cui si marcava ad uomo e la zona era sconosciuta. Ma sulle palle ferme avevo licenza di andare avanti per sfuttare statura ed elevazione. Un anno [1986/87, in C1, Ndr] al Piacenza feci sei gol, quasi tutti determinanti. Qualche anno prima attirai  l’attenzione della Lazio, dove era presidente Giorgio Chinaglia. Ci fu un contatto del quale venni a conoscenza soltanto anni dopo. Il Ravenna chiese 600 milioni delle vecchie lire, la Lazio ne offrì 200. C’era spazio per trattare, ma in quel periodo i proprietari del Ravenna erano in cinque ed ognuno aveva una testa diversa».

Il grande calcio lo sfiora un'altra volta l'anno dopo. «La mia seconda grande chance fu la Roma. Il grande Nils Liedholm venne a visionarmi ma il destinoera in agguato. In un contrasto di gioco mi saltò il crociato del ginocchio destro. Quattro mesi dopo tornai in campo, ma il treno per la capitale era già passato. Mentre ero infortunato mi sostituì il campione del mondo Claudio Gentile, che pochi mesi prima aveva chiuso la sua carriera nella Fiorentina, ma rimise le scarpe da gioco per dare una mano al Piacenza».

Nato il 21 giugno 1962 a Prato Canico («Lassù, quasi al confine con l’Austria») aveva quattro anni quando si trasferì a Toronto con i genitori che ancora risiedono a Mississauga. «Avevo dieci anni - ricorda - e come tutti i ragazzini italiani correvo dietro il pallone. Ma nel tempo libero cercavo di guadagnare qualche soldino. Ed il mio primo lavoro in assoluto fu consegnare il Corriere Canadese ad una decina di famiglie della zona. Ricordo le corse per “deliverare” il giornale in tempo utile per poi andare agli allenamenti di Aldo Lista, il mio primo allenatore, il più importante per me. Poi nella Toronto Italia ho avuto Fiorigi Pagliuso e Carlo Del Monte».

Concina sbarca nel calcio italiano al tempo in cui ogni squadra aveva appena due stranieri e i giocatori con passaporto italiano ma provenienti dall’estero dovevano disputare obbligatoriamente due anni in Serie C, come capitò a Giorgio Chinaglia, che prima di andare alla Lazio dovette passare per l'Internapoli avendo prima giocato nel Swansea, in Galles.

Fu Francesco Scorsa, giocatore calabrese dell’Ascoli, che aprì le porte del calcio italiano a Concina. «Francesco venne a Toronto nell’estate dell’82 - racconta l’ex stopper - per partecipare a quel torneo in cui l’Italia di Toronto battè anche il Celtic per 4-1. Io non c’ero, perché impegnato con la nazionale olimpica canadese. Ma gli parlarono di me e lui fece in modo da ottenere in provino con l’Ascoli, allora in Serie A. Il provino però finii per farlo al Cesena e Pierluigi Cera, ex Cagliari, ex nazionale, acquistò il mio cartellino dopo una trattativa con Gus Mandarino. Sembra, ma non ne sono certo, che per me abbiano pagato 20.000 dollari».

Il Cesena mandò il giovane Concina al Pavia, che allora era in C1 che poi lo vendette al Piacenza. «Piacenza e il Piacenza hanno segnato il mio futuro di uomo e di calciatore. Mia moglie vi gestisce ancora un negozio di abbigliamento. I miei tre anni nel Piacenza sono stati favolosi e nello stesso tempo drammatici. Abbiamo sfiorato la promozione in Serie A, io segnai si reti, mi chiese la Lazio, mi seguì la Roma, poi mi spaccai un ginocchio e nella stagione 1988-89 fummo retrocessi nonostante alla fine del girone di andata eravamo sesti, ed allora in A ci andavano quattro squadre. Tra i giocatori che ho incontrato chi mi ha fatto "soffrire" di più è stato  il campione del mondo Ciccio Graziani che affrontai mentre lui svecchaiava nell’Udinese. Si alzava ancora benissimo e sapeva proteggere da dio la palla. E' stata dura anche con Spillo Altobelli, che era nel Brescia in B mentre io ero nel Monza».

