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Prima della MLS: Minnesota
Scritto il 2009-05-10 da Dario Torrente su History

Forse pochi sanno che lo stato del Minnesota ai tempi della NASL e della prima MISL è stata una delle aree più ricettive per il soccer, tanto da avere medie spettatori che farebbero oggi invidia a qualsiasi squadra dell'attuale MLS e questo senza essere i New York Cosmos o altre compagini di grido dell'epoca, e purtroppo, come tante squadre del passato pur rimaste nella storia, senza mai vincere un trofeo, ma non per questo finite nel dimenticatoio.

Tutto comincia nel Novembre del 1975, quando un gruppo di dieci investitori acquista i derelitti Denver Dynamos e cambia nome e location alla franchigia. Il nome Minnesota Kicks viene deciso da un concorso. La squadra si accasa al Metropolitan Stadium di Bloomington, casa della franchigia MLB Minnesota Twins e dei Minnesota Vikings militanti nella prestigiosa NFL. La panchina è affidata all'inglese Freddy Goodwin, ricordato per aver introdotto lo yoga, i test psicologici ed alcune nuove tecniche di allenamento durante i suoi anni sulla panchina del Birmingham City e già  noto negli Usa per aver allenato durante i loro due anni di vita i New York Generals dal 1967 al 1968, anno del loro fallimento. Un altro dato non trascurabile è che i Kicks sono tra le poche squadre ad avere un contratto televisivo, e la rete che sceglie di trasmettere le loro gesta è la KSTP-TV. La comunità  locale si lascia presto contagiare dalla soccer fever, e grazie a questo supporto i Kicks possono vantare la seconda migliore affluenza della lega con 23121 spettatori, ripagati col primo posto nella Western Division grazie a quindici vittorie e nove sconfitte, avanzando così verso i play-off dove si sbarazza prima dei Seattle Sounders con un rotondo 3-0, e in semifinale dei San Jose Earthquakes per 3-1 accedendo incredibilmente al soccer bowl che viene disputato a Seattle, e che vede però i Toronto Metros-Croatia di Eusebio prevalere per 3 reti a 0 con il primo goal segnato proprio dal portoghese già  stella del Benfica. L'inglese Alan Willey grazie ai suoi 16 centri e 7 assist è quinto in classifica marcatori, bene anche Ron Futcher con 14 marcature e 6 assist. Quell'anno i Kicks disputano anche un'amichevole contro gli scozzesi del Glasgow Rangers terminata 2-2. Altri giocatori importanti nella squadra erano il sudafricano Ace Ntsolengoe , fondamentale per il centrocampo dei Kicks, già  di Miami Toros e Denver Dynamos, che negli anni dopo vestirà  la casacca dei Toronto Blizzard, il portiere Geoff Barnett, e l'attaccante americano Mike Flater, tra i pochi autoctoni in un club a netta prevalenza britannica, come d'altronde era comune al tempo in quasi tutti i team della NASL.

Nel 1977, con gli arrivi del centrocampista Michael Alfred Bailey prelevato dagli inglesi del Wolverhampton Wanderers, del centravanti anche lui inglese Stan Cummings, al tempo appena maggiorenne, e anche dell'americano Tim Twellman (papà  di Taylor dei New England Revolution della MLS) in arrivo dalla Southern Illinois University of Edwarsville, i Kicks sembrano ripetersi conquistando ancora la vetta del loro girone grazie a sedici vittorie e dieci sconfitte e sospinti da un pubblico che quell'anno toccherà  i 32775 spettatori, secondi solo ai Cosmos, il loro massimo storico.
La ragione per cui negli anni a venire il pubblico diminuirà  costantemente è perchè la polizia a cavallo in seguito cominciò a dare un forte giro di vite alle immense grigliate che si tenevano nei parcheggi esterni del Metropolitan Stadium e che avevano reso famosi i tifosi dei Kicks in tutta l'america calcistica.

