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E Charlie Davies se ne va
Scritto il 2007-01-05 da Franco Spicciariello su Calciomercato

Al 2007 MLS SuperDraft i New England Revolution avrebbero volute scegliere quel giocatore del Boston College che lo scorso 24 aprile mise a segno una doppietta (con un gol in splendida rovesciata) che consentì agli Eagles di battere 3-1 i Revs al completo in un amichevole a campionato avviato.

Quel giocatore si chiama Charlie Davies, nato a Manchester (NH) il 25 giugno 1986 e, come detto, il 12 gennaio non sarà  al SuperDraft perché pochi giorni fa ha lasciato il Boston College per firmare un contratto con gli svedesi dell'Hammarby IF, che giocano nella Allsveskan, la prima divisione.

Ma Davies non è che il primo di una serie di giovani che hanno deciso di crescere calcisticamente all'estero, evitando di andarsi infilare nei contratti capestro e low cost che la MLS fa firmare ai giovani in arrivo dai college. Tra questi ricordiamo il Benny Feilhaber, all'Amburgo allenato dall'ex laziale Thomas Doll, Lee Nguyen del PSV Eindhoven e Robbie Rogers dell'Heerenveen, tutte possibili prime scelte lo scorso anno, ma tutti hanno deciso di provare a farcela in Europa. Ma questi sembrano solo dei segnali di quello che potrebbe essere un fenomeno che nei prossimi anni potrebbe prendere sempre più piede. Ma non perché i
collegiate players snobbino la MLS, ma semplicemente perché vedono più opzioni avanti a loro e perché gli osservatori europei stanno iniziando ad indirizzare le proprie antenne anche su qualche campo universitario.

A detta di Frank Dell'Apa, cronista del Boston Globe, la MLS riconoscendo il valore di Davies a fine novembre gli ha offerto un contratto top: $1 milione in sei anni più altri soldi provenienti da bonus e sponsor, facendogli capire che oltre a credere in lui intendeva promuoverlo in termini di immagine. Ma la MLS non ha volute riconoscere a Davies quello che era stato dato ad Adu nel 2004. Quando Adu partecipò al Draft, le cose furono sistemate in modo che i D.C. United fossero in una posizione tale da poterlo scegliere, e Charlie volevo giocare prorio con gli United o con i Revs, e questo per la MLS non era possibile. E per questo dopo essere stato seguito da Bordeaux, Celtic Glasgow, Zurich FC e anche AS Roma, ai primi di dicembre Davies è prima andatoa St. Louis per l'Hermann Award (dove si classificato secondo dietro Joseph Lapira di Notre Dame) e ha poi quindi preso un aereo ed è andato a fare un provino all'Ajax sotto gli occhi attenti di Aaron Winter, ex di Lazio e Inter. “E' un buonissimo giocatore, ma non abbastanza per noi - ha sentenziato Winter, responsabile delle giovanili dei “lancieri” di Amsterdam -. Noi stiamo cercando rinforzi per la prima squadra“. Vero anche che, come ha detto il coach del Boston College Ed Kelly, “Non sono così tanti i giocatori che passano dal college direttamente a squadre come Manchester United, Ajax o Chelsea”. Ma Davies è uno che non molla mai. Tagliato dalla Under 20 e ripresosi da un serio infortunio al gionocchio, è un giocatore astuto e veloce, capace di giocate spettacolari e con un gran fiuto per il gol. Come dimostrano i 15 gol in 16 partite segnati quest'anno con BC cui si aggiungono 6 in otto partite giocate con la maglia dei semi-pro Westchester Flames.

Quando l'Ajax ha deciso di non ingaggiare Davies, per lui era fondamentale fare la scelta giusta. Non poteva certo passare di provino in provino rischiando di sollevare interrogativi nocivi per la sua carriera. Per questo ha deciso di accettare la corte dell'Hammarby, che gli ha offerto un contratto simile a quello propostogli dalla MLS.

La MLS non voleva dare a Charlie quello che voleva, e nemmeno dargli la possibilità  di scegliere dove giocare", ha dichiarato Kofi Davies, il papa di Charlie. "L'Hammarby invece ha fatto l'offerta giusta, ma non solo. Lo hanno trattato come se fossse Pelé".
Uno degli aspetti buoni per Davies di essere finito all'Hammarby invece che all'Ajax è che con gli svedesi ha molte più probabilità  di scendere in campo con una certa continuità , anche perché l'Hammarby sarà  ben contento di vedere Davies segnare e quindi poterlo esporre sul mercato europeo. Perchè la squadra svedese non aspetta altro che qualche club della Premier League o della Bundesliga bussi alla sua porta per comprare il giovane statunitense e riempire le casse del club. Questo a differenza della MLS.