Uno dei sei gol segnati dallo stopper cresciuto laddove sventola la bandiera con la foglia d’acero nel mezzo, lo descrive il piacentino di nascita Pippo Inzaghi al tempo raccattapalle del Piacenza. «Ricordo quel Piacenza-Spal del marzo dell’87 - si legge in un articolo della Gazzetta dello Sport sulle esperienze giovanili del futuro Superpippo - che da noi vale il doppio. Vincemmo per 2-1, con la rete decisiva realizzata dallo stopper Concina, di testa nella porta lontana. Poi Concina corse fino a sotto la nostra curva per esultare. Non vi dico quante volte ho sognato quella corsa».

Nel 1989 viene acquistato dal Monza, con cui disputa il suo terzo campionato cadetto, poi scende nuovamente di categoria: un biennio al Nola, in Serie C1, e uno spezzone di stagione al Forlì, prima di andare a concludere la carriera in Canada, nel Montreal Impact (10 presenze e un gol), con cui vince il campionato APSL nel 1994, battendo in finale i Colorado Foxes.

«Il Nola, squadra campana di C1, mi offrì un buon biennale ed io accettai il trasferimento al Sud. In quella squadra trovai Walter Mazzarri, del quale sono rimasto molto amico, e Mario Somma. Nel 1993 si chiuse il cerchio della mia carriera italiana, dalla C2 (Ravenna) alla C2 (Forlì). Giocai un altro anno, nel Montreal Impact con il quale vincemmo il campionato APSL del 1994. Poi appesi le scarpe al chiodo e mi dovetti trovare un lavoro. Sono però rimasto legato a Mazzarri, come detto, a  Gigi Di Biagio che debuttò nel mio Monza. Beppe Signori lo ebbi come compagno nel Piacenza l’anno prima che andasse al Foggia di Zeman. Signori mi haanche  voluto in campo nella partita del suo addio al calcio. Tra gli allenatori, Titta Rota e Gigi Cagni. Unico rimpianto è l’aver perso due volte il treno della Serie A. Nel mio destino c’era la capitale d’Italia, Roma o Lazio che fosse», aggiunge Concina.

All'epoca i soldi che giravano non erano però molti, e Concina ha dovuto trovarsi un lavoro fuori dal calcio. «Ne mei 12 anni italiani ho guadagnato bene, ma non mi sono arricchito. Quegli anni erano magri, le vacche grasse sarebbero arrivate dopo la sentenza Bosman e l’entrata in gioco dei diritti tv. Dopo aver smesso, un mio amico, ex calciatore anche lui, mi offrì un incarico nella sua azienda di telefonia mobile. Poi sono passato alla Stark, azienda leader di attrezzi per tagliare il metallo».

Sempre al Corriere Canadese ha poi parlato del suo recente impegno col Napoli. "Tre anni fa Mazzarri mi aveva chiesto di raggiungerlo alla Sampdoria, ma avevo altri impegni. Ma quando mi ha voluto al Napoli non ho potuto resistere. Al momento lavoro con la squadra in fase di preparazione e sudo con i giocatori. E' un bel gruppo, senza prime donne". Di lui Mazzarri dice: «È molto utile alla squadra».

Ma Concina mantiene i suoi legami col calcio canadese. “Calcisticamente sono cresciuto a Toronto, dove i miei parenti vivonmo ancoira. Ho chiuso la carriera a Montreal e sono spesso in contatto con [il presidente] Joey Saputo. Mi ha già detto che vorrebbe vedere il Napoli in Canada. Riferirò a chi di dovere!".

