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Indoor Soccer History - MISL 1984/86
Scritto il 2011-06-08 da Blackiesan74 su History

All’inizio della sua 7ª stagione, la MISL dava l’impressione di continuare a crescere. Tuttavia, iniziava a farsi strada qualche problema che alla lunga sarebbe diventato insormontabile: le squadre pagavano i giocatori ben oltre il loro valore reale; ad esempio Baltimore, che pure era detentrice del titolo e giocava in un’arena piena al 99% della propria capienza, era indebitata per milioni di dollari. Di base, la lega pagava come una delle 4 major senza avere nessuna delle garanzie che rendevano possibili certi stipendi, come ad esempio un contratto televisivo a copertura nazionale. Un segnale poteva essere colto dal fallimento (poco oltre la metà della stagione) dei mitici Cosmos, invitati a giocare nella MISL dopo il fallimento della NASL.

La stagione 1984/85
Comunque all’esterno nessuno si rese conto delle prime crepe che la MISL iniziava a mostrare, e anzi l’arrivo di ben 5 franchigie nuove (di cui 4 dalla defunta NASL) venne salutato come la dimostrazione della salute della Lega. Dallas ebbe l’onore di avere un expansion team: nacquero così i Dallas Sidekicks, e dalla NASL arrivarono i Chicago Sting e i San Diego Sockers (non nuovi all’esperienza nella MISL) più i Minnesota Strikers; l’ultima franchigia furono appunto i New York Cosmos, invitati anche per riempire il vuoto lasciato dall’improvvisa chiusura dei New York Arrows. Beninteso, che gli Arrows non sarebbero stati più competitivi lo immaginavano gli stessi tifosi, ma tra loro nessuno si sarebbe mai aspettato una chiusura così repentina: ai New York Arrows e alla loro epopea dedicheremo un articolo apposito prossimamente.

La MISL aveva vinto la battaglia della popolarità, e ciò produsse 2 risultati immediati: la fine della “Guerra dei salari” e, a livello sportivo, un’importante infusione di “sangue fresco”, cioè nuovi talenti che prima prestavano servizio nella NASL e ora erano a disposizione della MISL, rendendo così più appassionante il gioco. Sembrava che l’indoor soccer sarebbe stato il futuro del calcio negli USA, poiché la versione “outdoor” poteva contare unicamente su una United Soccer League seriamente indebolita e su una minuscola lega sulla costa del Pacifico chiamata Western Soccer Alliance.

Ma c’era un’altra novità: la lega spostò i suoi uffici da Bala Cynwyd (PA) a Chicago (IL). Il commissioner e fondatore Earl Foreman non poteva scegliere un momento migliore per ritirarsi se non lasciare la Lega al suo meglio, e consegnare la “patata bollente” a Francis L. Dale. Ma all’orizzonte si profilava una nuova sfida, con la nascita dell’AISA (American Indoor Soccer Association); ne sentiremo parlare spesso nei prossimi appuntamenti…

Venendo ai risultati del campo, non ci furono grandi rivoluzioni nella Eastern Division: i Blast continuarono a dominare incontrastati; piuttosto Pittsburgh si piazzò sorprendentemente al 6° posto. I St. Louis Steamers, traslocati a Est, compilarono un record in parità e questo produsse una delusione, perché gli Steamers entrarono ai play-off dal 1° turno e non dai quarti di finale, nonostante l’ottima stagione di Ricky Davis; Chicago ebbe tantissimo dal suo leader Karl-Heinz Granitza. Chi non potè assolvere fino alla fine il suo compito furono i New York Cosmos, che chiusero i battenti proprio nel bel mezzo della stagione, con un record attestato su 11W e 22L: ma d’altro canto era rimasto solo il portiere Dave Brcic come ricordo dei giorni gloriosi degli anni ’70…

Stessa sorte seguirono i Las Vegas Americans: traslocati lì da Memphis (nella Western Division), finirono la regular season con un ottimo record (30W – 18L), ma subito dopo la sconfitta nei quarti di finale da parte di Minnesota chiusero i battenti per problemi finanziari (e ancora oggi si vocifera che la sconfitta fosse più figlia di ragioni di opportunità che per reali questioni tecniche). A Ovest i San Diego Sockers recitarono da subito il ruolo di protagonisti, lasciando agli avversari le briciole, grazie ai gol e agli assist di Steve Zungul e Branko Segota, che finirono al 1° e 3° posto della classifica-cannonieri.

