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Gold Cup 2011 Preview
Scritto il 2011-06-05 da Davide Piteo su Nazionale USA

Ci siamo, ancora poche ore di attesa e  la Gold Cup tornerà nuovamente in scena.

Infatti dal 5 al 25 giugno sotto negli stadi degli Stati Uniti s terà l'undicesima edizione della Copa de Oro.

Sicuramente i meno esperti di calcio d’oltre oceano si chiederanno cosa sia tale manifestazione, decisamente poco conosciuta dalle nostre parti, la spiegazione è presto data.

La Gold Cup altro non è che l’equivalente dei nostri europei, Coppa d’Asia o Copa America, erroneamente chiamata in tal modo, essendo una competizione rivolta ed organizzata al continente sud-americano. Dunque la Gold Cup non è la manifestazione parallela della sorella Coppa America, ma essa è rivolta agli stati che vanno dal Nord al centro del continente americano, comprendendo anche le isole caraibiche.

Fino al 1963 vi erano due competizioni separate, il Campionato CCCF e il Campionato NAFC, dato che il Nordamerica aveva due confederazioni distinte, la CCCF (la cui giurisdizione comprendeva il Centro America e la maggior parte dei Caraibi) e la NAFC (Stati Uniti, Messico, Canada e Cuba). Nel 1961, con la fusione della CCCF e della NAFC, sorse la CONCACAF. Nel 1963 si disputò per la prima volta un torneo continentale denominato Campionato CONCACAF, e la manifestazione continuò sino al 1971. Dal 1973 al 1989 il torneo era valido come qualificazione ai mondiali di calcio, dal1990 il torneo tra Nazionali della CONCACAF cambiò denominazione in CONCACAF Gold Cup,  e l'anno seguente ripartì.

Tra tutte i paesi partecipanti,  il Messico è la Nazionale con il maggior numero di vittorie, con un totale di ben 13, di cui 8 prima della riforma e ben 5 dopo la riforma, a ruota seguono gli USA con un totale di 8 vittorie, 4 prima della riforma e 4 dopo. Alle spalle delle due corazzate del nord e centro America, spicca il Costa Rica  con 3 vittorie nel periodo pre-riforma, il Canada con ben 3 vittorie, di cui due prima della riforma ed una nella nuova formula. Ci sono anche Honduras, Guatemala ed Haiti con un successo a testa negli anni pre-riforma.

Dunque a dispetto di quanto si possa pensare, la Gold Cup, pur se snobbata nel vecchio continente, è una manifestazione decisamente spettacolare ed imprevedibile, che offre un calcio decisamente meno schematizzato, e molto più agonistico , qualità ereditate dai cugini britannici e spagnoli, ciò fa si che ogni gara non sia mai chiusa. Ci sono formazioni più tecniche come Messico, Costarica e Honduras, che negli anni hanno assorbito l’influenza dei paesi del sud, nazionali più tattiche come gli USA, che giocano sempre più in modo europeo anche a causa dei numerosi giocatori americani presenti in Europa. Infine, ci sono formazioni come il Canada o dei paesi caraibici, che fanno soprattutto della forza fisica e della corsa le loro armi migliori. Ciò fa si che ogni gara assuma quindi un tono agonistico abbastanza acceso.

Come in ogni manifestazione che si rispetti ai nastri di partenza c’è sempre una favorita, cosa che anche quest’anno non manca, infatti la candidata alla conquista del titolo è il Messico campione in carica, che nel 2009 liquidò in finale con un pesante 5-0 gli USA. Ma a vantaggio dei messicani ci fu la stanchezza che avevano i ragazzi di Bob Bradley, reduci  dalla Confederations Cup, che vide gli USA giungere in finale contro il Brasile, e con molte seconde linee in campo.

Ovviamente questa ormai è storia vecchia, e tra qualche giorno sotto il cielo americano verrà scritta  una nuova pagina della storia della Gold Cup. Il Messico come altre formazioni  avrà in campo avrà il maggior numero di giocatori militanti in Europa, infatti ben 5 dei suoi nazionali giocano in Inghilterra, 2 in Olanda, 1 in Spagna ed 1 in Scozia,e 9 in Messico. Su tutti ovviamente spicca il nome di Javier "Chicharito" Hernandez, attaccante del Manchester United, fresco vincitore della Premier League. Nella sua prima stagione inglese, Hernandez non solo ha mostrato le sue grandi qualità, ma è diventato uno degli uomini fondamentali nello scacchiere di Sir Alex Ferguson, che ha schierato in 25 occasioni il talento messicano da titolare, venendo ripagato con un bottino di 13 reti. Ovviamente il Messico non è solo Hernandez, perché al suo pari spicca anche il nome di Giovani Dos Santos, ex gioiellino del Barcellona e che fino ad oggi ha già girovagato per  il vecchio continente, tra : Barcellona A e B, Tottenham, Ipswich, Galatasary  ed in fine Racing  Santander. Da molti esperti era considerato con un futuro “fenomeno” cosa che fino ad oggi non ha ancora dimostrato, ma senza dubbio Dos Santos resta un grandissimo alento,ed è nell’edizione del 2009 fu anche eletto MVP. Ovviamente non vanno dimenticati i vari Carlos Vela,Carlos Salcido, ed il capitano Rafa Marquez (NY Red Bulls) con un grande passato tra Monaco e Barcellona e tanti trofei messi in bacheca su cui spiccano la conquista di ben due Champions League,una Supercoppa europea, ed un campionato del mondo  per club. Tutto ciò dunque fa del Messico la candidata numero no alla vittoria del titolo