Si ringrazia il forum dei tifosi della SS Lazio, www.biancocelesti.org

Il 2015 è stato l'anno del boom (atteso da tutti) della Major League Soccer. Ne scrive anche il sito Forbes.com, che spiega come il seguito sia sempre più alto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, mentre è in crollo il baseball. Un boom in corso anche all'estero, con crescita degli ascolti TV del 50% nei 140 paesi in cui sono trasmessi i match MLS, dove in Italia Eurosport è riuscita a valorizzare un prodotto troppo spesso maltrattato da Sky in passato. E sul tema sbarca oggi anche Repubblica.it, che si lascia alle spalle certi toni ironici del passato per passare ad un'analisi più oggettiva. Scrive Nicola Sellitti: Un posto al tavolo delle grandi leghe sportive americane. La Major League Soccer ci sta arrivando, la sfida è lanciata ai colossi Mlb, Nba, Nfl e Nhl. Prima David Beckham, ora Kakà, Frank Lampard, Steven Gerrard e Andrea Pirlo, campioni con il pedigree, assegni circolari di interesse finiti in metropoli glamour - tranne l'ex milanista a Orlando - come New York e Los Angeles. Ma il flusso di stelle dall'Europa verso gli Stati Uniti oppure il format nuovo, da 17 a 19 franchigie con Orlando City e i New York FC in attesa della nuova società a Los Angeles dal 2018, non basta a spiegare il boom del soccer. Sempre Forbes: Con 340 partite trasmesse in diretta tv nell'ultima edizione del torneo, vinta dai Portland Timbers, la MLS presenta un forte seguito soprattutto tra i giovani, nella fascia 18-34 anni, che rappresentano i 2/3 degli spettatori complessivi. Dagli Stati Uniti all'estero, nell'ultima stagione è stata registrata una crescita di ascolti del 50% nei Paesi - oltre 140 - in cui la Lega viene trasmessa (in Europa c'è un accordo quadriennale con Eurosport), con enormi margini di crescita negli altri continenti, grazie anche al supporto delle piattaforme digitali su cui la Lega ha puntato il dollaro, tra contenuti video di partite, allenamenti delle squadre piazzati su Facebook e Twitter. Ancora Rep: Si sta concretizzando solo ora l'investimento sul calcio in America avviato più di due decenni fa che portò la Fifa ad assegnare agli Stati Uniti i Mondiali 1994, mentre ha contribuito alla causa il buon torneo della Nazionale allenata da Jurgen Klinsmann a Brasile 2014, fuori agli ottavi di finale ai supplementari con il Belgio ma con tanti orgogliosi spettatori americani, compreso il presidente Barack Obama, incollati alla tv. Oppure gli americani avevano solo bisogno di tempo per assimilare le leggi non scritte di uno sport culturalmente diverso da basket, baseball o football, che leggono la sconfitta nelle analisi statistiche, mentre nel pallone si può subire l'avversario per 90 minuti, con il bus davanti alla linea di porta e poi vincere con un calcio da fermo. Risultato: ora il pubblico lo guarda in tv e negli stadi, di proprietà delle franchigie, sicuri, moderni, tecnologici, a impatto zero sull'ambiente, di medie dimensioni, senza cattedrali vacanti da 80 mila posti a sedere. Il boom spettatori La media spettatori della Mls 2015 cresce del 12,5% rispetto alla passata stagione, con oltre 21 mila a gara, è stata ancora più alta ai playoffs. La Serie A non è troppo lontana, anzi i Seattle Sounders, con oltre 44 mila spettatori in media (con autoriduzione dello stadio), sarebbero al top anche in Italia, Premier League o Bundesliga. Ma ancora più importante è il tasso di riempimento degli stadi, superiore al 90% (in Italia è al 55%). LEGGI: Nuovo record media spettatori per la MLS! Per continuare a spingere la crescita la MLS ha deciso di continuare ad investire. Per questo il Board of Directors ha messo sul piatto altri 37 milioni di dollari per ingaggi e acquisti, che vanno ad aggiungersi al salary cap e alle spese senza limite per i tre designated player consentiti ad ogni squadra, Una crescita che sarà accompagnata anche dagli ingressi di grandi città come Atlanta (2017), Los Angeles con l'LAFC a far concorrenza ai LA Galaxy dal 2018 magari insieme a Miami (che intanto sbarca nella NASL con Nesta in panchina) con David Beckham pronto ad importare Ibra e Cristiano Ronaldo, e poi Minnesota (2018) , che porteranno la MLS a 24 team. Ma è stato annunciato che si salirà sino a quota 28 squadre, con Sacramento, San Antonio, Las Vegas e una fra St. Louis (la culla del soccer americano, da dove proveniva gran parte dei nazionali che batterono l'Inghilterra nel 1950), Detroit e Phoenix, pronte a mettere 100 milioni di dollari sul tavolo per entrare. Grandi città che servono anche a far crescere il mercato televisivo. Oggi l'accordo con Espn, Fox e Univision porta nelle casse della MLS 90 milioni di dollari l'anno (intesa per otto anni), il triplo del precedente contratto con i network, sette milioni in più di quanto Nbc sborsi per trasmettere le partite della Premier League negli Stati Uniti. Siamo ancora distanti(e ci rimarremo) dalle cifre monstre spese per la NFL, che da Cbs, Fox e Nbc che sborsano oltre tre miliardi di dollari l'anno, e anche dalla NBA, per cui  TNT e Espn pagano 2,6 miliardi di dollari annui per dieci anni. Ma il calcio in America non si ferma più.