Altri giocatori di forte impatto furono Jan Goosens (Minnesota Strikers) e Fred Grgurev (Las Vegas). Ma la stagione ‘84/’85 è ricordata anche per il debutto di 2 giocatori storici dell’indoor soccer: la punta Tatu (Carlos Antonio Pecorai) e il portiere Victor Nogueira, che rimarranno leader storici e saranno presenti sui campi di gioco per tutto il resto del 20° secolo.

Nei play-off ci furono poche sorprese: nel turno “wild card” Kansas City batté St. Louis e Minnesota sconfisse Wichita; la vera sorpresa fu la sconfitta di Las Vegas contro Minnesota nei quarti ma, come già detto, c’è più di un sospetto che la sconfitta sia da attribuire a fattori extra-tecnici. Per il resto San Diego superò i Comets, Cleveland ebbe la meglio su Chicago e Baltimore sconfisse i Lazers. Anche le semifinali furono tutto sommato normali: entrambe le serie finirono a gara-5, ma in semifinale ci si aspetta delle serie combattute, e comunque ne uscirono le dominatrici degli ultimi anni: Baltimore Blast e San Diego Sockers.

La serie finale era al meglio delle 7 partite, e di sicuro sarebbe stato bellissimo vedere una gara-7 tra queste 2 squadre. Ma San Diego aveva deciso che il titolo doveva essere suo e Baltimore potè fare ben poco: con la serie sul 2-0 per i Sockers, i Blast ebbero un sussulto aggiudicandosi gara-3 e molti pensarono che la serie si potesse riaprire (come 2 anni prima). Ma stavolta quei Sockers erano davvero troppo forti e decisi, e ci misero solo altre 2 gare a vincere la serie e il titolo, il 2° titolo MISL (anche se per loro si trattava del 3° assoluto, contando quello NASL dell’anno prima). Allora non si poteva immaginare, ma San Diego avrebbe rastrellato titoli su titoli negli anni seguenti, prendendo il posto dei New York Arrows nell’immaginario dei tifosi. D’altro canto c’era un comune denominatore: si chiamava Steve Zungul.

1984/85 MISL Standings

G W L GF GA % GB
Eastern Division
Baltimore Blast 48 32 16 252 190 .681 --
Chicago Sting 48 28 20 261 223 .583 4
Cleveland Force 48 27 21 239 228 .553 5
Minnesota Strikers 48 24 24 224 226 .500 8
St. Louis Steamers 48 24 24 211 207 .500 8
Pittsburgh Spirit 48 19 29 217 256 .396 13
New York Cosmos 48 11 22 137 185 .333 13.5

Western Division
San Diego Sockers 48 37 11 302 201 .771 --
Las Vegas Americans 48 30 18 269 214 .625 7
Los Angeles Lazers 48 24 24 232 230 .500 13
Kansas City Comets 48 22 26 216 221 .458 15
Wichita Wings 48 21 26 202 233 .437 15.5
Tacoma Stars 48 17 31 207 263 .354 20
Dallas Sidekicks 48 12 36 194 286 .250 25

1984-85 MISL PlayOffs

Wild-Cards:
Kansas City batte St. Louis 2-0 (5-4(OT), 4-3(OT)).
Minnesota batte Wichita 2-1 (2-1, 3-8, 3-2(OT)).

Quarterfinals:
Cleveland batte Chicago 3-1 (5-4(OT), 4-8, 6-1, 5-4(OT)).
San Diego batte Kansas City 3-0 (4-3(OT), 11-7, 3-2).
Baltimore batte Los Angeles 3-0 (4-3, 12-3, 5-4).
Minnesota batte Las Vegas 3-1 (6-5, 4-6, 3-2, 4-1).

Semifinals:
San Diego batte Minnesota 3-2 (8-1, 6-5(OT), 5-8, 3-4(SO), 8-0).
Baltimore batte Cleveland 3-2 (6-5, 3-5, 4-3, 6-7, 7-4).

1984/85 MISL CHAMPIONSHIP:
San Diego batte Baltimore 4-1 (5-4, 7-3, 6-10, 14-2, 5-3).

