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Roth, dai Cosmos a "Fuga per la vittoria"
Scritto il 2006-12-06 da Franco Spicciariello su History

Lui, come i suoi ex compagni, si definisce triste. La sua squadra infatti non esiste più. Per lui e gli altri non è più possibile andare in tribuna a godersi una bella partita della loro squadra preferita, magari ricordando i vecchi tempi. Non può più ammirare i New York Cosmos giocare perché i Cosmos non esistono più, se non nei ricordi dei tifosi e degli appassionati del calcio di una volta.

"È come tornare nella tua città  natale e vedere che la tua vecchia casa è stata abbattuta". Così cerca di far capire cosa si prova Werner Roth parlando della NASL di ieri e della MLS in un'intervista telefonica a pochi giorni dalla reunion dei vecchi Cosmos nel ristorante Scaletta dell'ex compagno di squadra Feddy Grgurev (a proposito, per chi è a NY, ristorante Scaletta, Scaletta Restaurant. 50 W. 77th St. New York, NY 10024, tel. 212-769-9191).

Werner Roth non è però un qualunque ex giocatore dei meravigliosi Cosmos. Nato da genitori tedeschi in nel 1948, nell'allora Jugoslavia, cresciuto a Brooklyn, New York, dove si è anche laureato in architettura al Pratt Institute e dove l'anno scorso ha sposato l'attrice di soap opera Robin Mattson, Werner Roth è stato la spina dorsale della difesa dei Cosmos, nella North American Soccer League, dal 1972 al 1979, quando dovette ritirarsi per un infortunio al ginocchio.

I Cosmos, che all'epoca giocavano nel decrepito Randall Stadium di Long Island davanti a meno di 5.000 spettatori a partita, lo pescarono nella semipro German American League nel 1972, e lui quell'anno diede un importante contributo alla vittoria del primo titolo di NY, in cambio di un ingaggio di $75 a partita. Elegante ed energico difensore centrale, molto forte di testa, nel 1975 il New York Times definì Roth il "Pelé of Cosmos' Defense", Cosmos coi quali in 8 stagioni mise insieme tre titoli NASL e un totale di 142 presenze e 2 gol che lo hanno portato nella Hall of Fame del soccer USA. 16 invece le partite giocate con la maglia della Nazionale americana.

Ma i Cosmos non ci sono più, ne è rimasto solo il ricordo. Almeno i vecchi fan di Brooklyn Dodgers e New York Giants possono attaccarsi a ciò che ne rimane nelle attuali compagini in California. Ma i Cosmos sono rimasti senza casa, anche perché il marchio appartiene a Peppe Pinton, ex agente di Chinaglia e ultimo amministratore del team alla chiusura nel 1985, che per rilasciarlo vuole almeno $2 milioni. Troppo per la MLS.

"Non poter tifare per la propria squadra è deprimente", continua Roth, fondatore e a capo di Super Soccer Stars, scuola calcio per bambini in età  prescolare nell'area di New York. Certo, negli anni passati spesso è andato a vedere giocare i MetroStars nello stadio che lo ha visto trionfare più volte davanti ad oltre 70.000 persone, il Giants Stadium, dove però difficilmente oggi se ne vedono più di 20.000. Pochi mesi fa sembrava anche sull'orlo di essere di nuovo coinvolto nel calcio newyorkese, quando Franz Beckenbauer, vecchio compagno di squadra, ed amico del patron della Red Bull Dieter Mateschitz, lo ha chiamato per coinvolgerlo nella nuova avventura. Ma purtroppo, un po' la Red Bull, un po' Don Garber, hanno deciso poi di tenere ai margini i vecchi Cosmos. Forse hanno avuto paura che agli occhi dei tifosi il confronto Cosmos-Red Bulls potesse schiacciare il team neonato (seppur sulle ceneri dei MetroStars).