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Dopo gli anticipi di venerdì, col NYCFC vittorioso sul DC United, e sabato, Quakes 1-0 ai Colorado Rapids, è stato un sabato di grandi scontri per la MLS Week #24, con vari cambi in classifica. Nella Western infatti, i LA Galaxy volano in testa dopo aver battuto l'FC Dallas in trasferta, superando di un punto i Caps (che però hanno una partita in meno) sconfitti a KC in rimonta. E proprio lo Sporting KC, che ha 4 match da recuperare, diventa ora il vero favorito della Western Conference. Tre punti anche per Portland, che sorpassa Dallas e rafforza ancora la propria posizione in ottica playoff. Nella Eastern invece, seconda sconfitta consecutiva per i Toronto FC di Sebastian Giovinco, sepolto sotto tre gol alla Red Bull Arena, dove i NY Red Bulls si dimostrano ancora una volta una macchina da guerra e sono ora - con anche tre partite in meno - a soli a cinque punti dalla capolista DC United. Vince anche il New England Revolution, che stacca il TFC ma ha due partite in più. La Week 24 si chiude stanotte con Orlando in visita in casa dei Seattle Sounders reduci da cinque sconfitte consecutive ed alla disperata ricerca di punti playoff, e con Philadelphia che ospita il Chicago Fire ultimo nelal Eastern. HIGHLIGHTS: New York Red Bulls vs Toronto FC 3-0 Quinto gol in sei partite per l'attaccante inglese Bradley Wright-Phillips, in gol su assist dell'ex Leeds Mike Grella, nel pesante 3-0 dei NY Red Bulls contro il Toronto FC alla Red Bull Arena. Raddoppio del terzino sinistro Anthony Wallace con un gran tiro dalla distanza, e ci pensa poi un super Luis Robles - che con 26 shutouts (match senza prendere gol) supera il record di Tony Meola - a bloccare le iniziative del TFC. Chiude i giochi nel recupero l'argentino Gonzalo Veron, da poco arrivato a NY. Brutta prestazione per il Toronto, con Sebastain Giovinco troppo spesso isolato e non supportato dai suoi. Uniche occasioni per i Reds un gol sfiorato da Marky Delgado all'inizio e un tiro proprio di Giovinco nel recuper odel primo tempo. Buon match di Michael Bradley, dai cui piedi non però conseguito nulla di concreto. HIGHLIGHTS: New England Revolution vs. Houston Dynamo 2-0 Dopo un'attesa di 170 minuti causa tempesta sopra il Gillette Stadium di Foxboro, in un match brutto e con molti errori (inevitabili con il pessimo sintetico in quello stato), i Revs superano per 2-0 la Houston Dynamo, e consolidano la propria posizione nella Eastern Conference mantenendo sei punti (pur con una partita in più) sull'Orlando City in ottica playoff. Erano in 21.723 a Foxboro, ma dopo l'interruzione durata quasi tre ore, meno della metà hanno assistito al vantaggio di Jose Gonçalves, che batte dalla distanza il portiere della Dynamo Tyler Deric, fino ad allora essenziale nel salvare la porta quattro volte. Il raddoppio è dell'attaccante Juan Agudelo, entrato dalla panchina, su assist del solito Lee Nguyen. Per Agudelo, giovane attaccante nel giro della Nazionale, è il quinto gol stagionale, ma solo il primo dal 20 maggio scorso, a dimostrazione di un calo notevole che ha portato coach Jay Heaps ad escluderlo spesso.   