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Prima della MLS: Minnesota
Scritto il 2009-05-10 da Dario Torrente su History

Forse pochi sanno che lo stato del Minnesota ai tempi della NASL e della prima MISL è stata una delle aree più ricettive per il soccer, tanto da avere medie spettatori che farebbero oggi invidia a qualsiasi squadra dell'attuale MLS e questo senza essere i New York Cosmos o altre compagini di grido dell'epoca, e purtroppo, come tante squadre del passato pur rimaste nella storia, senza mai vincere un trofeo, ma non per questo finite nel dimenticatoio.

Tutto comincia nel Novembre del 1975, quando un gruppo di dieci investitori acquista i derelitti Denver Dynamos e cambia nome e location alla franchigia. Il nome Minnesota Kicks viene deciso da un concorso. La squadra si accasa al Metropolitan Stadium di Bloomington, casa della franchigia MLB Minnesota Twins e dei Minnesota Vikings militanti nella prestigiosa NFL. La panchina è affidata all'inglese Freddy Goodwin, ricordato per aver introdotto lo yoga, i test psicologici ed alcune nuove tecniche di allenamento durante i suoi anni sulla panchina del Birmingham City e già  noto negli Usa per aver allenato durante i loro due anni di vita i New York Generals dal 1967 al 1968, anno del loro fallimento. Un altro dato non trascurabile è che i Kicks sono tra le poche squadre ad avere un contratto televisivo, e la rete che sceglie di trasmettere le loro gesta è la KSTP-TV. La comunità  locale si lascia presto contagiare dalla soccer fever, e grazie a questo supporto i Kicks possono vantare la seconda migliore affluenza della lega con 23121 spettatori, ripagati col primo posto nella Western Division grazie a quindici vittorie e nove sconfitte, avanzando così verso i play-off dove si sbarazza prima dei Seattle Sounders con un rotondo 3-0, e in semifinale dei San Jose Earthquakes per 3-1 accedendo incredibilmente al soccer bowl che viene disputato a Seattle, e che vede però i Toronto Metros-Croatia di Eusebio prevalere per 3 reti a 0 con il primo goal segnato proprio dal portoghese già  stella del Benfica. L'inglese Alan Willey grazie ai suoi 16 centri e 7 assist è quinto in classifica marcatori, bene anche Ron Futcher con 14 marcature e 6 assist. Quell'anno i Kicks disputano anche un'amichevole contro gli scozzesi del Glasgow Rangers terminata 2-2. Altri giocatori importanti nella squadra erano il sudafricano Ace Ntsolengoe , fondamentale per il centrocampo dei Kicks, già  di Miami Toros e Denver Dynamos, che negli anni dopo vestirà  la casacca dei Toronto Blizzard, il portiere Geoff Barnett, e l'attaccante americano Mike Flater, tra i pochi autoctoni in un club a netta prevalenza britannica, come d'altronde era comune al tempo in quasi tutti i team della NASL.

Nel 1977, con gli arrivi del centrocampista Michael Alfred Bailey prelevato dagli inglesi del Wolverhampton Wanderers, del centravanti anche lui inglese Stan Cummings, al tempo appena maggiorenne, e anche dell'americano Tim Twellman (papà  di Taylor dei New England Revolution della MLS) in arrivo dalla Southern Illinois University of Edwarsville, i Kicks sembrano ripetersi conquistando ancora la vetta del loro girone grazie a sedici vittorie e dieci sconfitte e sospinti da un pubblico che quell'anno toccherà  i 32775 spettatori, secondi solo ai Cosmos, il loro massimo storico.
La ragione per cui negli anni a venire il pubblico diminuirà  costantemente è perchè la polizia a cavallo in seguito cominciò a dare un forte giro di vite alle immense grigliate che si tenevano nei parcheggi esterni del Metropolitan Stadium e che avevano reso famosi i tifosi dei Kicks in tutta l'america calcistica.