I play-off però non vanno bene come l'annata precedente, in quanto saranno i Seattle Sounders ad avere ragione dei Kicks in una duplice sfida terminata 2-1 ai supplementari e 1-0 per la squadra dello stato di Washington. Con 14 reti ed 1 assist Alan Willey compare ancora nei piani alti della classifica cannonieri, bene anche Ron Futcher, a segno 11 volte e con 4 assist. Il centrocampista Alan West è nella formazione All Stars. Con l'espansione della lega a 24 squadre del 1978 i Kicks finiscono nella Central Division dove terminano ancora una volta al primo posto con diciassette vittorie e tredici sconfitte, saltando così il primo round dei play-off e accedendo direttamente alle semifinale di conference dove incontreranno i campioni uscenti New York Cosmos, che vengono sbaragliati in Minnesota per 9-2, la più grave sconfitta nella storia dei Cosmos. Dopo una storica sfuriata del mecenate del soccer nonchè patron dei Cosmos Steve Ross “Siamo i migliori di tutti, paghiamo meglio di tutti, per cui chi non se la sente venga di là  e firmi le dimissioni!” i newyorkesi vincono per 4-0 tra le mura amiche del Giant Stadium, rendendo così necessario un mini-game (al tempo non contava la differenza reti) che New York vincerà  ancora di misura spianando così la strada per il secondo soccer bowl consecutivo. Alan Willey è ancora in classifica marcatori con 21 centri e 3 assist. Nel 1979 la panchina passa a Roy McCrohan, e Minnesota conclude ancora in vetta facendo il vuoto nel girone, ventuno vittorie ed appena nove sconfitte, lasciando così presagire una post season di vertice, ma così non sarà  perchè i Tulsa Roughnecks li estromettono dalla corsa al titolo sconfiggendoli sia in casa che in trasferta col risultato finale di 2 reti a 1, ed entrambe le volte ai tempi supplementari. Ancora una volta sono gli inglesi Alan Willey e Ron Futcher a figurare nei piani alti della classifica marcatori, mentre il sudafricano Ace Nstolengoe figura nella formazione All Stars.

Tra la stagione NASL 1979 appena conclusasi e l'imminente stagione 1980 i Kicks prendono parte al campionato indoor, dove con otto vittorie e quattro sconfitte concludono la competizione al secondo posto dietro ai Memphis Rogues nella Western Division. Nel primo turno dei play-off i Kicks eliminano Tulsa per 3-2 ma successivamente i Memphis Rogues riportano la franchigia del Minnesota sulla terra nonostante i Kicks si fossero agguidicati la prima partita per 6-3, ma il successivo 4-3 per Memphis rende necessario un mini-game che i Rogues vinceranno di misura. Alan Willey è il capocannoniere sociale con 15 reti e 6 assist. Nella stagione NASL vera e propria i Kicks stentano un pò nonostante i nuovi arrivi tra cui i difensori Stewart Jump di provenienza inglese, e il canadese Tony Pesznecker, nonchè dell'attaccante argentino Ricardo Alonso, questo porta anche un cambio in panchina a campionato in corso, via McCrohan per il cavallo di ritorno Freddie Goodwin, ciononostante riescono lo stesso a qualificarsi per i play-off in virtù del secondo posto, ma saranno i Dallas Tornado ad eliminarli al primo turno vincendo entrambe le sfide coi risultati finali di 1-0 e 2-0. Stavolta a figurare nei piani anni della classifica marcatori sono Ace Nstolengoe, 13 centri e 17 assist per lui, e Ricardo Alonso che mette assieme 17 reti e 5 assist. La stagione indoor 1980-81 vede i Kicks nella Central Division dietro i Chicago Sting e nei play-off vengono subito spazzati via da Atlanta che si aggiudica entrambe le sfide per 10-8 e 5-4 (dts). L'italo-canadese Tino Lettieri (che nel 1986 parteciperà  ai Mondiali con la Nazionale canadese) è primo nella classifica riservata ai portieri.
1980 – Seattle Sounders vs. Minnesota Kicks