HIGHLIGHTS: FC Dallas vs LA Galaxy 1-2 Una doppietta del solito, letale, Robbie Keane, e i Los Angeles Galaxy espugnano Dallas e si portano (momentaneamente) in testa alla Western Conference. L'FC Dallas va in vantaggio con Michael Barros nel primo tempo, con gli uomini di Oscar Pareja apparsi in pieno possesso del match e con LA incapace anche solo di tirare in porta. Ma nel secondo tutto cambia, e Keane pareggia al 51' di testa su cross di Robbie Rogers. Il gol vittoria di LA arriva al 55', in cui si vede tutto i talento dei Galaxy. Il neo acquisto la stella messicana Giovani dos Santos, riceve palla da Keane in area, ma il suo tentativo è respinto da Dan Kennedy. Ma dos Santos riprende e appoggia per Keane che di testa regala tre punti pesantissimi ai Galaxy. La doppietta, porta Keane a quota 13 in classifica marcatori, e lo ribadisce quale contender anche quest'anno per il premio MVP già vinto nel 2014. Per lui ieri centesima partita in MLS, con un totale di 100 gol: meglio di lui i soli Roy Lassiter, 71 reti, e Carlos Ruiz, 67.   HIGHLIGHTS: Sporting Kansas City vs. Vancouver Whitecaps 4-3 Spettacolo per i 20mila dello Sporting Park (65° tutto esaurito consecutivo!), dove gli uomini di Peter Vermes sotto 3-1 non mollano e chiudono con una vittoria per 4-3, puntando ora diritti alla testa della Western Conference. Eroe della serata il centrocampista brasiliano Paulo Nagamura, autore di una doppietta nel finale: prima il pareggio all'87' su cross perfetto di Chance Myers, e poi il gol vittoria di testa nel quarto minuto di recupero su cross stavolta di Soni Mustivar. Una doppietta del giovanissimo Kekuta Manneh e una punizione di Pedro Morales avevano portato avanti Vancouver 3-1 (Kevin Ellis aveva accorciato per KC). A suonare la riscossa - provocata anche dal calo dei caps, reduci da una trasferta infrasettimanale a Montreal - ci pensa il centravanti inglese Dom Dwyer all'81', seguito poi da super Nagamura, per l'estasi dei tifosi dello Sporting. HIGHLIGHTS: Real Salt Lake vs. Portland Timbers 0-1 Non è proprio l'anno del Real Salt Lake, che quando non perde per demerito lo fa per sfortuna, oltre tutto punito da un ex come ieri sera. E' infatti del difensore Nat Borchers (per lui 7 stagioni in Utah alle spalle) di testa, su solito bel corner dell'argentino Diego Valeri, la rete che batte Nick Rimando - che aveva salvato su gran tiro di Max Urruti - al 95', consegnando ai Timbers tre punti che saranno probabilmente fondamentali in ottica playoff.  