Ma per i fans di tutto il mondo i Cosmos, la squadra di Pelé, di Franz Beckenbauer, di Giorgio Chinaglia, di Carlos Alberto, di tifosi come Henry Kissinger e Mick Jagger e dei 70.000 del Giants, esisterà  sempre. Il mondo ricorda, e così la Major League Soccer, che si avvia verso il suo dodicesimo anno di operazioni. MLS che tra i suoi obiettivi ha proprio quello di riportare il grande pubblico negli stadi del calcio, seppur questi saranno ben più piccoli, ma almeno saranno pieni e solo per il calcio, come il costruendo Red Bull Park.

In questo confronto passato/presente, abbiamo colto l'occasione per porre alcune domande a Roth sui Cosmos, la NASL e l'attuale situazione del soccer USA.

Werner, sei stato con i Cosmos fin dagli inizi. Come iniziò tutto?

Fu il coach degli appena fondati Cosmos, l'inglese Gordon Bradley, a chiamarmi. Giocavo nella German-American League, la migliore lega semipro degli USA, con il German-Hungarian Soccer Club. Tra i miei avversari c'era proprio Bradley, che era allenatore/giocatore dei NY Hota, che mi aveva apprezzato e mi voleva con lui. Con me furono presi anche altri compagni, tra i quali Jorge Siega, primo acquisto in assoluto dei Cosmos.

Vi aspettavate che i New York Cosmos del 1971 potessero diventare pochi anni dopo diventare una delle squadre più famose al mondo?

Parti con l'immaginare che venivamo pagati $75 a partita e che avevamo tutti il doppio lavoro. Ad esempio Randy Horton [il centravanti MVP NASL nel 1972, ndr] lavorava in un cinema. Il potenziale a NY c'era, ma all'epoca quello che sarebbe successo dopo era inimmaginabile. Fu ovviamente l'arrivo di Pelé a cambiare tutto. Dovunque andavamo trovavamo gli stadi pieni, gli ingaggi salivano, gente come Mick Jagger e Henry kissinger non mancava mai alle nostre partite, allo Studio 54 bastava dire di essere dei Cosmos e si aveva il tappeto rosso".

Hai chiuso la tua carriera a soli 31 anni, nel 1979, come mai?

Mi feci male al ginocchio nella preseason, e non riuscii più a recuperare. Chiusi giocando una sola partita nel 1979.

Come ti sembra cambiato il soccer USA da allora?

Sicuramente è migliorato, come si può vedere dai risultati della Nazionale. All'epoca di giovani calciatori americani di livello alto ce n'erano molto pochi.

E la MLS rispetto alla NASL?

La MLS è sicuramente basata su un ottimo modello di business, quello che probabilmente è mancato alla NASL. Ma è vero anche che il prodotto, in termini di qualità, deve essere migliorato. Uno dei problemi sta nella non eccessiva competizione. Il numero ancora insufficiente di giocatori americani, il fatto che questi non sentano ancora la pressione dal basso da parte dei giovani, il sentire il posto in squadra in pericolo, non aiuta. Non c'è abbastanza pressione sui giocatori. Non dico che dovrebbe essere come in Europa, ma la pressione aiuta i calciatori a crescere, a prendere più sul serio questo gioco.

Ad esempio?

Guarda i ragazzi che sono andati a giocare in Inghilterra, quanti miglioramenti hanno avuto. L'esempio Brian McBride mi sembra calzante. Quando giocava a Columbus era un buon giocatore dalle ottime potenzialità  fisiche. I sei anni d'Inghilterra, dopo un beve periodo di assestamento, è diventato un attaccante completo, ancora oggi competitivo in Premier League all'età  di 34 anni.

Ma nella mancanza di pressione sui giocatori USA, non c'è una responsabilità  anche dei coach?

Il panorama tecnico degli allenatori della MLS presenta limiti notevoli. Questi non chiedono abbastanza a giocatori che, sono sicuro, possono dare molto di più, come dimostrano quando vanno all'estero. Sicuramente quello dei coach è un problema che la MLS dovrà  risolvere prima possibile.

Che ne pensi dei nuovi New York Red Bulls?

