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Cosmos e MLS: il “rischio” Nike/Umbro
Scritto il 2011-02-02 da Franco Spicciariello su Soccer Business

Dopo tanto rumore il rischio è il nulla. E' quello che ha fatto capire il commissioner della MLS Don Garber in una conferenza stampa telefonica organizzata ieri per annunciare che l'MLS All-Star game sarà giocato alla Red Bull Arena di Harrison, N.J., il prossimo 27 luglio, dichiarando che un secondo team a New York rimane una priorità, ma non è detto che siano i Cosmos.

Come noto, recentemente un gruppo guidato dall'immobiliarista Paul Kemsley (ex vicepresidente del Tottenham Hotspur) e dall'ex agente di David Beckham, Terry Byrne, ha comprato il marchio dell'ex storico club della NASL assumendo come Direttore Tecnico Eric Cantona e come suo vice la stella dei Galaxy Cobi Jones.

Stiamo discutendo coi Cosmos, ma anche con altri investitori. Abbiamo grande rispetto e ammirazione per coloro che hanno rilanciato in questo modo un brand così storico. Certo però dobbiamo assiscurarci che ogni gruppo che punta ad entrare nella MLS abbia le giuste capacità finanziarie, una visione di lungo termine e la possibilità di riuscire a costruire uno stadio".

In passato la MLS aveva negoziato l'ingresso di un secondo team di NY con la famiglia Wilpon, proprietara dei NY Mets (MLB). Ma recentemente la stessa è stata coinvolta nello scandalo del finanziere Madoff e addirittura è stata costretta a mettere in vendita una quota dei Mets.

Ma c'è un altro punto che probabilmente bloccherà l'ingresso dei Cosmos, a meno che certe condizioni di base non cambino, e al di là della necessità di un nuovo soggetto finanziario che supporti il club per la costruzione dello stadio. La scorsa estate infatti la MLS ha rinnovato l'acccordo quadro che vede l'Adidas quale sponsor tecnico unico della lega sino al 2018 al prezzo di circa $200 milioni, battendo altri marchi quali la Nike.

Ed è questo forse il problema più serio per i Cosmos. Per comprendere la questione però è necessario tornare indietro al 2009, quando il progetto di expansion a Miami guidato dal Barcellona e dall'imprenditore boliviano delle telecomunicazioni Marcelo Claure non andò in porto.

Al momento in cui il progetto saltò furono molte le giustificazioni: la crisi economica, Beckham che volava in prestito al Milan, lo scarso entusiasmo dei tifosi, ecc. Ma il problema vero - come ha recentemente rivelato Soccer America - è stato... la Nike.

L'allora presidente del Barça Joan Laporta, Claure e la MLS avevano infatti trovato un accordo su tutto (marchio, stadio, maglie), ma un "piccolo" problema ha inceppato il meccanismo. Come noto infatti il Barcellona è il team di punta della Nike, e non aveva alcuna intenzione di rinuciare al suo marchio sulla maglio. Una scelta che l'Adidas non poteva accettare, e Miami è quindi rimasta nel ricordo del Miami Fusion, il team MLS chiuso nel 2001.

Ed è appunto questo il rischio maggiore per i Cosmos, che lo scorso settembre hanno chiuso un accordo con la Umbro - società controllata dalla Nike e già sponsor dei NYC negli anni '70 - che ha riprodotto la storica maglia bianca a bordi gialloverdi, che già vende moltissimo nostante ancora non esista nemmeno una squadra! Una scelta quella dei Cosmos ottima dal punto di vista del marketing, ma che se non passibile di cambiamento impedirà qualsiasi possibilità di rivedere la ex squadra di Pelé (presidente onorario dei nuovi Cosmos), Franz Beckenbauer e Giorgio Chinaglia (nominato ambasciatore del team) di nuovo in campo a deliziare i tifosi di NY. Perché questo potrà avvenire solo con la maglia a tre strisce sulle maniche.

Aggiornamento: Il giornalista di Sports Illustrated Grant Wahl fa sapere via Twitter che nel contratto fra Cosmos e Umbro è prevista una clausola specifica in caso d'ingresso del team nella MLS, che consnetire a a NY di vesti Adidas senza penali.

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