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Prima della MLS: Detroit
Scritto il 2009-01-17 da Franco Spicciariello su History

(Dario Torrente) Si è parlato nelle ultime settimane della possibilità  che Detroit possa avere una franchigia nella USL 1st Division, magari in collaborazione con la vicina Columbus (MLS). Per la città  della GM, della Chrysler e della Ford non sarebbe però una novità .

Il primo tentativo di portare il soccer in Michigan furono i Detroit Cougars, che nel 1967 militarono nella USA prendendo in prestito come squadra i nord irlandesi del Glentoran di Belfast. La franchigia giocava le partite casalinghe al Tiger Stadium, e nonostante il campionato non esaltante conclusosi con una striscia di 3 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte e conseguente piazzamento al quarto posto della Eastern Division, ottennero la rispettabile (per i tempi) media spettatori di 5.708 paganti. John Kennedy si piazza al quarto posto nella classifica portieri.

Con la nascita della NASL i Detroit Cougars decidono di partecipare alla nuova lega, stavolta ricostruendo dal nulla una rosa il più possibile "made in Usa". La franchigia di Detroit viene assegnata alla Lakes Division della NASL assieme a Cleveland Stokers, Toronto Falcons e Chicago Mustangs. Il campionato 1968 è ancora peggiore del precedente, con 6 vittorie, 4 pareggi e 21 sconfitte. Causa il pessimo andamento gli spettatori diminuisono toccando le 4.226 unità . L'unico giocatore da ricordare è quel John Kerr che riesce con 9 reti e 2 assist ad entrare in classifica marcatori e che negli anni venire si farà  strada nei Washington Darts ed in seguito nei New York Cosmos. I Cougars furono la prima squadra della NASL a fallire, dichiarando nell'incontro tenutosi nel novembre del 1968 a Chicago per pianificare la stagione NASL '69 che non vi avrebbero partecipato, altri 11 club seguirono a ruota lasciando solo 5 squadre a disputare la stagione NASL del 1969.

La Motown (come viene chiamata Detroit) riprova a rientrare nella NASL nel 1978, dieci anni dopo dopo il fallimento dei Cougars. La nuova squadra si chiama Detroit Express, ed è diretta e gestita dall'inglese Jimmy Hill, presidente e direttore generale del Coventry City. Come consuetudine nella NASL di allora, il blocco degli Express è costituito da giocatori britannici, salvo il canadese Paul Hunter, il trinidegno Steve David, l'americano Danny Vaughn e il brasiliano Roberto de Olivera. La panchina è affidata all'inglese Ken Furphy. Gli Express scelgono come stadio casalingo il Silverdome di Pontiac,complesso indoor casa dei Detroit Lions della NFL (e impiegato durante la prima fase della Coppa del Mondo Usa '94). Stella della squadra è l'inglese Trevor Francis, che negli anni a venire si farà  strada nelle fila del Nottingham Forest e del Manchester City, giocando anche in Italia, con la Sampdoria prima e l'Atalanta poi. Con 20 partite vinte e 10 sconfitte i Detroit Express conquistano la vetta della Central Division, disputando così i play-off e superando il primo turno vincendo per 1-0 sui Philadelphia Fury. La corsa verso il Soccer Bowl viene fermata dai Ft. Lauderdale Strikers, che prima vincono di misura in casa, e poi agli shoot-out al Silverdome per 4-3. Trevor Francis è uno degli attaccanti più prolifici della lega, con un attivo di 22 reti e 10 assist. Keith Furphy (figlio del coach) mette a segno invece 11 centri e 12 assist. Gli spettatori presenti al Silverdome saranno mediamente 12.194, un pò pochi per un complesso che ne può contenere 80.000. Steve Hardwick arriva quarto nella classifica portieri mentre Trevor Francis viene convocato nella selezione NASL All Stars '78. Come i Cosmos anche gli Express effettuano un tour europeo, dove George Best sostituirà  per un paio di partite in Austria Trevor Francis, ma purtroppo non sono pervenuti a noi né i risultati né tantomeno le squadre contro cui gli Express han giocato.