La stagione NASL 1981 vede invece i Kicks finire al secondo posto con diciannove vittorie e tredici sconfitte ed un altro cambio di allenatore a campionato in corso, a subentrare a Freddie Goodwin è l'ex portiere Geoff Barnett. Nel primo turno dei play-off Minnesota ha facile gioco di Tulsa, che viene archiviata per 3-1 e 1-0. E' destino però che i Kicks non ripetano più l'exploit del 1976, in quanto successivamente saranno i Fort Lauderdale Strikers ad asfaltare i Kicks per 3-1 e 3-0. In classifica marcatori vediamo ancora l'inglese Ron Futcher con 14 reti e 9 assist. Al termine della stagione 1981, sia per le difficoltà  economiche della lega che la porteranno al fallimento sia per il vertiginoso calo di spettatori dimezzatisi in pochi anni i Minnesota Kicks cessano le operazioni. Il soccer ritorna però durante l'ultimo anno della NASL, quando i Fort Lauderdale Strikers lasciano la Florida per diventare i Minnesota Strikers. La neo ricollata franchigia prende casa al Metrodome di Minneapolis, imponente complesso indoor da 62.000 posti, e tra loro c'è una vecchia conoscenza, vale a dire l'inglese Alan Willey che ancora una volta poterà  alto il nome del Minnesota con le sue 15 marcature e 4 assist. Con quattordici vittorie e dieci sconfitte i Minnesota Strikers non raggiungono i play-off, e verranno seguiti mediamente da 14263 spettatori, la media più alta di quell'ultima mesta stagione NASL.

Gli Strikers però non falliscono con la NASL ma decidono di evolversi in franchigia indoor unendosi così alla MISL. Come nuova casa viene scelto il Met Center, mentre l'allenatore resta Alan Merrick, e il girone a cui sono assegnati è la Eastern Division assieme ai team redivivi della NASL Chicago Sting e New York Cosmos, che purtroppo falliranno mestamente durante la stagione. Durante la loro prima stagione MISL gli Strikers non brillano, collezionando ventiquattro vittorie ed altrettante sconfitte mancando così i play-off. Gli attaccanti più prolifici sono l'olandese Jan Goossens con 49 marcature e 24 assist, e il nigeriano Thompson Usiyan, 36 centri e 26 assist per lui. L'annata successiva però vede gli Strikers vogliosi di riscatto, e questo loro impegno sul campo si traduce nel secondo posto della Eastern Divisioncon ventisei vittorie e ventidue sconfitte, e consequenziale raggiungimento dei play-off dove incontrano ed asfaltano i Dallas Sidekicks con questa sequenza: 5-3, 7-2, 1-4, 7-4. Tocca poi ai Cleveland Force pagare pegno alla furia degli Strikers. A dire il vero Cleveland vince la gara di andata per 5-2, ma il seguito non avrà  storia e gli Strikers ne escono vincenti per 6-2, 5-4(dts)e 7-3. La finale è contro gli agguerritissimi San Diego Sockers che nella prima partita sconfiggono Minnesota per 7-2. Gli Strikers non si danno per vinti e sembrano ribaltare gli equilibri aggiudicandosi i match successivi per 6-1, 7-2 e 4-3. Le successive vittorie dei Sockers per 7-4 e 6-3 rendono necessaria un'ultima sfida che verrà  vinta da San Diego per 5-3 con tanta amarezza per Minnesota. Il nigeriano Thompson Usyan è ancora una volta capocannoniere sociale con 30 reti e 30 assist.

Nel campionato 1986/87 gli Strikers sono ancora in affanno, ma il quarto posto da comunque diritto a disputare i play-off, che purtroppo per loro finiscono al primo turno ad opera dei Cleveland Force, che nonostante perde la prima gara per 5-4 (dts) successivamente sbaraglia gli Strikers 7-6 e 6-5 (dts). La successiva gara vinta dagli Strikers per 5-4 rende necessario un ulteriore spareggio che Cleveland si aggiudica per 7-3. L'italo-canadese Tino Lettieri è primo in classifica portieri e viene premiato come “Goalkeeper of the year”, così come Steve Kinsey insignito del premio di “Newcomer of the year”.