Ti confesso che non li seguo molto, e sarebbe quindi ingiusto esprimere giudizi. Devo dire che mi piace molto l'idea di un investitore straniero che crede nel soccer USA. L'arrivo di imprenditori europei come Dieter Mateschitz, gente che conosce il calcio europeo, non può che aiutare il nostro calcio a crescere. Certo non sarà  facile, il pubblico di NY è molto sofisticato.

Werner Roth, oltre che per i suoi successi con i Cosmos, è noto anche per esser stato il capitano del team nazista in "Fuga per la vittoria", il film di John Houston del 1981 che vide "scendere in campo" per il match finale gente come Pelé, John Wark (ex Liverpool e Ipswich), il belga Paul Van Himst, e il capitano dell'Inghilterra Mondiale del 1966, Bobby Moore, anche lui nella NASL con San Antonio Thunder e Seattle Sounders. È Roth che si fa parare il rigore della vittoria dei tedeschi da Sylvester Stallone all'ultimo minuto.

Come sei finito in quel film?

Era il 1980. Mi trovavo a New York con Pelé per una cena di fund raising. Mi disse che l'estate successiva sarebbe andato in Ungheria per girare un film. Mi chiese quindi di parlare col produttore, a Los Angeles. Il mio ruolo sarebbe dovuto essere quello di un francese, e avrei dovuto giocare con la squadra degli Alleati. Ma quando, una vota a Budapest, John Houston scoprì che parlavo tedesco, mi misero a guidare la squadra tedesca. Pensa che per fare la scena del rigore, con Stallone pieno di escoriazioni a causa della partita, la dovemmo girare 16 volte.

Una volta smesso con il calcio che cosa hai fatto?

Prima ho lanciato una linea sportiva "Werner Roth", mentre da un po' sono impegnato con Super Soccer Stars, una scuola che utilizza il calcio come metodo educativo per avviare alla scuola bambini di 2/3 anni. Fino ad oggi abbiamo formato oltre 4.000 bambini in 60 locations differenti.

E i tuoi vecchi compagni li vedi più?

Siamo rimasti una quindicina a vivere nell'area di New York, e ci riuniamo una volta l'anno. La prossima è il 9 dicembre. Sei il benvenuto.

Grazie Werner, capitano mio capitano.