I play-off però non vanno bene come l'annata precedente, in quanto saranno i Seattle Sounders ad avere ragione dei Kicks in una duplice sfida terminata 2-1 ai supplementari e 1-0 per la squadra dello stato di Washington. Con 14 reti ed 1 assist Alan Willey compare ancora nei piani alti della classifica cannonieri, bene anche Ron Futcher, a segno 11 volte e con 4 assist. Il centrocampista Alan West è nella formazione All Stars. Con l'espansione della lega a 24 squadre del 1978 i Kicks finiscono nella Central Division dove terminano ancora una volta al primo posto con diciassette vittorie e tredici sconfitte, saltando così il primo round dei play-off e accedendo direttamente alle semifinale di conference dove incontreranno i campioni uscenti New York Cosmos, che vengono sbaragliati in Minnesota per 9-2, la più grave sconfitta nella storia dei Cosmos. Dopo una storica sfuriata del mecenate del soccer nonchè patron dei Cosmos Steve Ross “Siamo i migliori di tutti, paghiamo meglio di tutti, per cui chi non se la sente venga di là  e firmi le dimissioni!” i newyorkesi vincono per 4-0 tra le mura amiche del Giant Stadium, rendendo così necessario un mini-game (al tempo non contava la differenza reti) che New York vincerà  ancora di misura spianando così la strada per il secondo soccer bowl consecutivo. Alan Willey è ancora in classifica marcatori con 21 centri e 3 assist. Nel 1979 la panchina passa a Roy McCrohan, e Minnesota conclude ancora in vetta facendo il vuoto nel girone, ventuno vittorie ed appena nove sconfitte, lasciando così presagire una post season di vertice, ma così non sarà  perchè i Tulsa Roughnecks li estromettono dalla corsa al titolo sconfiggendoli sia in casa che in trasferta col risultato finale di 2 reti a 1, ed entrambe le volte ai tempi supplementari. Ancora una volta sono gli inglesi Alan Willey e Ron Futcher a figurare nei piani alti della classifica marcatori, mentre il sudafricano Ace Nstolengoe figura nella formazione All Stars.

Tra la stagione NASL 1979 appena conclusasi e l'imminente stagione 1980 i Kicks prendono parte al campionato indoor, dove con otto vittorie e quattro sconfitte concludono la competizione al secondo posto dietro ai Memphis Rogues nella Western Division. Nel primo turno dei play-off i Kicks eliminano Tulsa per 3-2 ma successivamente i Memphis Rogues riportano la franchigia del Minnesota sulla terra nonostante i Kicks si fossero agguidicati la prima partita per 6-3, ma il successivo 4-3 per Memphis rende necessario un mini-game che i Rogues vinceranno di misura. Alan Willey è il capocannoniere sociale con 15 reti e 6 assist. Nella stagione NASL vera e propria i Kicks stentano un pò nonostante i nuovi arrivi tra cui i difensori Stewart Jump di provenienza inglese, e il canadese Tony Pesznecker, nonchè dell'attaccante argentino Ricardo Alonso, questo porta anche un cambio in panchina a campionato in corso, via McCrohan per il cavallo di ritorno Freddie Goodwin, ciononostante riescono lo stesso a qualificarsi per i play-off in virtù del secondo posto, ma saranno i Dallas Tornado ad eliminarli al primo turno vincendo entrambe le sfide coi risultati finali di 1-0 e 2-0. Stavolta a figurare nei piani anni della classifica marcatori sono Ace Nstolengoe, 13 centri e 17 assist per lui, e Ricardo Alonso che mette assieme 17 reti e 5 assist. La stagione indoor 1980-81 vede i Kicks nella Central Division dietro i Chicago Sting e nei play-off vengono subito spazzati via da Atlanta che si aggiudica entrambe le sfide per 10-8 e 5-4 (dts). L'italo-canadese Tino Lettieri (che nel 1986 parteciperà  ai Mondiali con la Nazionale canadese) è primo nella classifica riservata ai portieri.
1980 – Seattle Sounders vs. Minnesota Kicks