La stagione 1987/88 vede invece Minnesota ancora una volta al comando del proprio girone, trentuno vittorie e venticinque sconfitte, e la loro furia si manifesta anche durante il primo turno dei play-off, quando si aggiudicano tre delle quattro gare contro i Baltimore Blast 5-3, 4-2 e 9-4, mentre Baltimora vince solo la terza gara per 5-1. Ci penseranno però ancora i Cleveland Force a calmare i bollenti spiriti degli Strikers sbaragliandoli 7-3. Successivamente sono gli Strikers ad asfaltare i Force per 7-0. Ma infine è Cleveland a passare il turno aggiudicandosi le successive sfide 5-4, 5-2 e 7-2.
Hector Marinaro è la stella della squadra con 58 goal e 23 assist, ma al termine della stagione i Minnesota Strikers falliscono.

Dal 1990 ad oggi il soccer è rappresentato dai Minnesota Thunder, nato all'inizio come squadra amatoriale ma entrato poi a far parte dell'allora U.S.I.S.L. La squadra gioca le proprie partite casalinghe al Nation Sports Center,soccer specific stadium sito in Blaine che può contenere fino a 12.000 spettatori. La struttura è stata acquistata dalla società  tramite un leasing che si estinguerà  nel 2011. In passato i Thunder han giocato al Metrodome, al James Griffin Stadium, e al Macalester Stadium di proprietà  dell'omonino college. Il palmares della squadra vanta un unico titolo nell'allora A-League vinto nel 1999 a spese dei Rochester Rhinos col risultato di 2-1. Altre finali purtroppo perse sono state quella del 1994 contro i Greensboro Dynamo col risultato di 2-1, quella dell'anno successivo per 2-1 contro i Long Island Rough Riders, e altre due sconfitte ancora ad opera di Rochester, che sembra essere la bestia nera dei Thunder, nel 1998 e nel 2000 entrambe col risultato di 2-1. Ultima finale persa in ordine di tempo è quella contro i Charleston Battery per 3-0 nel 2003. Tra gli ex giocatori più famosi troviamo, oltre alle due bandiere locali Don Gramenz e John Swallen, presenti agli albori del club fino agli anni del professionismo, troviamo molti giocatori che si sono fatti strada nel soccer Usa e addirittura in altri casi all'estero ed anche un paio di stelle internazionali, come l'ex nazionale sovietico Sergey Anatolyevich Gotsmanov, che terminò la carriera in Minnesota dopo aver collezionato anche esperienze internazionali in Germania e Inghilterra e il bulgaro Kalin Bankov, difensore già  di Slavia Sofia e CSKA Sofia. Anche il francese Pierre Morice centrocampista del Nantes,del Saint Etienne e del Nizza ha scelto il Minnesota come conclusione della sua carriera. Tra gli americani spiccano i nomi di Marco Ferruzzi, attuale allenatore in seconda dei Dallas FC, il centrocampista Manny Lagos, che dopo aver giocato nei Thunder agli albori della società  ha accumulato qualche esperienza nelle serie minori francesi e spagnole prima di intraprendere una fruttosa carriera nella MLS al servizio di più squadre, l'attaccante statunitense-brasiliano Thiago Martins, ora in forza ai norvegesi dell'FK Bodo Glimt, e il difensore ex nazionale Usa Tony Sanneh, con esperienze internazionali in Bundesliga ritornato a quasi 38 anni nel calcio giocato con la maglia dei Los Angeles Galaxy. A completare questa lista di nomi più o meno illustri c'è il canadese Tony Pesznecker,difensore non nuovo da queste parti a dire il vero, visto che aveva indossato la maglia dei Kicks negli anni d'oro della NASL.

Unico tasto dolente di questo sodalizio, a parte le troppe finali perse, è il pubblico. La media spettatori dei Thunder è di appena 4500 spettatori a partita. L''incantesimo della soccer fever sembra insipiegabilmente e irrimediabilmente evaporato, e per questa ragione la MLS non ha mai preso in considerazione il Minnesota per eventuali prossime espansioni, anche se in realtà  si è visto come solo il calcio di livello top sia in grado di portare il pubblico là  dove sembra non esserci seguito (vedi ad esempio Toronto e Seattle).

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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