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L'ESPN FC ha pubblicato il risultato di un sondaggio anonimo, che ha visto 140 risposte da parte dei giocatori di 21 club (il New York City FC non ha partecipato). Il sondaggio ci dice che è, secondo i giocatori, il collega più cattivo della lega, il più sottovalutato e il più sopravvalutato. Il più cattivo Il centrocampista cubano dei Seattle Sounders Osvaldo Alonso (nella foto in tackle) è considerato in assoluto il più cattivo della MLS, con ben il 25% dei voti. "Prende un sacco di ammonizioni. Magari non è il più cattivo, ma va dritto sull'uomo", ha spiegato un giocatore". Nonostante la reputazione tra i colleghi, Alonso è stato espulso solo tre volte nei suoi 9 anni in MLS, di cui due nel 2013 e una l'anno scorso per una rissa con Will Bruin. "Penso sia un giocatore eccezionale, ma per il fatto che gioca in un grande team forse gli arbitri hanno del timore reverenziale rispetto a come trattano altri giocatori", spiega un altro suo collega. La sudditanza psicologica c'è anche negli USA quindi. Alonso venne squalificato nel 2015 dopo una prova TV per aver scalciato il centrocampista dei NY Red Bulls (ed ex Padova) Felipe Martins, a sua volta secondo in classifica con l'11% dei voti. "Sta sempre a lamentarsi. E' uno dei peggiori contro cui abbia giocato", è uno dei commenti. "E' un agitatore, fa un sacco di cose non punibili magari, ma se le persone sapessero rimarrebbero male impressionate", ha detto un altro. Terzo in classifica si piazza Jermaine Jones, appena trasferitosi ai LA Galaxy. Un giocatore ha raccontato che Jones una volta gli ha detto: "Io ho i soldi, tu no". Altri giocatori meritevoli di menzione: Kendall Waston (Vancouver), Diego Chara (Portland Timbers), Aurelien Collin (NYRB) e Clint Dempsey (Seattle). Il più sopravvalutato Per il secondo anno consecutivo è stato votato Mix Diskerud, peraltro appena trasferitosi agli svedesi dell'IFK Goteborg. Fuori squadra dalla scorsa estate, Diskerud è in Svezia in prestito. Nazionale USA, Diskerud ha ricevuto il 16% dei voti, più del doppio di qualunque altro calciatore MLS. I suoi colleghi, evidentemente, hanno considerato il suo contratto da $761.250 del 2016. "Col salario che ha dovrebbe essere un numero uno... Per quello che ha fatto e non ha fatto, il più sopravvalutato non può che essere Mix". Secondo in classifica Michael Bradley col 7%., il cui contratto da $6 milioni annui è evidentemente considerato eccessivo per quanto messo in mostra col Toronto FC. Un altro nazionale USA molto votato è stato il centrocampista della Philadelphia Union Alejandro Bedoya (5%), che ha preceduto Jozy Altidore del Toronto FC (4%) e Jermaine Jones (2%). Un buon 4% è arrivato anche per l'ex di Milan e Juventus Andrea Pirlo (NYCFC), accompagnato da un commento di un collega: "Non vorrei mai averlo in squadra. non si muove". Un altro: "Senza mancare di rispetto, ma non penso c'entri molto con la MLS. In parte perché gioca allo Yankee Stadium che é un po' troppo stretto, dall'altra mi sembra che il meglio lo abbia già dato". Più sottovalutati Il più sottovalutato, per il secondo anno consecutivo, è stato indicato dai colleghi in Dax McCarty col 9% dei voti. Dopo anni tra FC Dallas e NY Red Bulls, oggi McCarty gioca per il Chicago Fire di Velyko Paunovic, dove rappresenta una presenza fondamentale. E dallo scorso gennaio è finalmente uno da Nazionale, dopo l'esordio concessogli da Bruce Arena. "Fa tutto in campo", ha detto un giocatore di McCarty. "Si parla di un giocatore solido in tutto. Fa tutto molto bene". A seguire McCarty il centrocampista dei Portland Timbers Diego Chara. "Un motore incredibile", il commento di un suo collega. In lista ci sono poi Sebastian Lletget (LA Galaxy) col 6% e Ignacio Piatti (Montreal Impact) col 3%. Molto votati anche Darlington Nagbe, Sam Cronin ("Ha cambiato il volto dei Colorado Rapids"), Tommy McNamara (NYCFC), Kelyn Rowe (New England), e Eric Alexander (Houston Dynamo). Assente dalla lista dei sottovalutati Sebastian Giovinco, anche se l'80% dei votanti ha dichiarato che l'attaccante del Toronto FC non è stato considerato in maniera adeguata in ottica MVP award 2016. Giovinco will be front-runner for MVP #TFC https://t.co/nkEMVQWyQW pic.twitter.com/8lRwkZ0qRM — Toronto FC Report (@fanly_torontofc) March 3, 2017