L'anno seguente i Detroit Express stentano un poco rispetto alla precedente stagione, ma in virtù del terzo posto, la franchigia del Michigan riesce ancora una volta, con 14 vittorie e 16 sconfitte a raggiungere i play-off. Nonostante il campionato meno di vertice rispetto all'anno precedente gli spettatori raggiungono la cifra di 14058 paganti, meglio rispetto all'anno precedente. Trevor Francis, sotto tono rispetto all'anno precedente mette assieme 14 reti ed 8 assist, lo stesso del suo connazionale e compagno di squdra Keith Furphy, ma anche nel '79 viene convocato nelle All Stars. La corsa per il titolo finisce anche stavolta al primo turno contro i Tampa Bay Rowdies che eliminano gli Express con duplice vittoria per 3-0 e 3-1.

Al termine della stagione Trevor Francis ritorna in Inghilterra, così come l'attaccante scozzese Ted MacDougall, il difensore irlandese Tony Dunne, il centrocampista inglese Roger Osborne,oltre Mick Coop e Steve Earle. Lascia gli Express anche lo slavo Slobodan Ilijevski . Tornano a Detroit il canadese Paul Hunter e gli inglesi David Bradford, Angus Moffatt, Graham Oates, Steve Sergeant e Brian Tinnion. In più arrivano il gallese di origini italiane Donato Nardiello, lo slavo Lesh Shrkreli, il difensore nordirlandese Jim Hagan, lo scozzese Jim Holton arrivato in prestito dal Coventry City, e l'inglese Mark Hateley, che negli anni a venire si farà  strada nella nazionale inglese e verrà  ingaggiato in Italia dal Milan. Conclude la lista dei nuovi arrivi l'argentino Pato Margentic. Nonostante la nuova linfa però la squadra sembra risentire della dipartita di Trevor Francis, e conclude la stagione ancora al terzo posto della central division totalizzando 14 vittorie e 18 sconfitte. Il pubblico, sia per l'andamento della squadra che per un punto non si qualifica ai play-off, sia per la dipartita del giocatore simbolo della squadra, registra una flessione attestandosi sugli 11198 presenti al Silverdome. Margentic mette a segno 11 reti e confeziona altrettanti assist, il portiere Jim Brown è settimo il classifica estremi difensori.
Uno shootout messo a segno da Trevor Francis contro il Chicago Sting nel 1979

Al termine del campionato 1980, la presidenza decide di spostare la squadra da Detroit a Washington dove ravviverà , anche se solo per un anno i Washington Diplomats. Grazie al miliardario Sonny Van Arnem, che acquista logo e diritti dei Detroit Express, la squadra di Detroit non chiude ma lascia la NASL per la meno prestigiosa ASL, dove vincerà  il titolo nel 1982. Purtroppo però la lega chiude al termine della stagione 1983, e con essa finisce la storia dei Detroit Express.

In tempi recenti, all'interno della MLS, qualcuno aveva detto che la città  di Detroit era tra la città  candidate ad una nuova expansion, ma causa la crisi oramai pluriennale della GM, unita alla presenza dei Detroit Pistons, potenza della NBA, i Lions della NFL, i Tigers della MLB, ed al cambiamento del tessuto sociale con la popolazione di origine europea (la più interessata al soccer) che sta progressivamente lasciando il Michigan, oltre la presenza della franchigia indoor dei Detroit Ignition che comunque non trova molto spazio nella stampa locale (si parla più dello sport NCAA che non degli Ignition), che durante la stagione M.I.S.L. 2006/07, pur arrivando in finale - cosa rara per una expansion franchise - ha registrato un pubblico di appena 3.545 presenze alla Compuware Arena, ha fatto si che la MLS cercasse investitori in altri lidi, visto che forse una franchigia MLS a Detroit oltre a non avere successo, rischierebbe anche di far fallire i Detroit Ignition,i quali comunque, dopo la recente dismissione della M.I.S.L., non si sono uniti nè alla neonata N.I.S.L., nata dalle ceneri dell'ultima reincarnazione della lega indoor più famosa d'america, nè alla P.A.S.L., lega indoor che da quest'anno ha ottenuto lo status di lega pro, ma assieme a Milwakee Wave e Chigago Storm hanno deciso di militare nella Xtreme Soccer League

Soccer e motori, gioie (passate) e dolori (presenti).

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