La stagione NASL 1981 vede invece i Kicks finire al secondo posto con diciannove vittorie e tredici sconfitte ed un altro cambio di allenatore a campionato in corso, a subentrare a Freddie Goodwin è l'ex portiere Geoff Barnett. Nel primo turno dei play-off Minnesota ha facile gioco di Tulsa, che viene archiviata per 3-1 e 1-0. E' destino però che i Kicks non ripetano più l'exploit del 1976, in quanto successivamente saranno i Fort Lauderdale Strikers ad asfaltare i Kicks per 3-1 e 3-0. In classifica marcatori vediamo ancora l'inglese Ron Futcher con 14 reti e 9 assist. Al termine della stagione 1981, sia per le difficoltà  economiche della lega che la porteranno al fallimento sia per il vertiginoso calo di spettatori dimezzatisi in pochi anni i Minnesota Kicks cessano le operazioni. Il soccer ritorna però durante l'ultimo anno della NASL, quando i Fort Lauderdale Strikers lasciano la Florida per diventare i Minnesota Strikers. La neo ricollata franchigia prende casa al Metrodome di Minneapolis, imponente complesso indoor da 62.000 posti, e tra loro c'è una vecchia conoscenza, vale a dire l'inglese Alan Willey che ancora una volta poterà  alto il nome del Minnesota con le sue 15 marcature e 4 assist. Con quattordici vittorie e dieci sconfitte i Minnesota Strikers non raggiungono i play-off, e verranno seguiti mediamente da 14263 spettatori, la media più alta di quell'ultima mesta stagione NASL.

Gli Strikers però non falliscono con la NASL ma decidono di evolversi in franchigia indoor unendosi così alla MISL. Come nuova casa viene scelto il Met Center, mentre l'allenatore resta Alan Merrick, e il girone a cui sono assegnati è la Eastern Division assieme ai team redivivi della NASL Chicago Sting e New York Cosmos, che purtroppo falliranno mestamente durante la stagione. Durante la loro prima stagione MISL gli Strikers non brillano, collezionando ventiquattro vittorie ed altrettante sconfitte mancando così i play-off. Gli attaccanti più prolifici sono l'olandese Jan Goossens con 49 marcature e 24 assist, e il nigeriano Thompson Usiyan, 36 centri e 26 assist per lui. L'annata successiva però vede gli Strikers vogliosi di riscatto, e questo loro impegno sul campo si traduce nel secondo posto della Eastern Divisioncon ventisei vittorie e ventidue sconfitte, e consequenziale raggiungimento dei play-off dove incontrano ed asfaltano i Dallas Sidekicks con questa sequenza: 5-3, 7-2, 1-4, 7-4. Tocca poi ai Cleveland Force pagare pegno alla furia degli Strikers. A dire il vero Cleveland vince la gara di andata per 5-2, ma il seguito non avrà  storia e gli Strikers ne escono vincenti per 6-2, 5-4(dts)e 7-3. La finale è contro gli agguerritissimi San Diego Sockers che nella prima partita sconfiggono Minnesota per 7-2. Gli Strikers non si danno per vinti e sembrano ribaltare gli equilibri aggiudicandosi i match successivi per 6-1, 7-2 e 4-3. Le successive vittorie dei Sockers per 7-4 e 6-3 rendono necessaria un'ultima sfida che verrà  vinta da San Diego per 5-3 con tanta amarezza per Minnesota. Il nigeriano Thompson Usyan è ancora una volta capocannoniere sociale con 30 reti e 30 assist.

Nel campionato 1986/87 gli Strikers sono ancora in affanno, ma il quarto posto da comunque diritto a disputare i play-off, che purtroppo per loro finiscono al primo turno ad opera dei Cleveland Force, che nonostante perde la prima gara per 5-4 (dts) successivamente sbaraglia gli Strikers 7-6 e 6-5 (dts). La successiva gara vinta dagli Strikers per 5-4 rende necessario un ulteriore spareggio che Cleveland si aggiudica per 7-3. L'italo-canadese Tino Lettieri è primo in classifica portieri e viene premiato come “Goalkeeper of the year”, così come Steve Kinsey insignito del premio di “Newcomer of the year”.