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Possibile la scelta di altre quattro candidate già entro il 2017, che potrebbero diventare cinque se nel frattempo Miami dovesse saltare Continua l'expansion della MLS, che nel 2018 salirà a quota 23 squadre con l'ingresso del LAFC, il Los Angeles Football Club. Lo ha confermato il commissioner della lega, Don Garber, che che ha dichiarato che "nessuno si aggiungerà al LAFC nel 2018, che quindi entrerà da solo". La notizia arriva a conferma delle sempre maggiori difficoltà per il gruppo guidato da David Beckham di riuscire a lanciare un team a Miami, bloccato dalla questione stadio che sembra senza sbocchi al momento. Inoltre, si susseguono voci che nella stessa MLS l'interesse per il team di Beckham, che verserebbe solo 25 milioni grazie al suo accordo dei tempi del trasferimento negli USA in un momento in cui un expansion team vale fino a $200 milioni. E' saltata invece la possibilità di vedere Sacramento quale back up immediato, che da molti era visto come possibile. “Entro la fine dell'anno prenderemo una decisione sui team 25 e 26" (Miami sarebbe la numero 24, NdR), ha aggiunto Garber. "E' anche possibile che decideremo i team 27 e 28 nello stesso momento, anche se non è quello il piano. Sabato scorso ero ad Austin per incontrare la U.S. Conference of Mayors. La metà dei sindaci presenti o aveva un team MLS in città o erano candidati all'espansione. C'è un enorme interesse da parte delle 12 città candidate. La tempistica è stretta ma siamo in linea”. Ecco il quadro delle candidate: Charlotte Proprietà: Marcus Smith, presidente e CEO della Speedway Motorsports, Inc. Stadio: Demolizione del Memorial Stadium, sostituito da un impianto da 20,000 posti per una spesa di $175 milioni. Situazione: Lo stadio, come spesso capita, è il problema principale. L'aspetto positivo è la crescita continua dell'area e la necessità per la MLS di espandersi a sud, dove c'è la sola ATlanta (la Florida non è culturalmente considerata nel South degli USA). Cincinnati Proprietà: Carl H. Lindner III, co-CEO dell'American Financial Group, proprietario del FC Cincinnati Stadio: La squadra attualmente gioca presso il Nippert Stadium della University of Cincinnati, ma vuole costruirsi il proprio impianto . Situazione: L'FC Cincinnati sta avendo un successo incredibile a livello USL (Division II), con una media spettatori di ben 17mila a partita nel 2016! Ma dove costruire lo stadio nuovo è ancora un mistero, mentre i soldi della proprietà non sono un problema. Detroit Proprietà: Dan Gilbert, proprietariod dei  Cleveland Cavaliers, fondatore e chairman di Quicken Loans, Inc.; Tom Gores, proprietario dei Detroit Pistons, founder, chairman e CEO ei Platinum Equity. Stadio: Gilbert e Gores stanno proponendo un piano di sviluppo immobiliare del valore di $1 miliardo per l'area del carcere della Wayne County, che vedrebbe anche uno stadio da 23mila posti del valore di $250 milioni. Situazione: Detroit è lobiettivo Midwest della MLS. Tra tutte le candidate infatti, solo Phoenix presenta un'area metropolitana più grande. Inoltre, l'esperienza nello sport di Gores e Gilbert è una garanzia per la lega. Indianapolis Proprietà: Ersal Ozdemir, fondatore e CEO del Keystone Realty Group, proprietario del team NASL Indy Eleven; Mickey Maurer, chairman della National Bank of Indianapolis e dell'IBJ Corp; Jeff Laborsky, president e CEO di Heritage; Mark Elwood, CEO di Elwood Staffing; Andy Mohr, fondatore e proprietario del Mohr Auto Group. Stadio: C'è una proposta per costruire uno stadio da $100 milioni a downtown, vicino al Lucas Oil Stadium. Situazione: L'Indy Eleven è stato un successo in campo e fuori nella NASL. Cera qualche dubbio sulla proprietà, ma con i nuovi investitori aggiuntisi i problemi sono stati risolti. E' da capire se arriveranno finanziamenti pubblici per lo stadio. La proposta di Detroit Nashville Proprietà: John Ingram, chairman dell'Ingram Industries, Inc.; Bill Hagerty, ex commissioner of Economic Development for Tennessee. Stadio: Mancano i dettagli. Si parla di un'area vicino Nashville Fairgrounds per uno stadio da 25mila posti. Situazione: La proprietà è ricca, e la città ha sempre risposto bene agli appuntamenti calcistici. Ma servono più dettagli sullo stadio e Ingram deve convincere la MLS che l'expansdion può funzionare in un mercato tutto sommato piccolo come Nashville. Phoenix Proprietà: Berke Bakay, governatore, Phoenix Rising FC, CEO, Kona Grill; Brett Johnson, co-chairman del Phoenix Rising FC, CEO di Benevolent Capital; Mark Detmer, board member, Phoenix Rising FC, managing director, JLL; Tim Riester, board member, Phoenix Rising FC, CEO, RIESTER; David Rappaport, board member, Phoenix Rising FC, partner, Manatt, Phelps & Phillips, LLP. Stadio: Il piano è per