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Dopo gli anticipi con le vittorie di Columbus su Chicago e il SuperClàsico vinto dai LA Galaxy contro i San Jose Earthquakes nell'esordio con gol di Steven Gerrard, MLS in campo a piene forze per la Week #21 nel sabato in cui gioca anche la Nazionale USA, che ha battuto Cuba per 6-0 nei quarti di CONCACAF Gold Cup. La concorrenza con la Gold Cup stavolta Toronto non l'ha sentita, avendo anche recuperato Jozy Altidore, mentre Seattle continua ad essere in difficoltà ed a perdere punti senza Clint Dempsey e con Oba Oba Martins fuori per infortuni. Toronto FC 2 1, Philadelphia Union 1 In attesa dell'esordio di Andrea Pirlo a New York, è ancora Sebastian Giovinco il protagonista nella Major League Soccer. L'ex attaccante della Juventus ha trascinato con un assist e un gol i Toronto FC al successo per 2-1 contro la Philadelphia Union. La Formica Atomica è sempre più l'idolo incontrastato dei tifosi canadesi, con 12 gol e 9 assist in questa stagione. Giovinco al 29' serve il canadese Marky Delgado per l'1-0, tre minuti dopo realizza di persona il gol del 2-0. Per l'ex bianconero è il 12° gol nel campionato americano. Al 91' il gol della bandiera di Philadelphia con l'ex centravanti dei tedeschi del Mainz Conor Casey, entrato nel secondo tempo, che batte Joe Bendik. Con questa vittoria, Toronto si porta al terzo posto nella classifica della Eastern Conference alle spalle dei DC United e dei New York Red Bulls. HIGHLIGHTS: Toronto FC vs. Philadelphia Union 2-1  New England Revolution 1, New York City FC 0 Basta un gol del centrocampista Lee Nguyen al 12' per consentire al New England Revolution di battere per 1-0 il New York City FC - in 10 dal 55' per l'espulsione di Ned Grabavoy - e interrompere una serie di cinque sconfitte consecutive. Ancora niente esordio per Frank Lampard, ancora con qualche problema muscolare, mentre il debutto di Andrea Pirlo è atteso per la prossima settimana allo Yankee Stadium per il match contro l'Orlando City. HIGHLIGHTS: New England Revolution vs. New York City FC 1-0 Sporting Kansas City 2, Montreal Impact 1 Klinsmann vedrà avanti a lui tanti altri per la Nazionale, ma Benny Feilhaber continua col suo splendido campionato a centrocampo dello Sporting Kansas City, che nella notte supera il Montreal Impact per 2-1 allo Sporting Park, dove gli uomini hanno vinto le ultime otto in tutte le competizioni. E' Feilhaber ad aprire le marcature al quarto minuto: una palla rubata dall'ex Wigan Roger Espinoza e spedita all'ungherese Kristian Nemeth,cross indietro per Feilhaber e gran sinistro nell'angolo destro della porta quebeçois. Al 34' Feilhaber stavolta l'assist lo fa lui per Dom Dwyer, tagliando in due la difesa avversaria. Accorcia poi le distanze al 59' lex Lecce l'argentino Ignacio Piatti, interrompendo la serie senza subire gol di KC che durava da 355'. Con questa vittoria lo Sporting sale a due punti dalla vetta della Western, ma con due partite in meno rispetto al FC Dallas, mentre Montreal rimane a -3 dalla zona playoff ma con 3 match da recuperare sull'Orlando City. HIGHLIGHTS: Sporting Kansas City vs. Montreal Impact 2-1 Orlando City 0, New York Red Bulls 2 Orlando City che per la seconda settimana consecutiva perde in casa, deludendo i 33,518 presenti nonostante il calore estivo della Florida. Stavolta sono i NY Red Bulls ad uscire vittoriosi dal Citrus Bowl coi gol dell'ex compagno di centrocampo di Lucas Biglia all'Anderlecht, Sacha Kljestan, e dell'italo