La stagione 1987/88 vede invece Minnesota ancora una volta al comando del proprio girone, trentuno vittorie e venticinque sconfitte, e la loro furia si manifesta anche durante il primo turno dei play-off, quando si aggiudicano tre delle quattro gare contro i Baltimore Blast 5-3, 4-2 e 9-4, mentre Baltimora vince solo la terza gara per 5-1. Ci penseranno però ancora i Cleveland Force a calmare i bollenti spiriti degli Strikers sbaragliandoli 7-3. Successivamente sono gli Strikers ad asfaltare i Force per 7-0. Ma infine è Cleveland a passare il turno aggiudicandosi le successive sfide 5-4, 5-2 e 7-2.
Hector Marinaro è la stella della squadra con 58 goal e 23 assist, ma al termine della stagione i Minnesota Strikers falliscono.

Dal 1990 ad oggi il soccer è rappresentato dai Minnesota Thunder, nato all'inizio come squadra amatoriale ma entrato poi a far parte dell'allora U.S.I.S.L. La squadra gioca le proprie partite casalinghe al Nation Sports Center,soccer specific stadium sito in Blaine che può contenere fino a 12.000 spettatori. La struttura è stata acquistata dalla società  tramite un leasing che si estinguerà  nel 2011. In passato i Thunder han giocato al Metrodome, al James Griffin Stadium, e al Macalester Stadium di proprietà  dell'omonino college. Il palmares della squadra vanta un unico titolo nell'allora A-League vinto nel 1999 a spese dei Rochester Rhinos col risultato di 2-1. Altre finali purtroppo perse sono state quella del 1994 contro i Greensboro Dynamo col risultato di 2-1, quella dell'anno successivo per 2-1 contro i Long Island Rough Riders, e altre due sconfitte ancora ad opera di Rochester, che sembra essere la bestia nera dei Thunder, nel 1998 e nel 2000 entrambe col risultato di 2-1. Ultima finale persa in ordine di tempo è quella contro i Charleston Battery per 3-0 nel 2003. Tra gli ex giocatori più famosi troviamo, oltre alle due bandiere locali Don Gramenz e John Swallen, presenti agli albori del club fino agli anni del professionismo, troviamo molti giocatori che si sono fatti strada nel soccer Usa e addirittura in altri casi all'estero ed anche un paio di stelle internazionali, come l'ex nazionale sovietico Sergey Anatolyevich Gotsmanov, che terminò la carriera in Minnesota dopo aver collezionato anche esperienze internazionali in Germania e Inghilterra e il bulgaro Kalin Bankov, difensore già  di Slavia Sofia e CSKA Sofia. Anche il francese Pierre Morice centrocampista del Nantes,del Saint Etienne e del Nizza ha scelto il Minnesota come conclusione della sua carriera. Tra gli americani spiccano i nomi di Marco Ferruzzi, attuale allenatore in seconda dei Dallas FC, il centrocampista Manny Lagos, che dopo aver giocato nei Thunder agli albori della società  ha accumulato qualche esperienza nelle serie minori francesi e spagnole prima di intraprendere una fruttosa carriera nella MLS al servizio di più squadre, l'attaccante statunitense-brasiliano Thiago Martins, ora in forza ai norvegesi dell'FK Bodo Glimt, e il difensore ex nazionale Usa Tony Sanneh, con esperienze internazionali in Bundesliga ritornato a quasi 38 anni nel calcio giocato con la maglia dei Los Angeles Galaxy. A completare questa lista di nomi più o meno illustri c'è il canadese Tony Pesznecker,difensore non nuovo da queste parti a dire il vero, visto che aveva indossato la maglia dei Kicks negli anni d'oro della NASL.