uno stadio con aria condizionata su un'area già opzionata. Situazione: Phoenix è la città più grande tra le candidate, e l'avere l'esperienza in USL e un'area pronta per lo stadio è un vantaggio. Area che includerebbe anche Academy e una tramvia. Da segnalare però che non sembra esserci grande entusiasmo nel pubblico. Raleigh/Durham Proprietà: Steve Malik, chairman e proprietario del North Carolina FC. Stadio: Malik ha identificato tre aree per uno stadio da 20mila posti. Situazione: Il calcio è nell'area dal 2006, tra NASL e altro. Malik, imprenditore nella sanità, ha acquistato il North Carolina FC (gli ex Carolina RailHawks) nel 2016. Come Charlotte, consentirebbe alla MLS di espandersi geograficamente, ma è da capire se un'area così piccola è in grado di reggere un altro team professionistico oltre ai Carolina Hurricanes della NHL. Sacramento Proprietà: Kevin Nagle, chairman e CEO, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e azionista di minoranza dei Sacramento Kings; Meg Whitman, investitore, Sac Soccer & Entertainment Holdings, e CEO di Hewlett Packard Enterprise; Jed York, proprietario e CEO dei San Francisco 49ers. Stadium: Il piano per uno stadio a downtown è già stato approvato dalla città. Overview: il Sacramento Republic FC esiste dal 2012 nella USL, e da allora è stato un successo di pubblico e tecnico. C'è purtroppo qualche frizione tra SRFC e Sac Soccer & Entertainment Holdings (l'entità legale che ha lanciato la proposta alla MLS) e che rischia di creare problemi- Per Sacramento il rischio, se tutto non sarà chiarito, arriva da San Diego. Il rendering dello stadio proposto dall'expansion team di San Diego, sull'area del Qualcomm Stadium degli ex San Diego Chargers. St. Louis Proprietà: Paul Edgerley, senior advisor di Bain Capital, managing director di VantEdge Partners, azionista dei Boston Celtics; Terry Matlack, managing director di Tortoise Capital, partner di VantEdge Partners; Jim Kavanaugh, CEO di World Wide Technology, fondatore del Saint Louis FC; Dave Peacock, ex presidente di Anheuser-Busch Inc., chairman della St. Louis Sports Commission. Stadio: Si puta ad uno stadio da 20,000 posti vicino a Union Station. Situazione: St. Louis è la culla del soccer USA, e con l'addio alla città da parte dei Rams della NFL (volati a Los Angeles) lo spazio di crescita del calcio sembra notevole. La proprietà è di alto livello, ma lo stadio è ancora un punto interrogativo, con riferimento al finanziamento, e si aspetta il risultato di un referendum sul tema ad aprile prossimo. San Antonio Proprietà: Spurs Sports & Entertainment Stadio: Il team già gioca in un "soccer specific stadium" da 8.000 posti, espandibile a 18mila. Situazione: San Antonio ha alle spalle una proprietà con grande esperienza nello sport business, come dimostra il successo dei San Antonio Spurs. L'avere uno stadio espandibile è certo un plus, anche se il contro è che si trova a 20km dalla città, che per assurdo lo pone vicino ad un altro mercato di interesse per la MLS quale Austin. Ma è da comprendere se la MLS davvero vuole un altro team in Texas accanto a FC Dallas (che bene non va dal punto fi vista del pubblico) e Houston Dynamo. San Diego Proprietà: Mike Stone, fondatore di FS Investors; Peter Seidler, AD dei San Diego Padres; Massih e Masood Tayebi, co-fondatori del Bridgewest Group; Steve Altman, ex presidente di Qualcomm; Juan Carlos Rodriguez, imprenditore del mondo media. Stadio: La proposta è per uno stadio da 30mila posti da condividere con la San Diego State University, sulla stessa area dell'attuale Qualcomm Stadium. Situazione: Garber sembra puntarci, e l'addio dei Chargers della NFL (anche loro a LA) è un vantaggio come per St. Louis. Il piano per lo stadio sembra solido anche politicamente anche se la vicinanza con il Club Tijuana situato a pochi km (34) oltre confine potrebbe essere un problema. Nel 2018 in MLS sbarcherà il LAFC, che si affiancherà a LA Galaxy, San Jose Earthquakes e probabilmente Sacramento. Sarà da capire se la MLS vorrà avere ben 5 squadre californiane in campo. Tampa/St. Petersburg Ownership: Bill Edwards, proprietario dei Tampa Bay Rowdies (USL). Stadium: Il piano vede un investimento da $80 milioni per l'espansione dell'Al Lang Stadium dagli attuali 7.200 a 18.000. Overview: L'area di Tampa/St. Pete è il più grosso mercato televisivo (in America conta eccome) attualmente privo di un team MLS. Il piano per lo stadio è pronto, approvato e finanziato. L'ingresso di un nome storico del soccer USA (i Rowdies di Rodney Marsh erano gli avversari più acerrimi dei NY Cosmos di Chinaglia e Beckenbauer negli anni '70) e l'eventuale rivalità con Orlando rendono attraente la scelta per la lega, cui ancora brucia la chiusura del Tampa Bay Mutiny di Carlos Valderrama decisa 15 anni fa.