americano ex Leeds il centravanti Mike Grella, entrambi su assist di Dax McCarty. Per New York è la quarta vittoria consecutiva ed è ora a sei punti dal DC United capolista, che però ha tre partite in più. Orlando invece deve guardarsi le spalle, essendo all'ultimo posto buono dei playoff, e con in vista sabato la sfida col New York City FC di Pirlo, che dovrà affrontare senza Cyle Larin, espulso al 32' per una mini rissa. HIGHLIGHTS: Orlando City SC vs. New York Red Bulls 0-2 FC Dallas 2, DC United 1 Anche DC deve guardarsi le spalle dopo mezza stagione sempre in testa, vista la sconfitta di ieri negli oltre 30 gradi del Texas, che hanno costretto l'arbitro a concedere ai giocatori pause per la reidratazione. A Dallas è un gol di Fabian Castillo in pieno recupero a regalare i tre punti alle Hoops texane, alla quarta vittoria consecutiva. DC era andata sotto al 73' per un gol di Kellyn Acosta, pareggiato quattro minuti dopo da un autogol di Matt Hedges. Poi nel recupero Castillo punisce gli uomini di Ben Olsen. Dallas rimane quindi intesta alla Western con un punto sui Galaxy e due partite in meno, ma lo Sporting KC gli fa sentire il fiato sul collo. HIGHLIGHTS: FC Dallas vs. DC United 2-1 Seattle Sounders 0, Colorado Rapids 1 Basta un contropiede con gol dell'irlandese Kevin Doyle all'84' a fare la differenza nel match della notte vinto dai  Colorado Rapids per 1-0 in casa dei Seattle Sounders . Gol di Doyle che è stato l'unico lampo di un brutto match, con entrambe le squadre apparse in difficoltà sull'erba appena sdraiata al CenturyLink Field a causa dell'amichevole fra Manchester United e Club America giocata venerdì. Per i Rapids (5-6-9, 24 punti) non solo è la terza vittoria consecutiva, che permette loro di mantenere speranze per i playoff (che rimangono difficili), ma è anche la prima assoluta a Seattle dall'ingresso dei Sounders in MLS nel 2009. Per Seattle (10-9-2, 32 punti) invece, quinta sconfitta nelle ultime sei partite, di cui quattro senza mai segnare. Forse nei Sounders qualcuno comincia ad essere infastidito della scelta della MLS di non fare soste nelle date FIFA. HIGHLIGHTS: Seattle Sounders vs Colorado Rapids 0-1 Real Salt Lake 2, Houston Dynamo 0 Nella Western sale anche il Real Salt Lake, evidentemente rinfrancato dall'aver eliminato LA in US Open Cup, e che ieri sera ha fatto fuori con un secco 2-0 la Houston Dynamo tornando a vincere dopo quattro partite. Seratona del piccolo Joao Plata, bravo prima a costruire l'azione per il gol dell'argentino Javier Morales, per poi raddoppiare al 65' con la sua prima rete stagionale. . L'RSL è ora a sei punti dall'ultimo posto buono dei playoff, occuoato da Portland, Houston a -8, ma con una partita da recuperare. HIGHLIGHTS: Real Salt Lake vs. Houston Dynamo 2-0 Portland Timbers 1, Vancouver Whitecaps 1 Vancouver si fa superare da FC Dallas (che ha anche una partita in meno) in testa alla classifica della Western Conference pareggiando 1-1 a Portland. Vantaggio Timbers nel primo tempo con il regista argentino Diego Valeri, ma il connazionale Matias Laba pareggia i conti al 58' per i 'Caps. Risultato buono per entrambe, considerando che Portland ha vinto sei delle ultime nove partite e che invece Vancouver arrivava da due sconfitte. Brutto il finale, con espulsione diretta per il difensore dei 'Caps Jordan Harvey per un tackle da dietro su Valeri, e rissa tra giocatori. HIGHLIGHTS: Portland Timbers vs. Vancouver Whitecaps 1-1

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