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MLS, polemica tra Arena e Klinsmann
Scritto il 2011-11-27 da Franco Spicciariello su MLS

Da quando ha assunto il ruolo di Commissario Tecnico degli Stati Uniti Jurgen Klinsmann non è stato timido a esprimere la sua opinione per quanto riguarda alcuni dei cambiamenti che ritiene necessari per migliorare la qualità del calcio d'America, con riferimento in particolare alle ricadute sulla Nazionale.

In varie interviste, Klinsmann ha toccato su argomenti che spaziano dallo sviluppo di uno stile americano alla necessità di diffondere sempre più Academy in grado di formare giocatori sin dalla più tenera età.

Alla vigilia della amichevole Ecuador nel mese di ottobre, Klinsmann ha denunciato i difetti - secondo lui - del format della MLS  in relazione al numero di partite "competitive", considerate insufficienti, e ai troppi pochi mesi di durata della stagione stessa.

“La sfida per la MLS è nel modificare il proprio format per rendere la stagione simile a quella degli altri campionati. Attualmente non lo è. Con sette, otto mesi di partite non è al livello del resto del mondo”. “Se un giocatore è nel giro della Nazionale deve lavorare più degli altri, per più tempo, non può andare in vacanza dicendo semplicemente “Dovrei avere 6 settimane libere”. Nel caso lo abbraccerei e gli direi “Divertiti per sei settimane, ma non ripresentarti qui”.

Una posizione questa condivisa anche dal presidente della US Soccer, Federation, Sunil Gulati, e dal Commissioner della MLS, Don Garber.

Le dichiarazioni di Klinsmann sembrano essere state ascoltate dai giocatori del giro della Nazionale. Sono infatti molti quelli partiti per l'Europa per un perido di formazione con club inglesi o tedeschi: Brek Shea (FC Dallas, voluto da Arséne Wenger all'Arsenal), Teal Bunbury e Jeff Larentowicz (dallo Sporting KC al Bolton); dal DC United Bill Hamid (al West Bromwich Albion), Perry Kitchen (Friburgo) e Andy Najar (ospite di Harry Redknapp al Tottenham); da New York sono finiti in Inghilterra Tim Ream (prima al WBA e poi al Bolton) e in Germania Juan Agudelo (allo Stoccarda); Kyle Beckerman del Real Salt Lake e Robbie Rogers (Columbus Crew) al Kaiserslautern; ultimo Omar Salgado (Vancouver Whitecaps), un mese al Fulham

Non sulla stessa linea di Klinsmann è invece l'MLS Coach of the Year 2011, e neo vincitore della MLS Cup con i Galaxy, Bruce Arena, che già in un'intervista lo scorso agosto non era stato del tutto tenero con l'ex giocatore di Inter e Samp. Nella sua ultima chiacchierata con i media californiani prima della partenza per il tour asiatico, l'ex CT della Nazionale USA è stato molto critico in relazioni alle affermazioni del tedesco.

"No, non sono affatto d'accordo con [quanto detto da Klinsmann]. Abbiamo [i Galaxy] iniziato la stagione a gennaio, e ci stiamo avvicinando a dicembre. non ci si può venire a dire che non stiamo facendo abbastanza. Chiuderemo la prima settimana di dicembre e ricominceremo tutto da capo poche settimane dopo. Una stagione identica a quella di chiunque altro al mondo. E poi c'è una grande differenza tra il nostro campionato e quelli europei. Qui ci sono problemi con il calore in estate, i viaggi, le grandi distanze. Quindi si stanno confrontando le mele le arance, e penso che probabilmente nel corso del tempo, lui (Klinsmann) probabilmente lo capirà".

Se Klinsmann ha ragione, anche Arena sicuramente non sembra aver torto nel sottolineare alcuni aspetti che differenziano la MLS dal resto del mondo. Ma mentre la stagione dei Los Angeles Galaxy si dilunga per 10 mesi circa o poco più, vero è che molte squadre - tutte quelle rimaste fuori dai playoff - sono ormai ferme a livello competitivo già da metà ottobre.