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Meno di un mese e si riparte con il campionato di calcio di Serie A. Il via preliminare alla nuova stagione è stato dato ieri all’Expo di Milano con la definizione del calendario della Serie A 2015/2016. Nel campionato che sta per partire ricomincia la caccia alla Juventus campione in carica, e allo stesso tempo si dà il benvenuto alle tre neopromosse tra le quali c’è un gradito ritorno, quello del Bologna, e due debutti assoluti nella massima serie, quelli di Carpi e Frosinone. Il via al campionato è fissato per il 22 agosto, mentre l’ultima giornata è in programma il 15 maggio 2016. Partenza col botto per la nuova Serie A con Fiorentina-Milan alla prima giornata, Roma-Juve alla seconda, Inter-Milan alla terza e Napoli-Lazio alla quarta. Match clou L’inizio del campionato è infarcito di big match con l’incontro tra Juventus e Roma, prima e seconda dello scorso campionato, che andrà in scena all’Olimpico già alla seconda giornata. La sfida tra Napoli e Lazio, decisiva a fine campionato per andare ai preliminari di Champions, è in programma alla 4° giornata. Napoli-Juventus si giocherà alla 6° giornata, mentre nel turno successivo la squadra di Sarri andrà a San Siro per Milan-Napoli. Il derby d’Italia, Inter-Juventus, va in scena all’8° giornata, mentre alla 9° c’è Fiorentina-Roma. La sfida tra Juve e Milan è in programma alla 13°, con alla 14° uno stuzzicante Napoli-Inter. Chiusura ad alta tensione con l’ultima giornata, la 19°, che propone Roma-Milan e Fiorentina-Lazio. Derby Nemmeno le stracittadine, cinque in tutto quest’anno nel massimo campionato di calcio, dovranno aspettare più di tanto per animare le città di Milano, Roma, Torino, Genova e Verona. Il primo derby in programma è quello della Madonnina, con Inter-Milan in programma alla 3° giornata. Alla 7° si gioca Chievo-Verona, mentre all’11° giornata sarà la volta del derby della Mole tra Juventus e Torino. Nel turno successivo, 12° giornata, occhi puntati sull’Olimpico per Roma-Lazio. La serie di derby è chiusa da quello della Lanterna, Genoa- Sampdoria, in programma alla 18° giornata.

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