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Gold Cup, flop USA in finale col Messico
Scritto il 2011-06-26 da Franco Spicciariello su MLS

Suicidio USA: dopo esser passati in vantaggio per 2-0 gli Stati Uniti si lasciano recuperare e poi sorpassare per 4-2 dal Messico che conquista il 14° titolo della sua storia

Rose Bowl di Pasadena California  USA, è il 25 giugno 2011, finale di Gold Cup tra Stati Uniti e Messico. La temperatura  è molto calda, cosi come quella sugli spalti con 93.420 spettatori, pronti a far sentire il proprio incitamento ad una e l’altra nazionale.

Messico senza i 5 fermati per (sospetto) doping, con davanti il trio d'attacco formato da Chicharito Hernandez e Aldo De Nigris con Guardado e Barrera, tornato quello dei Mondiali 2010, di supporto. Negli USA Bradley schiera un team senza un attaccante di ruolo (Agudelo in panca, Altidore ancora infortunato). Dentro infatti Freddy Adu - reduce da un'ottima semifinale - con Dempsey e Donovan, con a centrocampo Bedoya sulla fascia e il duo Jermaine Jones e Bradley a far muro e ripartire.

Pronti via il Messico tenta di giocare alla sudamericana, manovra fluida e giro palla veloce  a servire i terminali offensivi posti nella trequarti statunitense. Discorso diverso per gli USA che praticano un gioco più europeo, molto vecchio stile, con chiusura  di tutti gli undici nella propria metà campo dietro la linea della palla, esercitando una  pressione asfissiante nel tentativo di rubar palla e ripartire in velocità.

Dopo 5 minuti di alta intensità messicana, gli USA vengono fuori dal proprio guscio ed alla prima vera occasione passano in vantaggio,. All’8’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo il tempestivo e veloce Michael Bradley, riesce ad inserirsi senza problemi e con un ottimo colpo di testa va a spedire la sfera alle spalle di un non irresistibile e mal posizionato  Talavera, firmando cosi il momentaneo 1-0.

Tre minuti dopo accade però un fatto che ins eguito si dimostrerà decisivo. All'11' infatti si infortuna il terzino destro Steve Cherundolo. Il CT Bradley decide di sostituirlo con il suo pupillo dei tempi del Chivas USA, Jonathan Bornstein ce va a mettersi a sinistra, con Lichaj spostato a destra. Mossa sulla carta sensata, se non fosse che da mesi Bornstein praticamente non ha mai giocato, essendo panchinaro fisso coi messicani del Tigres. Per non considerare poi le pessime prove del passato a livello internazionale. ma tant'è...

Dopo la rete di vantaggio gli USA conquistano maggior fiducia nei propri mezzi, ed al 23’ Landon Donovan su assist di Clint Dempsey firma il 2-0.

Sugli spalti esplode la gioia dei tifoso americani - in netta minoranza - cosi come in campo, dove tutti già credono che la Gold Cup stia per tornare nuovamente nella bacheca della sede della federazione calcistica americana. Ma preso dall’entusiasmo il team a stelle e strisce comincia a compiere degli errori, soprattutto in difesa, che si rivelano fatali.

E' l'ala del retrocesso West Ham Barrera al 29’  a prendere d’infilata la retroguardia USA, mal posizionata e con un Bornstein imbarazzante, permettendo cosi  al Messico di portarsi sul 2-1.

Con la rete siglata la nazionale ospite ritrova il morale dei primi minuti ed al 36’ Guardado - complice una carica in tackle in scivolata su Howard, fallo netto - firma il pari .

Sul risultato di 2-2 la prima frazione di gioco passa agli archivi, ma nella ripresa è ancora il Messico, che parte bene ed al 50’ Barrera firma la doppietta di giornata per il momentaneo 3-2 in favore del Messico, con una sassata destra quasi al limite dell’area, dove Howard non può nulla. lui no, ma la retroguardia USA qualcosa avrebbe potuto fare se posizionata  in modo migliore .

Cosi dopo aver dilapidato il vantaggio di ben due reti, gli USA tentano una reazione, arrivando al tiro qualche minuto più tardi con Dempsey,  ma non essendo in giornata di grazia il suo sinistro va ad infrangersi in pieno sulla traversa della porta messicana, che può cosi tirare un sospiro di sollievo. Non è finita però, perché gli USA potrebbero pareggiare con Bradley, il quale qualche minuto più tardi nota Talavera fuori dai pali e lascia partire un’autentica bordata destra, ma la sfera vola di poco al lato.

Dopo diversi occasioni sprecate i messicani  chiudono definitivamente i giochi al 76’ con Giovani Dos Santos che, complice una maldestra uscita di Howard ed una pessima chiusura i Lichaj che sbaglia il tempo d'intervento, infila il 4-2 con un bel pallonetto e dà il via ai festeggiamenti sugli spalti.

Cosi mentre il sole comincia a tramontare sula California, il Messico alza al cielo la sua 14° Gold Cup. Chiaro che in casa USA ora è giunto il momento della riflessione e del dover fare i conti col fatto che negli ultimi 3 anni la Nazionale statunitense ha perso (male) ben due finali di Gold Cup, una finale di Confederation Cup praticamente regalata al Brasile, ed è stata eliminata ai mondiali agli ottavi di finale dei Mondiali e per la seconda volta consecutiva dal Ghana.

Gli USA sono quindi attesi da un lavoro notevole, sia da parte della Federazione che dello stesso Bradley, che qualcosa nel roster in vista delle qualificazioni mondiali dovrà per forza di cosa cambiare e migliorare. Sempre che sia ancora al suo posto, cosa che la maggioranza dei tifosi spera non avvenga.

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Finale Gold Cup 2011 - Rose Bowl, Pasadena (CA)
USA vs. Messico 2-4

Marcatori:
USA - Bradley 8’
USA - Donovan 23’
MES - Barrera 29’
MES - Guardado 36’
MES - Barrera 50’
MES - Dos Santos 76’

USA: Howard, Cherundolo (Bornstein 11'), Bocanegra, Goodson, Lichaj, ,  Dempsey, Jones, Bradley, Bedoya (Agudelo 63'), Donovan, Adu (Kljestan 86')
CT: Bob Bradley

Messico: Talavera, Marquez (Reynoso 43'), Salcido (Torres 28'), Moreno, Guardado, Torrado, Castro, Barrera (Zavala 75), Juarez, Dos Santos, Hernandez
CT: De La Torre

Arbitro: Aguilar ( El Salvador)
Guardalinee: Vergara (Canada), Torres (El Salvador)
Quarto uomo: Lopez (Guatemala)

Ammoniti: Donovan 33’(USA), Torres 81’ (MEX), Dempsey 87’ (USA), Jones 90’ (USA)

Spettatori: 93.420

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