Unico tasto dolente di questo sodalizio, a parte le troppe finali perse, è il pubblico. La media spettatori dei Thunder è di appena 4500 spettatori a partita. L''incantesimo della soccer fever sembra insipiegabilmente e irrimediabilmente evaporato, e per questa ragione la MLS non ha mai preso in considerazione il Minnesota per eventuali prossime espansioni, anche se in realtà  si è visto come solo il calcio di livello top sia in grado di portare il pubblico là  dove sembra non esserci seguito (vedi ad esempio Toronto e Seattle).

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Dopo le indiscrezioni degli scorso giorni, è arrivato l’annuncio ufficiale: Walter Sabatini, da tempo accostato al Bologna e già da qualche giorno operativo, sarà il nuovo direttore tecnico del club rossoblù. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale che delinea il perimetro del lavoro di Sabatini come “responsabile della supervisione e del coordinamento delle operazioni calcistiche” sia del Bologna che del Montreal Impact. La presentazione è stata indetta per la giornata di oggi alle 14. Sabatini, 64 anni, aveva lasciato il 20 aprile l’incarico di responsabile dell’area tecnica della Sampdoria dopo meno di un anno di lavoro a Genova. Avviata la carriera dirigenziale nel 1992 alla Lazio, dove era responsabile del settore giovanile, ha poi lavorato alla Triestina, all’Arezzo, a Perugia, di nuovo alla Lazio dal 2004 al 2008, poi al Palermo e dal 2011 al 2016 alla AS Roma, prima di un’esperienza di dieci mesi con Suning, con un ruolo simile a quello di adesso a Bologna, come coordinatore dell’area tecnica di Inter e Jiangsu Suning. Nel corso degli anni, Sabatini ha scoperto e valorizzato talenti quali Aleksandar Kolarov, il portiere uruguayano Fernando Muslera, il terzino svizzero Stephan Lichtsteiner, gli argentini Javier Pastore, Erik Lamela e il difensore brasiliano Marquinhos, scoperto all'età di 18 anni, oltre a molti altri. In Canada trova un Montreal Impact che ha avuto un buon inizio, secondo nella Eastern Conference, nonostante un avvio pesante fatto di 9 trasferte nei primi 10 match, e l'assenza prolungata per infortunio del talentuoso argentino Ignacio Piatti - ex Lecce e stella della squadra quebçois. In rossoblù verrà affiancato dal ds Bigon e da Marco Di Vaio (ex attaccante a Montreal), nello staff capeggiato dall’amministratore delegato Claudio Fenucci, a riporto del presidente Joey Saputo. A Montreal invece troverà una squadra allenata dall'ex Lione e Aston Villa il francese Rémi Garde, mentre a livello dirigenziale dfovrà attivarsi insieme al nuovo CEO Kevin Gilmore per mettere insieme una dirigenza adeguata per portare l'Impact a vincere la MLS Cup portata in Canada per la prima volta nel 2017 dagli storici rivali del Toronto FC. Walter Sabatini nommé coordonnateur technique des départements sportifs du @BfcOfficialPage et de l'Impact.Détails ????#IMFC #WeAreOne https://t.co/kmJudb7Fzf— Impact de Montréal (@impactmontreal) June 17, 2019