Classifica cannonieri
GP G A TP
Steve Zungul, San Diego 48 68 68 136
Karl-Heinz Granitza, Chicago 47 64 53 117
Branko Segota, San Diego 46 66 40 106
Stan Stamenkovic, Baltimore 43 39 52 91
Tatu, Dallas 43 59 29 88
Dale Mitchell, Tacoma 48 55 32 87
Jean Willrich, San Diego 48 43 43 86
Fred Grgurev, Las Vegas 47 48 29 77
Craig Allen, Cleveland 42 45 30 75
Jan Goossens, Minnesota 48 49 24 73
Juli Veee, Las Vegas 39 50 21 71
Stan Terlecki, Pittsburgh 39 39 32 71
Erik Rasmussen, Wichita 46 55 11 66
Phil Kitson, Baltimore 43 39 27 66
Keith Furphy, Cleveland 48 40 22 62
Thompson Usiyan, Minnesota 47 36 26 62
Mike Stankovic, Baltimore 42 33 26 59
Rick Davis, St. Louis 40 27 31 56
Gerry Gray, Chicago 24 19 40 58
Stuart Lee, Los Angeles 48 42 15 57

Most Valuable Player: Steve Zungul, San Diego Sockers
Coach of the Year: Peter Wall, Los Angeles Lazers
MISL Scoring Champion: Steve Zungul, San Diego Sockers
MISL Pass Master (most Assists): Steve Zungul, San Diego Sockers
Defender of the Year: Kevin Crow, San Diego Sockers
Goalkeeper of the Year: Scott Manning, Baltimore Blast
Rookie of the Year: Ali Kazemaini, Cleveland Force
Championship Series Player of the Year: Steve Zungul, San Diego Sockers

La stagione 1985/86
Dopo la scomparsa di New York e Las Vegas dal panorama calcistico americano, 12 squadre si iscrissero alla MISL per la stagione seguente, l’8ª della sua storia. Quell’anno la lega vide un’altra infusione di talento poiché molti giocatori della defunta NASL cercarono un ingaggio nelle squadre MISL, anche in virtù della qualità del gioco. Il risultato fu che la stagione 1985/86 fu la migliore di sempre per quanto riguarda la qualità del gioco.

Di conseguenza anche le presenze all’arena aumentarono, raggiungendo una media di 8.696 spettatori a partita, andando a insidiare il record di 8.735 raggiunto nel 1981/82, che però non poteva contare sulla stessa qualità di gioco; Cleveland stabilì il suo record con 20.176 persone presenti all’ultima partita in casa, che vide i Force vincere il titolo della Eastern division dopo un estenuante duello con i Minnesota Strikers. Quell’anno la lega inaugurò anche un contratto con la ESPN per trasmettere 15 gare di regular season più tutti i play-off. Con poca (o nessuna) competizione da parte del calcio outdoor, e con la Nazionale in completo marasma, la MISL era la principale attrazione calcistica nel paese.

Sul campo, come abbiamo detto, a Est fu lotta serrata: non solo tra Cleveland e Minnesota, ma tra queste 2, Dallas e Baltimore. Ognuna finì dietro all’altra per 1 sola partita persa in più; potrebbe sembrare che il record in parità dei Blast sia da rigettare, viste le 3 Finali consecutive degli ultimi anni, ma in assoluto la Eastern Division stava esprimendo il più alto valore della Lega nella sua interezza.

Non così nella Western Division, dove dominava San Diego e Wichita (seconda in classifica) era a 9 partite di distanza. Le altre qualificate ai play-off (Tacoma e St. Louis) avevano entrambe un record perdente.

La stella che brillò di più fu ancora quella di Steve Zungul, seguito da Erik Rasmussen e Branko Segota. Ma quell’anno fece il suo debutto sui campi degli USA anche un personaggio importantissimo per la scena calcistica americana, che gli appassionati della MLS conoscono bene: l’ex-allenatore dei CD Chivas USA Predrag Radosavljevic, per tutti Preki.

I play-off confermarono l’assoluto equilibrio che regnava ad Est: nei quarti di Finale Cleveland superò Baltimore in 5 gare tiratissime (e per Baltimore fu uno shock vedersi eliminata al 1° turno dopo 3 Finali consecutive); Minnesota si liberò di Dallas in 4 gare. A Ovest ci fu più equilibrio che durante la stagione regolare: sia Tacoma contro Wichita sia San Diego contro St. Louis arrivarono a gara-4 per aggiudicarsi il passaggio del turno. Nelle semifinali, Minnesota ebbe la meglio su Cleveland in 4 gare, e lo stesso fece San Diego per avere ragione di Tacoma.