Tra la tournée asiatica, i quarti di CONCACAF Champions League fissati per inizio marzo, e il ritiro precampionato fissato più o meno 6 settimane prima dell'esordio, i giocatori dei Galaxy avranno non più di 6/7 settimane di stop come accade per quelli che giocano in Europa.

Il dibattito può sembrare di natura accademica, ma l'argomento ha implicazioni pratiche e immediate. Meno di un mese dopo l'affermazione di Klinsmann, l'agente del difensore dei Los Angeles Galaxy Omar Gonzalez (MLS Defender of the Year 2011) ha fatto sapere di stare cercando opportunità di formazione all'estero per la prossima offseason. A questo punto però Gonzales si trova tra l'incudine e il martello, visto che Arena si è espresso anche sui periodi di formazione all'estero

"La questione va valutata a seconda del giocatore. In questo momento, i miei ragazzi bisogno di riposo. Non hanno bisogno di andare da qualche parte ad allenarsi. Questa cosa dell'allenamento con una squadra straniera... I club stranieri non si preoccupano... Il calciatore si presenta, è un americano messo lì dalla società. Ma i grandi club giocano tre gare a settimana, e spesso i giovani finiscono ad allenarsi con la squadra riserve o con un team giovanile. Tutto questo non contribuisce alla formazione del giocatore. Abbiamo inviato giocatori all'estero per 15 anni, e non è certo una scoperta". 

Queste le ragioni di Arena, valide però probabilmente solo per i Galaxy o per squadre tipo i Seattle Sounders che giocano molte amichevoli internazionali, ma in generale la stagione dura da febbraio a ottobre. Ed  è troppo poco.

A differenza di Arena, il coach del DC United Ben Olsen sembra condividere pienamente il punto di vista di Klinsmann, e ha infatti spedito tre dei suoi migliori giovani in Europa. E proprio l'età è forse una discriminante su cui efettuare una valutazione in relazione alla necessità di fare un'esperienza all'estero. Come infatti vale per gli studiosi e i lavoratori, anche un breve periodo passato in un ambiente top contribuisce al miglioramento professionale, e ciò vale anche per i giocatori.

E probabilmente hanno ragione sia Klinsmann che Arena. Del resto la Nazionale USA avrà da guadagnare da un Juan Agudelo che va ad imparare con lo Stoccarda come marcano i difensori europei o da un Brek Shea che va a prendere lezioni da Arséne Wenger e si confronta conl'esperto Robbie Van Persie e il pari età Theo Walcott. Ma la stessa Nazionale, come anche il club da cui proviene, sicuramente avrà un ritorno anche dall'avere a febbraio un Landon Donovan riposato. Anche se va detto che Donovan in Europa c'è andato per due anni consecutivi in prestito (al Bayern Monaco e all'Everton), e sicuramente ne è tornato un giocatore migliorato. 1-1 quindi, e palla al centro.

