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I Galaxy e i meriti di Bruce Arena
Scritto il 2011-11-21 da Franco Spicciariello su MLS

Dopo tre tentativi finalmente i Los Angeles Galaxy ce l'hanno fatta. Il super club della MLS ha conquistato il primo trofeo dai tempi della MLS Cup vinta nel 2005, e per riuscirci hanno usato la solita tattica che ha funzionato lungo tutta la stagione: un gol e difesa arcigna. E mentre ovviamente tutte le luci sono puntate sul trio meraviglia composto da David Beckham, Robbie Keane e Landon Donovan, autore del gol vittoria, il vero merito di questo successo va probabilmente assegnato a Bruce Arena, anche quest'anno MLS Coach of the Year e indiscutibilmente il più grande allenatore americano di sempre , non per niente già eletto nella Hall of Fame USA nonostante sia ancora in attività.

A Los Angeles Arena, uomo di East Coast, è sbarcato nel 2008 per risistemare il disastro lasciato da Ruud Gullit. E in poco tempo l'ex giovane portiere scelto dai New York Cosmos (ma lui preferì il lacrosse) ha trasformato una squadra allo sbando in una cinica macchina organizzata per vincere.

Dal 2009 ad oggi LA ha messo insieme uno score di 49vittorie, 18 pari e 18 sconfitte, oltre ad aver raggiunto i quarti di finale di CONCACAF Champions’ League, in cui i Galaxy giocheranno a partire dal prossimo marzo.

Fino a domenica notte però le ultime due stagioni si erano chiuse con l'amaro in bocca, tra la finale di MLS Cup persa ai rigori contro il Real Salt Lake nel 2009 e il collasso casalingo in finale di Conference contro FC Dallas lo scorso anno. Ma battendo Houston Arena si è messo alle spalle quelle delusioni e ha potuto mettere in bacheca il suo ottavo titolo nazionale (5 NCAA con la University of Virginia, 3 MLS, di cui due con il DC United).

Certo si può pensare che Arena abbia il grande vantaggio del portafoglio dell'AEG, pronta a sovvenzionare i Designated Players del team, senza peraltro che la squadra giochi un gran bel calcio. E quando si vince qualche detrattore poi si trova sempre. Ma che siano solo i soldi ad importare, almeno in MLS, è smentito dai pessimi risultati dei NY Red Bulls - per ironia il team che lo ha licenziato nel 2007 per sostituirlo col fallimentare Juan Carlos Osorio.

Comunque di soldi il club ne ha avuti a volontà da spendere quest'anno, con un totale stipendi del team salito a $14 milioni a seguito dell'arrivo in estate dell'attaccante irlandese ex Inter Robbie Keane, ggiuntosi agli altri due DP beckham e Donovan. Ma l'altra forza di LA è stata la spina dorsale formata dal gruppo di giocatori americani assemblato da Arena, a partire dalla coppia centrale formata dal 2011 Defender of the Year Omar Gonzalez ed A.J. DeLaGarza, entrambi scelti dall'ex CT nel Draft 2008. A loro vanno aggiunti i solidi contributi di veterani quali Mike Magee - con Arena già a NY - e il generoso attaccante Chad Barrett, entrambi voluti da lui.

Arena infatti considera ancora una missione la crescita dei giocatori statunitensi, come dimostrato anche dall'undici messo in campo nella finale, dove accanto a Beckham, Keane e Juninho ono scesi in campo 8 giocatori americani (incluso Josh Saunders, che pur avendo giocato per Portorico è nato però in America).

Il prossimo anno LA cambierà molto. Beckham potrebbe andarsene in Francia, e il fato dei brasiliani il centrocampista Juninho, in prestito dal Sao Paulo, e il difensore Leonardo è ancora appeso.  Ma come ha già fatto in passato Arena riuscirà a mettere insieme un gruppo in grado di lottare ai massimi livelli. Finché ci sarà lui i tifosi di LA possono stare tranquilli.

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