La serie finale fu un vero e proprio romanzo d’appendice: i Sockers vinsero nettamente gara-1 (per 7-2), ma vennero umiliati da Minnesota sia in gara-2 (6-1) che in gara-3 (7-2); anche gara-4 fu appannaggio degli Strikers per 4-3, e a quel punto l’inerzia della serie era tutta dalla parte di Minnesota: sul 3-1 sarebbe bastato vincere una qualunque delle prossime 3 partite e gli Strikers avrebbero vinto un titolo storico, levandolo ai tremendi San Diego Sockers!

Ma i Sockers non a caso erano un mito: decisero che se dovevano perdere il titolo avrebbero venduto cara la pelle e il 4° punto gli Strikers avrebbero dovuto sudarlo; così vinsero le rimanenti 3 partite (con punteggi non larghissimi ma di tutta sicurezza) e fecero loro il titolo più combattuto dell’intera storia della MISL e forse dell’intera storia dell’indoor soccer USA. Era il 4° titolo, avevano eguagliato i New York Arrows.

1985-86 MISL Standings

G W L GF GA % GB
Eastern Division
Cleveland Force 48 27 21 252 212 .563 --
Minnesota Strikers 48 26 22 232 242 .542 1
Dallas Sidekicks 48 25 23 220 231 .521 2
Baltimore Blast 48 24 24 211 201 .500 3
Chicago Sting 48 23 25 196 196 .479 4
Pittsburgh Spirit 48 23 25 221 237 .479 4

Western Division
San Diego Sockers 48 36 12 308 195 .750 --
Wichita Wings 48 27 21 258 226 .563 9
Tacoma Stars 48 23 25 208 232 .479 13
St. Louis Steamers 48 23 25 223 233 .479 13
Kansas City Comets 48 18 30 217 268 .375 18
Los Angeles Lazers 48 13 35 197 270 .271 23

MISL PlayOffs
Quarterfinals:
Cleveland batte Baltimore 3-2 (7-2, 3-8, 6-8, 4-3(OT), 5-1).
Minnesota batte Dallas 3-1 (5-3, 7-2, 1-4, 7-4).
San Diego batte St. Louis 3-1 (7-6(OT), 5-3, 7-8, 10-4).
Tacoma batte Wichita 3-1 (5-6, 5-4, 5-4(OT), 3-2)

Semifinals:
Minnesota batte Cleveland 3-1 (2-5, 6-2, 5-4(OT), 7-3).
San Diego batte Tacoma 3-1 (10-4, 7-2, 3-4, 8-5).

CHAMPIONSHIP:
San Diego batte Minnesota 4-3 (7-2, 1-6, 2-7, 3-4, 7-4, 6-3, 5-3).

Classifica cannonieri:
GP G A TP
Steve Zungul, San Diego 46 55 60 115
Erik Rasmussen, Wichita 47 67 41 108
Branko Segota, San Diego 45 60 46 106
Tatu, Dallas 44 49 32 81
Craig Allen, Cleveland 43 50 31 81
Stan Stamenkovic, Baltimore 45 37 44 81
Karl-Heinz Granitza, Chicago 43 28 47 75
Chico Borja, Wichita 37 33 41 74
Preki, Tacoma 48 41 30 71
Hugo Perez, San Diego 41 41 25 66
Kim Roentved, Wichita 47 28 38 64
Dale Mitchell, Kansas City 48 37 26 63
Keith Furphy, Tacoma 47 33 27 61
Drago Dumbovic, Chicago 47 47 14 61
Thompson Usiyan, Minnesota 40 30 30 60
Ali Kazemaini, Cleveland 47 38 21 59
Poli Garcia, Los Angeles 44 36 21 57
Jean Wilrich, San Diego 45 27 30 57

Most Valuable Player: Steve Zungul, San Diego Sockers
Coach of the Year: Gordon Jago, Dallas Sidekicks
MISL Scoring Champion: Steve Zungul, San Diego Sockers
MISL Pass Master (most Assists): Steve Zungul, San Diego Sockers
Defender of the Year: Kim Roentved, Wichita Wings
Goalkeeper of the Year: Keith Van Eron, Baltimore Blast
Rookie of the Year: David Boncek, Kansas City Comets
Championship Series Player of the Year: Brian Quinn, San Diego Sockers

Parlando di New York, la MISL annunciò il suo ritorno nella Grande Mela con la creazione di un expansion team, i New York Express. L’impatto non sarà minimamente significante.

(8 – continua)

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

Calcio - Socceritalia

Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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