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Ecco l'I-League: ma all’America serve?
Scritto il 2010-07-22 da Franco Spicciariello su NASL USL NCAA

La I-League sarà una lega indoor di respiro nazionale con un modello economico funzionante. La lega, che prenderà il via nel 2011, offrirà un campionato di indoor soccer organizzato su base regionale. il lancio della I-League è la fase iniziale dello sforzo della USL mirato a costruire la piramide del calcio indoor”.

Queste le parole della USL, a capo della nuova lega calcistica indoor americana, di cui già sappiamo faranno parte i Rochester Lancers, vecchio nome che riporta agli anni della NASL, e da dove il futsa manca dal 1997, quando comunque non aveva grande successo.

Il panorama del calcio indoor americano è estremmanet epeculiare rispetto a quello degli altri paesi. Nel libro del 2001 Soccer and American Exceptionalism, Markovits e Hellerman hanno messo in rilievo come "negli USA questa versione del calcio mini la cultura - in certo senso ancora precaria - del calcio vero e proprio, e oltretutto è una minaccia competititva allo stesso". Forse era così negli anni '80, ma oggi le cose sono cambiate: pochi teams e pochi fans a seguirli.

Certo ci sono ancora casi di successo nella Major Indoor Soccer League (MISL), come i  Milwaukee Wave - team esistente dal 1984 -, i Baltimore Blast (1992) e i Philadelphia Kixx (1995), wma ormai da molti anni il calo del pubblico è inesorabile, come ha scritto tempo in un'approfonditaanalisi il giornalista KennTomasch:

Adoro da 30 anni il soccer indoor, ma è difficile ignorare il triste scenario attuale di questo sport. [Nel 2010] la media spettari è stata di 3.700 fans a partita. Senza considerare la stagione 2009 della Xtreme Soccer League (3.435 spettatori a partita per i suoi soli 4 team) nessuna lega indoor ha superato la media di 4.000 sin dai tempi della NPSL, nel 1991-92.

La MISL ha chiuso la stagione 2009-10 a quota 3.934. La media spettaotri è all'incirca la metà di quella degli anni d'oro, a fine anni '80, in cui superava l'allora inesistente calcio. E la stessa USL, che ebbe poi successo outdoor iniziò indoor nel nel sudovest degli USA nel 1986.

Certo il soccer indoor può reggere anche con numeri così, a condizione di tenere sotto controllo i costi e fare un buon lavoro di marketing e con gli sponsor. La domanda invece che ci si pone nel sentire parlare la USL di  "modello economico funzionante" e che cosa voglia dire? Basta come risposta il concetto di “regionalized divisions”?

E' vero che nella MISL i costi di viaggio dei cinque team cono notevoli, vist le distanze. tra Baltimore nel nordest e Monterrey in Messico. Quindi effettivamente l'approccio della USL è giusto. Ma non si capisce la necessità di un'altra lega, che invece di aiutare la crescita di questo sport - che molti italiani hanno imparato ad apprezzare negli anni in cui veniva trasmesso in televisone da Telemontecarlo - rischia di minarne definitivamente le fragili fondamenta messe su dall'ultima versione della MISL.

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