Al milanese Riccardo Silva, che per primo credette al successo di una tv gestita internamente a una società di calcio e lanciò Milan Channel e ora è leader nei diritti tv sportivi di mezzo mondo, la definizione di «Guerra del pallone» non piace. Il proprietario del Miami FCc (con Paolo Maldini), allenato da Alessandro Nesta in NASL, spiega: «La mia non è una guerra, solo una pacifica richiesta al Tas di Losanna per sapere se quello che si gioca negli Usa è calcio o qualcosa di differente. Voglio conoscere la ragione per cui tutti i campionati del mondo sono regolati da promozioni e retrocessioni, mentre questo è l’unico Paese che non si adegua al principio dello statuto Fifa. Insomma,pretendo chiarezza». Criteri oggettivi. L’altra contestazione è la mancanza di un criterio oggettivo con cui vengono assegnati dalla Federcalcio Usa gli status di prima, seconda e terza divisione. Per ora l’unica meritocrazia è il denaro: chi paga di più è in Serie A, cioè la Mls, chi sborsa di meno è in serie B, Nasl e Usl, quest’ultima fra l’altro è un’associata della Mls. Spiega Silva: «Noi siamo la prova di questa ingiustizia. In estate abbiamo battuto ed eliminato due dei migliori team della Mls nella Coppa nazionale, la US Open Cup (Orlando e Atlanta). Abbiamo vinto il titolo, quello di primavera, con 10 punti di scarto, e siamo nettamente in testa alla fase autunnale. Ma come ricompensa da parte della federazione veniamo retrocessi insieme a tutta la Lega». Già, perché sarà un caso, ma dopo l’azione di Silva presso il tribunale di arbitrato sportivo in Svizzera a fine agosto, la U.S. Soccer Federation ha risposto al fuoco «retrocedendo» d’ufficio per il 2018 la Nasl dalla Division 2, perché non sarebbe in grado di iscrivere al prossimo torneo il numero legale di 12 squadre. Dice Silva: «Ci sono dietro motivi politici: questa è una palese ritorsione». Nei giorni scorsi la Lega, pilotata anche dal calabrese Rocco Commisso, proprietario dei New York Cosmos, ha fatto causa alla Ussf, accusandola di essere un monopolio e gestire il soccer in modo arbitrario e poco imparziale finendo con il favorire la Mls, per altro loro partner commerciale. Il caso Cosmos Chiarisce Silva: «I Cosmos hanno vinto il campionato la stagione passata, ma quest’anno nella Mls c’è andata Minnesota United che ha sborsato 100 milioni per la promozione. Che regola morale è questa? Io la metto sullo stesso piano di chi paga per vincere una partita. Per questo sono certo che la Fifa, che ha iniziato con Infantino un nuovo corso di trasparenza, interverrà per sistemare l’anomalia». L’anomalia si può sintetizzare con un caso limite: che cosa accadrebbe se Silva o Commisso (e probabilmente se lo potrebbero permettere) ingaggiassero nelle loro squadre Messi, Ronaldo o Neymar? «Non avrebbe senso, ma è un ottimo esempio. Se questi tre campioni accettassero di venire da noi a Miami, strapazzeremmo 10-0 qualunque squadra della Mls. Con il risultato di continuare a giocare in serie B o addirittura in C, perché i meriti sportivi qui valgono zero». Sì, è una guerra. Combattuta nei tribunali, senza pallottole e fucili, ma che potrebbe essere epocale. Silva vuole in fretta una risposta chiara da Losanna per conoscere il destino della sua franchigia e della Nasl (National American Soccer League), la Lega che per prima negli anni Settanta del secolo scorso mandò in orbita il pallone negli States grazie all’arrivo di Pelé, Chinaglia, Beckenbauer e molte altre stelle, e ora rischia di sparire. Ranking in calo Silva mantiene la calma ed è certo che la guerra andrà a finir bene e alla Nasl verrà confermata la Division 2. Sostiene, però, che se il soccer vuole crescere deve dargli retta: «Gli Stati Uniti per dedizione, ricchezza e qualità dovrebbero battersi alla pari con i top team del mondo. Ma senza competitività, non migliorerà. Perché negli Stati Uniti non si è mai trovato un fuoriclasse come Leo Messi? Perché il loro ranking Fifa negli ultimi anni è in calo (ora è numero 28, era 14° nel 2013 come nel 2009, ndr)? Il successo di un movimento nasce dal basso. Nessuno ha incentivi a investire sulle serie minori se non ha garanzie che in caso di vittoria sul campo avrà diritto a una promozione». Fonte: Gazzetta dello Sport