Ovviamente però il calcio insegna che non sempre le favorite vincono, perché non vanno sottovalutate formazioni come USA (cui verrà dedicato un spazio apposito successivamente, Ndr), Canada, Giamaica, Costarica e Honduras, tutte Nazionali in grado di poter vincere. Infatti anche la Nazionale costaricana può vantare una nutrita rappresentanza di giocatori militanti in Europa, infatti ben 9 sono gli “europei”  fra i quali spicca la coppia d'attacco formata dal centravanti del RSL Alvaro Saborio e dalla punta del Twente Bryan Ruiz.

Anche il Canada potrebbe dire la sua a sorpresa. Infatti il team nordamericano può vantare ben 3 vittorie, due prima della riforma ed una dopo la riforma, e un roster con ben 17 sono i giocatori militanti in Europa, i cui 3 in Inghilterra, 6 in Germania, due in Turchia, ed altri 6 sparsi tra Portogallo, Croazia, Danimarca, Romania, Norvegia ed Olanda, più  Hainault, Johnson e Dwayne DeRosario in MLS (con Huston Dynamo, Real Salt Lake e NY).

Competitiva anche la Nazionale dell’Honduras, che la scorsa estate prese parte ai mondiali sud-africani, conquistando anche il titolo di campione del Nord e centro America nell’ormai lontano 198. Anche l’Honduras al pari di Canada, Messico, Costarica e USA, può vantare su di una discreta affluenza di giocatori militanti in Europa, infatti ben 8 sono i giocatori “europei”, di cui 5 provenienti dalla Gran Bretagna, 3 dall’Inghilterra (il duo del Wigan formato dai difensori Maynor Figueroa e Hendry Thomas, e Wilson Palacios del Tottenham) e uno dalla Scozia. A tale lista vanno aggiunti altri 3 giocatori provenienti dalla Cina, 1 dal Messico, il portiere del Wisla Cracovia Izaguirre e  Roger Espinoza dal Kansas militante in MLS, e ben 12 dal campionato honduregno.

Da seguire la Giamaica, che nel 93 riuscì ad arrivare terza, che non va sottovalutata perché in possesso di un discreto  roster. Infatti ben 13 giocatori provengo dall’Europa, di cui 7 dall’Inghilterra , 4 dalla Norvegia, e due dall’Ungheria. A tale lista vanno aggiunti il portiere dei Galaxy Donovan Ricketts e  Dane Richards (New York Red Bulls), oltre al'attaccante Nicholas Addlery dei Puerto Rico Islanders. Squadra abbastanza esperta che farà leva anche sulle noteoli qualità fisiche dei suoi giocatori. Non abbastanza, ma in ogni caso sarà un gran brutto cliente da dover affrontare.

Grosso modo lo stesso discorso va fatto anche per la Nazionale di Panama, che potrà contare su ben 3 giocatori provenienti dall’Europa, di cui ben due dal Portogallo ed 1 dalla Polonia, ben 3 dal centro-America  di cui due dal Messico, ed 1 dall’Honduras , ben 5 dal Sudamerica, di cui 3 dalla Colombia, ed altri due provenienti rispettivamente dal Brasile e Venezuela, a cui si aggiunge Piggott proveniente dal campionato costaricano.

Decisamente meno competitiva è la Nazionale di El Salvador, che farà affidamento su tutti giocatori del locale campionato, tranne per Umazor proveniente dai Chicago Fire. Stesso discorso per le Nazionali di Grenada, che nel suo palmares può vantare due secondi posti nella  Caribbean Cup ( Manifestazione rivolta alle sole nazionali caraibiche), oltre tutto priva di Shalrie Joseph, rimasto col New England Revolution, e con punti di forza i soli Jason Roberts (Blackburn Rovers) e Lyndon Antoine, centrocampista del Slough Town  militante nel campionato di quarta divisione. Stesso discorso anche per Guadalupe, e Cuba - presente con una nazionale autarchica che rinuncia al centrocampista  Osvaldo Alonso (Seattle Sounders) e all'attaccante Mykel Galindo (Dallas) perché fuoriusciti.

Tirando le somme possiamo dire, che ad eccezione di alcune nazionali caraibiche - come Guadalupe, Cuba ed EL Salvador - il resto delle formazioni è decisamente competitivo e sicuramente renderanno avvincente e combattuta anche l’undicesima edizione della Gold Cup.

Per chi vuol vedere la Gold Cup dall'Italia purtroppo niente TV, ma basterà registrarsi sul sito della CONCACAF per poter assistere a tutte le partite in buona qualità gratuitamente. Certo si perderà un po' di sonno visto che nessuna mpartita inizierà prima di mezzanotte.

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). 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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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