Proprio al riguardo la scelta Davies è stata sicuramente influenzata dalle esperienze di due come Chad Barrett e, più recentemente, Eddie Johnson e Clint Dempsey. Barrett due anni fa era praticamente nella stessa posizione di Davies. Titolare ai Mondiali Under 20 in Olanda, con Davies invece fuori dalla rosa, Barrett firmò con la MLS e in seguito I club europei iniziarono ad interessarsi a lui. Persino il Real Madrid si informò presso un agente USA mettendo a disposizione la cifra di $1 milione. Ma la trattativa si blocco all'origine quando l'agente spiegò al Real che primo, l'offerta andava fatta alla MLS come entità , secondo, molto probabilmente sarebbe stata respinta. Sono passati due anni, e Barrett non è che sia migliorato un granché, ed inoltre ha davanti a sé altri due anni di MLS, a meno di clamorosi cambiamenti, prima di poter eventualmente provare in Europa. Anche Clint Dempsey e Shalrie Joseph dei Revolution hanno avuto gli stessi problemi con la MLS, con Dempsey che solo ora sembra sull'orlo di riuscire a sbarcare in Inghilterra (se otterrà  il permesso di lavoro) e solo dopo aver tirato a lungo la corda con la lega, minacciando di rimanere fermo un anno. L'altro caos clamoroso è quello di Eddie Johnson, per il quale la MLS ha rifiutato un'offerta di $4 milioni del Benfica, mentre nel frattempo il giocatore è praticamente sparito dal calcio giocato.

"Una delle preoccupazioni di Charlie era che sarebbe stato obbligato a rimanere nella MLS per sei anni", ha detto Ed Kelly. "L'osservatore dell'Hammarby Micke "Hella" Hellstrà¶m ha notato Davies durante il torneo dell' Atlantic Coast Conference, del quale è stato nominato Offensive Player of the Year, e lo ha cercato. Inoltre il sogno di Charlie era quello di andare a giocare in Europa. È uno che si prende i suoi rischi dentro e fuori dal campo, e questo fa di lui un giocatore speciale. Non ho dubbi che ce la farà ".

"L'Hammarby ha voluto Davies per lanciarlo e poi rivenderlo", ha dichiarato l'agente Patrick McCabe. “Lo scopo dele squadre svedesi è vendere I giocatori e guadagnarci, come hanno già  fatto mandandone alcuni in Premier League".

Il 20enne Davies differisce da Adu, Barrett e Dempsey perché ha preparato il suo trsaferimento in Europa già  da un po', anche grazie al ruolo giocato dal padre Kofi, nato in Gambia e trasferitosi nel New England una trentina di anni fa. “Una delle ragioni per cui Charlie ha deciso di passare pro in Europa è che punta alle Olimpiadi di Pechino 2008. E tutti quelli che giocano per l'Olimpica sono professionisti. E dopo le Olimpiadi nel 2010 ci saranno i Mondiali, e se lui fosse rimasto al college ancora avrebbe sicuramente perso il treno buono".

Alcuni critici americani avrebbero visto bene Davies nella squadra riserve o nella primavera di qualche società  francese o tedesca, per consentirgli di crescere e abituarsi al calcio europeo. Ma pare che Tony Gustavsson, l'allenatore dell'Hammarby, sembra sia rimasto molto colpito dall'istinto per il gol e dalla velocità  di Davies, per quanto tatticamente il ragazzo debba ancora disciplinarsi, e che dal fatto che Davies fosse proprio il tipo di attaccante che cercava.

L'Hammarby, fondato nel 1897, è uno dei club svedesi con più storia alle spalle. Dall'Hammarby arrivò all'Inter il mitico Lennart "Nacka" Skoglund negli anni '50, giocatore fantastico capace di geniali invenzioni e gol strepitosi, ma anche indisciplinato e ingenuo fuori dove si distingue per una vita piena di eccessi. Morto in casa a soli 46 anni ufficialmente lo ha stroncato un infarto, ma si parla anche di suicidio. Addirittura il cantante scozzese Rod Stewart, che giocò per un breve periodo con il Brentford FC prima di intraprendere la carriera artistica, fu così impressionato dalla stria di Skoglund che divenne tifoso e investitore della squadra. Ma l'Hammarby, che è una polisportiva, ha un investitore forse meno famoso ma molto noto nel soccer Usa e non solo: l'AEG, Anschutz Entertainment Group, proprietario di vari team della MLS. E non è chiaramente una coincidenza che l'Hammarby andrà  a sostenere parte della sua preparazione precampionato presso l'Home Depot Center, di proprietà  dell'AEG, dal 15 al 30 gennaio. Un maligno potrebbe anche pensare che l'AEG abbia fatto in modo di mettere Davies fuori dal Draft sì da poterlo poi prendere eventualmente in prestito, oppure venderlo e prendersi tutti i soldi, senza doverli condividere con gli altri owner della MLS. Del resto gli affari sono affari.

Con Charlie Davies in Svezia, e con Dempsey in rampa di partenza, le attenzioni degli appassionati di calcio del New England si riversano sul fratello di Charlie, Justin Davies, senior alla Brooks School, che va a finire sotto i riflettori come già  successo al fratello di Freddy Adu, Fro Adu, che è recentemente entrato alla George Mason.

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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