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Mentre il giovane attaccante del Borussia Dortmund Christian Pulisic continua a far vedere (in gol in Champions questa settimana) di essere più che pronto per essere il titolare dell'attacco USA in occasione dei prossimi, vitali, match di qualificazione ai Mondiali 2018, il CT Bruce Arena si è dichiarato fiducioso nella grande crescita di un'altro protagonista americano della Bundesliga. Si tratta di Fabian Johnson, laterale sinistro del Borussia Mönchengladbach, e della Nazionale USA dal 2012. Giocatore di gamba e molto pericoloso negli inserimenti in avanti, ha speso gran parte della sua carriera da centrocampista di sinistra, prima al TSG Hoffenheim e poi al Borussia. Ma è capace di giocare anche da terzino, ed è lì che Arena ha bisogno di lui. Johnson ha giocato da terzino destro ai Mondiali 2014, sostituendo poi DaMarcus Beasley sulla sinistra. L'ex CT Jurgen Klinsmann lo ha poi provato più avanti, riportandolo però in difesa nella Gold Cup 2015 e nella Copa América Centenario 2016, giocando poi sole due volte in mezzo negli ultimi due match in panchina del tedesco. In occasione di una recente conferenza via Facebook, Arena ha indicato proprio Johnson quale jolly per il suo centrocampo. “Gioca regolamente a sinistra al Mönchengladbach, e se possiamo dobbiamo farlo giocare lì. Uno dei nostri obiettivi per il 2017 è trovargli una posizione”. Il problema è che il CT potrebbe avere ancora bisogno di lui da terzino, con in vista i due fondamentali match contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marzo), in cui servono almeno 4 punti. “Vorrei avere già una risposta", in relazione a chi giocherà da terzino sinistro. "Le possibilità sono aperte. Da Fabian Johnson, che però vorrei a centrocampo, a Jorge Villafaña (Santos Laguna) e Greg Garza (Atlanta United), che bene hanno fatto nel ritiro invernale. C'è poi DaMarcus Beasley, apparso già in forma nel primo match di campionato con Houston. Sono quindi in quattro i candidati per quella maglia”, cui si aggiungono Tim Ream (Fulham), Matt Besler (Sporting KC) e Eric Lichaj (Nottingham Forest), anche loro menzionati da Arena, pur aventi caratteristiche diverse. E dopo Pulisic, un altro nazionale USA in gol in #Bundesliga ! @FabianJohnson23 @borussia_en | https://t.co/wRgQWL945d via @FOXDeportes— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 4, 2017 Arena al momento punta su un ampio pool da 40 giocatori, ma saranno 23/25 quelli che chiamerà in ritiro il prossimo 15 marzo, anche se fino al meeting del 20 potrebbero esserci cambiamenti sulla base della forma e delle prove in MLS in quel weekend. Proprio i giocatori della MLS sono quelli che Arena meglio conoscere, vista anche la sua lunga esperienza in lega, inclusi gli ultimi anni vincenti coi LA Galaxy. Ma i giocatori più in forma sono inevitabilmente quelli che militano in Europa e Messico (con cui però il CT è stato in contatto solo via telefono, vedendoli in TV), le cui stagioni sono in pieno svolgimento, mentre la MLS gioca questo weekend la seconda giornata. I quattro giorni di preparazione al match con l'Honduras saranno quindi vitali per valutare i ragazzi in arrivo da oltre oceano. "I giocatori che militano all'estero sono sicuramente più in forma. Lo si è potuto vedere anche dalla prima giornata MLS. Le squadre non sono ancora pronte, ed è mancato il gioco. Sono solo all'inizio. Ci vuol tempo. E' un po' come la Premier ad agosto, non è diverso. Sicuramente punteremo su chi gioca e si allena in maniera continua". Arena ha parlato anche del portiere Tim Howard, ancora in fase di recupero da un infortunio e conseguente operazione, e Clint Dempsey. “Penso che dobbiamo usa una certa cautela con Clint. Lo seguirò ancora questa settimana per vedere come sta fisicamente, come si muove, quanto ne ha... Vogliamo essere sicuri che sia pronto a tornare a giocare a livello internazionale. Ma sono sicuro che sarà dei nostri nel corso del 2017”. Per il ruolo di portiere, “penso che Nick Rimando sia avanti rispetto Bingham e Luis Robles, ed è la principale possibilità per i match di marzo", ha aggiunto Arena. Intanto il CT continua a preparare le sue scelte, e nel weekend andrà vedere lo Sporting KC che ospiterà FC Dallas, con tanti giovani promettenti in campo.

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