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Nessun altro giocatore americano ha giocato un ruolo fondamentale nelle fortune della Nazionale USA quanto Clint Dempsey, e il CT Bruce Arena spera davvero che i mesi di stop recentemente messi alla spalle dal texano non abbiano lasciato segni indelebili. Dempsey, 34, non scende in campo con la Nazionale a stelle e strisce da quasi 9 mesi ed ha giocato solo 180 minuti con i suoi Seattle Sounders da quando un'aritmia cardiava non ha costretto la società a fermarlo lo scorso agosto. Ma gli americani hanno bisogno di almeno 4 punti nelle prossime due partite di qualificazione contro Honduras (24 marzo) e Panama (28 marz0), e Dempsey ha l'abitudine di segnare i  gol fondamentali nei match che contano. Del resto c'era lui in campo nella Copa América Centenario 2016 (3 gol), nel 2015 in CONCACAF Gold Cup (7), e ai Mondiali 2014 (2 gol, oltre agli 8 nelle qualificazioni). “Clint ha una storia seconda a quella di nessuno", ha spiegato Arena. E così Dempsey, che sino a poche settimane fa sembrava fuori dal giro, è in cima alla lista dei 24 convocati che dalla prossima settimana si giocheranno la qualificazione ai campionati del mondo, cui gli USA hanno sempre partecipato dall'edizione 1990 in Italia, ma che dopo le sconfitte nei primi due match del CONCACAF Hexagonal contro Messico e Costarica, inizia a sembrare complessa. Sconfitte che sono costate la panchina al CT Jurgen Klinsmann, sostitutio da Arena, che già aveva guidato gli USA ai Mondiali 2002 e 2006, e che a gennaio ha puntato molto sui giocatori MLS, non avendo avuto ancora occasione di vedere in prima persona quelli di base in Europa e Messico. Ma Arena è laico sul tema: “L'approccio a questi match per noi è semplice. Vogliamo vincere", ha detto. Dei 24 chiamati, solo 13 facevano parte del gruppo sconfitto a novembre dal Costarica. Molti altri, inclusi Jorge Villafaña, Walker Zimmerman, Sebastian Lletget e Dax McCarty, che erano usciti dal giro con Klinsmann  sono il risultato del rendimento messo in mostra nel ritiro invernale. "E' un gruppo flessibile, il cui razionale è vincere le prossime due partite. Ma abbiamo anche chiamato dei giovani che saranno parte i mportante del programma futuro della Nazionale" Nazionale USA, ecco i convocati del CT @ussoccer Bruce Arena per le qualificazioni mondiale. Accanto a @cpulisic_10 torna @clint_dempsey pic.twitter.com/onYGSwhzqY— Soccer Italia (@MLSsocceritalia) March 15, 2017 Ecco i 24 chiamati: Portieri: Brad Guzan (Middlesbrough), Tim Howard (Colorado Rapids), Nick Rimando (Real Salt Lake) Arena punta sulle certezze. Howard, rientrato dall'infortunio, è apparso già in forma nella prima giocata con i Colorado Rapids, ma Nick Rimando però sembra un gradino sopra, anche perché Guzan è reduce da molte panchine col Middlesbrough. Let's Go! #USAvHON #Get3 pic.twitter.com/en6ou0FeSI— Nick Rimando (@NickRimando) March 15, 2017 Difensori: John Brooks (Hertha Berlin), DaMarcus Beasley (Houston Dynamo), Geoff Cameron (Stoke City), Omar Gonzalez (Pachuca), Michael Orozco (Club Tijuana), Tim Ream (Fulham), Jorge Villafaña (Santos Laguna), Walker Zimmerman (FC Dallas) Fondamentale il rientro di Geoff Cameron, assente in Nazionale da ottobre per infortunio, e tornato in campo con lo Stoke City lo scorso 26 febbraio nel ruolo di centrocampista, mentre Arena lo preferisce al centro della difesa, a fianco di uno tra Brooks e Gonzalez, con Orozco e Zimmerman di back up. l problema, come sempre, è nei terzini. DeAndre Yedlin si è infortunato col Newcastle lo scorso 3 marzo, e anche Eric Lichaj ha dei problemi. Arena preferirebbe Fabian Johnson a centrocampo, ma vista l'emergenza potrebbe richiamarlo dietro, con Beasley, sempre in forma nonostante l'età, dall'altra parte. Villafaña ha fatto bene a gennaio, ma non ha esperienza, mentre Ream ne ha ma contro i veloci honduregni sta meglio in mezzo. Assenti dalla lista Matt Besler, Steve Birnbaum, Greg Garza, Timmy Chandler e Graham Zusi. Chandler squalificato, mentre nonostante abbia provato Zusi da terzino destro a gennaio, nel suo nuovo ruolo nello Sporting KC, gli preferisce altri. Excited for this opportunity to represent the USA!

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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